Adesione nei compositi lavorati CAD/CAM

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La tecnologia del CAD/CAM suscita da sempre un grande interesse agli occhi dei professionisti e, con il tempo, sta assumendo il ruolo di standard operativo vero e proprio, soprattutto nella prospettiva di riunire le diverse procedure alla poltrona con quelle di laboratorio all'interno di uno workflow interamente digitalizzato.

Uno degli aspetti maggiormente interessanti riguardante la metodica CAD/CAM è rappresentato dalla versatilità che le sistematiche attuali sono in grado di offrire: si spazia dalle diverse tipologie di ceramica alle resine, composite, PMMA, comprese le ceramiche ibride (infiltrate con polimero).

Le resine composite di ultima generazione offrono dei validi compromessi anche dal punto di vista estetico, essendo trattabili con procedure di veneering al fine di metterne in risalto la resa visiva. La versatilità di tali prodotti si esprime poi anche nel tipo di ricostruzione: l'introduzione dei compositi in odontoiatria conservativa ha spinto i clinici ha riconsiderare il design cavitario in una direzione maggiormente fluida. Il materiale può essere modellato CAD/CAM per qualsiasi tipo di restauro indiretto (full crown o intarsistica).

Nella pratica clinica, il dubbio riguardo ai materiali è spesso legato alla procedura di adesione ai tessuti dentari, argomento che rappresenta tuttora un forte stimolo alla ricerca. A tale riguardo, il gruppo di lavoro di Minea, attivo principalmente presso l'Università di Osaka, ha recentemente pubblicato un'interessante review al fine di fornire ai clinici delle indicazioni procedurali aggiornate ed evidence-based.

Adesione e CAD/CAM: una enorme quantità di possibilità

Gli autori hanno screenato una base di 313 record dal database PubMed, portando a revisione finale un totale di 32 full text, quasi tutti pubblicati entro i 3 anni precedenti.

I materiali resinosi maggiormente indagati sono risultati appunto essere resina composita indiretta (Lava™ Ultimate) e PMMA (artBloc® Temp); più della metà degli studi ha valutato la forza di legame micro-tensile (rispetto al macro shear test). È stato ampiamente considerato anche l'aspetto dei trattamenti di superficie.

I risultati della revisione attestano i vantaggi derivanti dalla realizzazione di una macroritenzione mediante sabbiatura o mordenzatura con acido fluoridrico, seguita da una procedura di silanizzazione. La procedura risulta consigliabile con qualsiasi resina composita indiretta (Lava™ Ultimate, KATANA™ AVENCIA, Gradia, Cerasmart, Paradigm™, Block HC) modellata tramite tecnologia CAD/CAM, oltre che con le ceramiche ibride infiltrate con polimero (VITA ENAMIC®). Nell'adesione di prodotti a base di PMMA (XHIPC-CAD/CAM, artBloc® Temp, Telio) sono stati rilevati miglioramenti a seguito dell'utilizzo di primer a base di MMA (Visio.link). In ultima analisi, il limite principale della review, come ammesso dagli stessi autori (che pure hanno reputato sufficienti i risultati ottenuti), consiste nell'impossibilità di includere nella review i diversi adesivi e cementi vagliati dagli studi, proprio a causa dell'eccessiva varietà.

Riferimenti bibliografici

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1882761618300280
Adesione nei compositi lavorati CAD/CAM - Ultima modifica: 2019-03-20T07:32:44+00:00 da redazione

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