Adesione a livello coronale di perni in composito rinforzato con fibra di vetro

Nel restauro del dente trattato endodonticamente e fortemente deficitario in termini di tessuto natio residuale, l'impiego di perni in composito rinforzato con fibra di vetro trova indicazione per diversi motivi e, in particolare, in virtù del vantaggio rappresentato da un modulo di elasticità (indicativamente pari a 18-20 GPa), vicino a quello della dentina.

Il fallimento delle ricostruzioni con perni di questo tipo derivano da processi diversi: crepe di matrice, frattura del perno stesso o detachment a livello dell'interfaccia.

Considerando in particolare l'ultimo aspetto, i protocolli adesivi dei perni sono argomento fortemente dibattuto, così come sono variamente indagate le variabili in gioco.

Cosa influenza l'adesione ai perni in composito?

Recentemente, Fragkouli e colleghi hanno condotto uno studio, pubblicato su Dentistry Journal, volto appunto a studiare i fattori che influenzano l'adesione di diversi materiali a perni in composito rinforzato con fibra di vetro. Gli sperimentatori hanno scelto, per esattezza, di concentrarsi sulla regione coronale del perno stesso.

Sono stati selezionati 5 perni di produttori diversi, di modo da considerare vari design coronali presenti sul mercato. Ciascun  prodotto è stato combinato con 3 materiali da build-up, rispettivamente fotopolimerizzabili, autopolimerizzabili e dual-cured: anche in questo caso, pertanto, nell'intento di includere tutte le principali tipologie disponibili in commercio.

Il modello sperimentale ha visto l'impiego di basi in polietilene ad alto peso molecolare, nelle quali sono stati scavati canali della lunghezza di 12 mm sono state realizzate nella parte centrale, con diametro adeguato alla tipologia del perno indirizzato al singolo campione. Ciascun perno vi è stato alloggiato (volutamente senza cementazione) apicalmente, fino a una profondità di 4 mm. Su queste basi sono stati posizionati anelli distanziatori e, ulteriormente sopra, stampi in policarbonato trasparente dentro ai quali si è trovata a pescare la testa del perno: qui sono stati infatti inseriti i materiali, trattati secondo i protocolli di presa indicati dai produttori.

Nella premessa, gli autori indicavano proprio nel design coronale e nel tipo di materiale, insieme con il trattamento di superficie, le caratteristiche in grado di influenzare maggiormente la forza di adesione.

I risultati dello studio hanno evidenziato, in primo luogo una maggiore ritentività da parte di due tipologie di perno: uno dotato di 3 elementi ritentivi conici sovrapposti proprio a livello coronale, l'altro in realtà liscio parallelo con rastremazione medioapicale. Gli autori hanno pertanto concluso nell'indicare come non rilevante la presenza di particolari elementi ritentivi.

Tra i materiali core, il più validi è risultato il prodotto fotopolimerizzabile, anche se non in tutte le combinazioni ha portato vantaggi significativi. Il tipo di materiale, in conclusione, sembra prevalere sul design del perno.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31694197

Adesione a livello coronale di perni in composito rinforzato con fibra di vetro - Ultima modifica: 2020-01-21T07:48:12+00:00 da redazione
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