Accuratezza dei rilevatori d’apice in corso di ritrattamento

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In caso di trattamenti endodontici ripetuti, è importante determinare con precisione la lunghezza dei canali, per assicurarsi di rimuovere tutti i materiali di riempimento e i detriti.

In un lavoro storico, Bergenholtz et osservò che solo il 36% dei denti con canali radicolari overfilled vengono trattati con successo. Già allora, l’autore si accorse del fatto che la corretta determinazione della lunghezza di lavoro era in grado di aumentare il successo del trattamento canalare fino al 62%. Questo aprì la strada alla diffusione dei rilevatori apicali elettronici, integrati con la radiologia nella pratica clinica endodontica e oggi indispensabili. Gli studi attestano, per questi strumenti, un success rate variabile tra l’83 e il 100%.

La maggior parte degli studi rassicura sul fatto che i rilevatori d'apice elettronici non sono influenzati dalle soluzioni irriganti comunemente impiegate nel trattamento canalare (ipoclorito di sodio, EDTA, clorexidina, oltre alla normale soluzione fisiologica). Alcuni lavori, tuttavia, osservano come lo stesso possa non valere per il ritrattamento: l'accuratezza della rilevazione pare, infatti, possa essere influenzata dalla permanenza di residui organici, idrossido di calcio, guttaperca, sigillanti canalari e solventi.

Recentemente, un interessante lavoro scientifico, condotto da Tufenkci e Kalaycı, si è proposto di valutare e confrontare l’accuratezza di 3 specifiche sistematiche di rilevazione elettronica della lunghezza di lavoro, nel corso di ritrattamento canalare. Si consiglia la lettura del testo integrale, pubblicato sul Journal of Dental Research, Dental Clinics, Dental Prospects.

Lo studio è stato condotto in vitro su un totale di 90 tra incisivi centrali e laterali inferiori, estratti per ragioni parodontali o protesiche, non cariati né soggetti a restauro, monoradicolati e monocanalari. Tutti gli elementi sono stati decoronati e sottoposti a precisa misurazione della lunghezza della radice, dalla quale è stata definita la cosidetta actual working length, ovvero la lunghezza di lavoro reale. I campioni così ottenuti sono stati randomicamente distribuiti su 3 gruppi.

Come detto, infatti, 3 sono le sistematiche valutate, prodotte da aziende diverse: la A si basa sul metodo delle proporzioni, misurando la differenza dei valori di impedenza a due frequenze diverse (0.4 kHz e 8 kHz), la B e la C operano entrambe con sistemi multifrequenza e, secondo i produttori, sono capaci di determinare la lunghezza di lavoro di canali, asciutti o umidi, in assenza di calibrazione.

Nei diversi gruppi, sono state effettuate, quindi i campioni sono stati strumentati e chiusi alla lunghezza di lavoro reale. A una settimana, è stato eseguito un ritrattamento, questa volta fino alla lunghezza di lavoro predeterminata dalla misurazione elettronica; a questo punto, è stata eseguita una nuova misurazione elettronica.

L’analisi dei dati ha evidenziato un’accuratezza dell’83.3% per la sistematica A, una dell’83.4% per la B e una dell’80% per la C. Le differenze tra questi valori non sono risultate significative.

In conclusione, lo studio, pur confermando le possibili interferenze nel corso della procedura di ritrattamento, indica i rilevatori apicali con un ausilio valido anche in questo tipo di trattamenti endodontici.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7464225/

Accuratezza dei rilevatori d’apice in corso di ritrattamento - Ultima modifica: 2020-09-18T06:02:26+00:00 da redazione

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