ABO Discrepancy Index Valutazione di due sistematiche

Fig. 2 Valutazione di ABO Index sui modelli digitali mediante software (Delta-Dent®, Outside Format)

È questo l’indicatore più affidabile per descrivere la complessità di una malocclusione e non è influenzato né dall’età, né dal sesso, né dallo stadio di sviluppo del paziente.
Lo score ID viene utilizzato per definire la durata del trattamento ortodontico e per prevedere il suo esito. In questo studio vengono valutate la precisione e l’affidabilità della sua misurazione sui modelli digitali rispetto a quelli in gesso.

Giovanna Perrotti
Specialista in Ortognatodonzia, Libero professionista, Lake Como Institute, Como

Giulia Baccaglione
Odontoiatra, Libero professionista, Milano

Abstract
Obiettivi. Evidenziare l’utilità dell’ABO Discrepancy Index e dimostrare la precisione e l’affidabilità della sua misurazione sui modelli digitali rispetto a quelli in gesso.
Materiali e metodi. Sono stati considerati 31 pazienti per i quali è stata prevista una terapia ortodontica fissa, solo uno anche a successiva chirurgia ortognatica. Per il calcolo dell’ABO ID sono stati utilizzati i modelli studio, l’ortopantomografia e la teleradiografia latero-laterale del cranio. La valutazione dell’ABO ID sui modelli in gesso è stata eseguita mediante misurazioni manuali con calibro e sonda millimetrata mentre per quelle digitali si è utilizzato un software specializzato (Delta-Dent®, Outside Format, Italia).
Risultati. I risultati di questo studio indicano lievi differenze nel punteggio totale dell’ABO ID calcolato sui modelli digitali tramite il software rispetto a quello calcolato sui modelli in gesso. Analizzando i punteggi totali dell’ABO ID SCORE misurati all’inizio e alla fine del trattamento, sui modelli in gesso e sui file STL, è emerso che il 90,3% dei pazienti mostra una riduzione del punteggio totale il che dimostra efficacia della terapia effettuata. Solo nel 6,5% dei casi il punteggio totale è rimasto invariato mentre solo in 1 paziente è stato registrato un aumento del punteggio ABO finale,
Conclusioni. L’utilizzo dell’ABO ID è molto vantaggioso nella pratica clinica perché fornisce una valutazione obiettiva ed oggettiva della complessità del caso. Il confronto tra il valore iniziale e finale permette inoltre di valutare l’efficacia e l’esito della terapia. L’analisi degli ABO ID evidenzia che lo score rilevato sui modelli digitali tramite software (Delta-Dent®, Outside Format, Italia) è corrispondente a quello ottenuto attraverso le misurazioni manuali sui gessi.

 

Nel 1998 l’American Board of Orthodontics (ABO) ha sviluppato un metodo per determinare, prima del trattamento, la complessità e la severità della malocclusione: l’ABO Discrepancy Index (ABO ID). Questo indice non è influenzato né dall’età, né dal sesso, né dallo stadio di sviluppo del paziente. È pertanto l’indicatore più affidabile per descrivere la complessità di una malocclusione e non il livello di difficoltà del caso, che può essere invece correlata all’esperienza dell’ortodontista, alla meccanica utilizzata e alla collaborazione del paziente. Lo score ID viene utilizzato infine per definire la durata del trattamento ortodontico e per prevedere il suo esito.

Il Discrepancy Index consiste in misurazioni effettuate direttamente sui modelli studio e sull’analisi di alcuni dati cefalometrici. Sui modelli vengono misurati: overbite (OVB), overjet (OVJ), openbite anteriore e posteriore, affollamento, occlusione secondo Angle, crossbite e scissorbite latero-posteriori. I dati cefalometrici, che rientrano nello score, comprendono: valori dell’angolo ANB, dell’angolo cranio-mandibolare (SN-GoGn) e dell’angolo mandibolo-incisale inferiore. Esiste poi una categoria, definita “altro”, che comprende alcune anomalie che, se presenti, aumentano la complessità del trattamento: presenza di elementi dentari sovrannumerari, anchilosati, trasposti, inclusi (ad eccezione del terzo molare), mancanti per agenesia o per avulsione, con alterata forma o dimensione e, inoltre, discrepanza delle linee mediane, diastemi multipli e asimmetrie scheletriche. Per identificare la presenza o il rischio di queste evenienze viene utilizzata l’OPT, prescritta pretrattamento, come anche la fotografia in posizione frontale del paziente per valutare eventuali asimmetrie scheletriche. Si tratta pertanto di parametri specifici che possono essere quantificati, misurati e valutati in modo oggettivo.

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