IAO International Congress 2026. Contributi e prospettive dal programma scientifico

In vista del Congresso della Italian Academy of Osseointegration, che si svolgerà a Padova, una voce autorevole nel panorama implantare internazionale propone una riflessione sui contenuti e sugli orientamenti culturali dell’evento. Un’occasione per approfondire le tematiche che caratterizzano l’evoluzione dell’implantologia contemporanea.

1. Guto Giordani “on stage” durante una relazione sull’ottimizzazione del risultato estetico nelle riabilitazioni implanto-protesiche

Tra i relatori di spicco dell’IAO International Congress 2026, in programma a Padova Fiere dall’8 al 10 ottobre 2026, figura il Dr. Gustavo “Guto” Giordani, clinico e relatore internazionale con una solida esperienza in chirurgia orale, parodontologia e implantologia, ampiamente apprezzato per il suo approccio interdisciplinare e per la capacità di integrare biologia, estetica e tecnologie digitali nella pratica clinica quotidiana.
Nel programma congressuale allegato, la sua relazione è inserita nella sessione di venerdì mattina dedicata all’esecuzione del piano di trattamento, con un intervento focalizzato sul workflow digitale in protesi implantare nel paziente parzialmente edentulo.

Dr. Giordani, cosa significa per lei partecipare come relatore all’IAO International Congress 2026 di Padova?

È un grande onore. IAO rappresenta una comunità scientifica prestigiosa e ricevere l’invito a contribuire al suo Congresso internazionale ha per me un significato importante sia sul piano professionale sia su quello personale. Eventi di questo livello sono fondamentali perché creano un contesto in cui conoscenza, esperienza clinica e visione scientifica possono essere condivise al massimo livello.

Qual è la sua opinione su IAO, che molti considerano la principale società scientifica italiana nel campo dell’implantologia?

IAO si è senza dubbio affermata come una delle società scientifiche più autorevoli nel panorama implantologico italiano. La sua forza risiede nella capacità di coniugare rigore scientifico, formazione di alto livello e un autentico impegno nella crescita professionale dei clinici. Ciò che apprezzo particolarmente è il suo ruolo nel promuovere un dialogo culturale serio attorno all’implantologia, mantenendo sempre la rilevanza clinica al centro.

Il tema del congresso ruota attorno all’implantologia digitale. Perché questo argomento è oggi così centrale?

La tecnologia digitale non è più un supporto opzionale: è diventata una componente essenziale del processo diagnostico e terapeutico. Imaging, pianificazione virtuale, scansione intraorale, progettazione protesica e chirurgia guidata stanno trasformando in profondità il modo in cui diagnostichiamo, pianifichiamo e trattiamo i nostri pazienti. Tuttavia, il vero valore della tecnologia digitale non risiede nell’innovazione fine a sé stessa, bensì nella sua capacità di migliorare precisione, predicibilità e controllo clinico.

La sua relazione sarà focalizzata sul workflow digitale nel paziente parzialmente edentulo. Quale messaggio desidera trasmettere?

Vorrei mostrare come un workflow digitale ben strutturato possa migliorare la comunicazione tra clinico e odontotecnico, ottimizzare una pianificazione protesicamente guidata e rendere l’intero percorso riabilitativo più coerente ed efficiente. Gli strumenti digitali sono straordinariamente potenti, ma richiedono metodo, comprensione biologica e solidità di giudizio clinico. La tecnologia acquista significato solo quando è guidata da un chiaro razionale terapeutico.

Nella sua pratica clinica, come integra biologia, estetica e pianificazione digitale nel trattamento implantare del settore estetico?

Nel settore estetico, il successo del trattamento implantare dipende dalla capacità di integrare biologia, estetica e pianificazione digitale in un’unica strategia clinica. La biologia resta il fondamento, perché la stabilità dei tessuti duri e molli è essenziale per il successo a lungo termine.
L’estetica richiede non solo la sopravvivenza dell’impianto, ma anche una naturale integrazione della riabilitazione nel sorriso. La pianificazione digitale rende questa integrazione più precisa e prevedibile, perché consente al clinico di partire dal risultato protesico desiderato e procedere a ritroso per definire la posizione implantare, la gestione dei tessuti e il disegno restaurativo.
In questo modo, gli strumenti digitali non sostituiscono l’esperienza clinica, ma aumentano la nostra capacità di ottenere risultati che siano al tempo stesso biologicamente solidi ed esteticamente raffinati.

Qual è il ruolo della chirurgia guidata e del Digital Smile Design nel migliorare i risultati estetici in implantologia?

La chirurgia guidata e il Digital Smile Design svolgono un ruolo centrale nel migliorare i risultati estetici in implantologia, perché aumentano precisione, prevedibilità e comunicazione durante tutto il percorso terapeutico.
La chirurgia guidata aiuta a garantire un corretto posizionamento tridimensionale dell’impianto in funzione delle esigenze protesiche e anatomiche, un aspetto cruciale nel settore estetico.
Il Digital Smile Design, d’altra parte, aiuta a definire il risultato restaurativo ideale in relazione al volto del paziente, alle labbra e alla dinamica del sorriso. Insieme, questi strumenti permettono al clinico di coordinare meglio le fasi chirurgiche e protesiche, ridurre i possibili errori e realizzare restauri più armoniosi, naturali e personalizzati.
Il loro vero valore risiede nel supportare un approccio terapeutico in cui l’eccellenza estetica viene pianificata fin dall’inizio, e non semplicemente corretta alla fine.

Ha avuto modo di visionare il panel dei relatori? Nel programma figurano diversi nomi di grande prestigio.

Sì, e ritengo che il panel scientifico sia uno dei grandi punti di forza di questo congresso. Il programma riunisce relatori di riconoscimento internazionale con aree di competenza differenti, e questo crea un contesto estremamente stimolante.
La presenza di illustri speaker provenienti da differenti background clinici e accademici garantisce una visione ampia ed equilibrata dell’implantologia contemporanea.
È proprio questa diversità di competenze a elevare un congresso da momento informativo a esperienza realmente formativa.

Perché un collega dovrebbe iscriversi a IAO e partecipare al congresso 2026?

Entrare a far parte di una società scientifica come IAO significa inserirsi in una rete professionale e culturale che promuove formazione, rigore e sviluppo continuo. Partecipare al congresso non significa semplicemente ascoltare delle relazioni, ma prendere parte a un più ampio processo di crescita, confronto e riflessione.
Padova 2026 sarà un’importante occasione per cogliere da vicino la direzione verso cui si sta muovendo l’implantologia.

2. Gestione della mucosa peri-implantare in una riabilitazione in zona estetica su impianti singoli, mediante chirurgia computer guidata, gestione dei tessuti molli, e ottimizzazione dell’estetica finale mediante digitalizzazione del progetto protesico

 

IAO International Congress 2026. Contributi e prospettive dal programma scientifico - Ultima modifica: 2026-09-11T16:54:57+02:00 da Paola Brambilla
IAO International Congress 2026. Contributi e prospettive dal programma scientifico - Ultima modifica: 2026-09-11T16:54:57+02:00 da Paola Brambilla