Zirconia monolitica sempre più protagonista nelle riabilitazioni dei settori posteriori. Uno studio condotto in Germania, presso il Department of Prosthodontics and Biomaterials dell’University Hospital RWTH Aachen, ha valutato l’adattamento marginale e le prestazioni cliniche a cinque anni di restauri posteriori realizzati in zirconia parzialmente stabilizzata con il 5% molare di ittria (5Y-PSZ). Alla ricerca hanno partecipato anche studiosi dell’University Medicine Greifswald. L’obiettivo era verificare il comportamento nel tempo di questo materiale e, per quanto riguarda l’adattamento marginale, confrontarlo con il disilicato di litio.
Un materiale particolare
La zirconia 5Y-PSZ presenta caratteristiche differenti rispetto alle zirconie tradizionali. Il maggiore contenuto di ittria consente infatti di ottenere una maggiore traslucenza, caratteristica che amplia le possibilità di impiego nelle riabilitazioni monolitiche. Tuttavia, accanto alle proprietà estetiche e meccaniche, il successo di una restaurazione dipende anche dalla precisione marginale e dalla sua capacità di mantenersi clinicamente stabile nel tempo.
Sessantacinque restauri seguiti nel tempo
I ricercatori hanno coinvolto 38 pazienti e hanno posizionato complessivamente 65 restauri posteriori. Il campione comprendeva 32 corone in zirconia, 17 corone in disilicato di litio e 16 restauri a copertura parziale in zirconia. Una parte della ricerca è stata impostata secondo un disegno randomizzato appaiato. Diciassette pazienti hanno ricevuto una corona in zirconia e una corona in disilicato di litio. In questo modo i ricercatori hanno potuto confrontare direttamente l’adattamento marginale dei due materiali. Altre 15 corone e 16 restauri a copertura parziale in zirconia sono stati invece inseriti in una coorte prospettica osservazionale.
Valutazioni fino a 60 mesi
L’adattamento marginale e interno è stato misurato mediante la tecnica della replica. I ricercatori hanno inoltre valutato le prestazioni cliniche attraverso i criteri della California Dental Association. L’analisi ha considerato anche i parametri parodontali, la registrazione delle complicanze e gli outcome riferiti direttamente dai pazienti. I controlli sono stati effettuati al momento iniziale e successivamente dopo 12, 24, 36, 48 e 60 mesi.
Adattamento marginale comparabile
Il confronto tra zirconia e disilicato di litio non ha evidenziato differenze statisticamente significative nell’adattamento marginale. Le corone in disilicato di litio hanno mostrato un gap marginale medio di 46 ± 33 μm. Per le corone in zirconia il valore medio è risultato pari a 50 ± 32 μm. La differenza tra i due gruppi non ha raggiunto la significatività statistica. Il risultato indica quindi che, nelle condizioni analizzate dallo studio, le corone posteriori in zirconia 5Y-PSZ hanno raggiunto livelli di precisione marginale paragonabili a quelli ottenuti con il disilicato di litio. L’adattamento marginale rappresenta un parametro importante nella valutazione dei restauri indiretti. Una discrepanza eccessiva può infatti favorire nel tempo il deterioramento del cemento e creare condizioni favorevoli allo sviluppo di complicanze biologiche.
Nessun restauro sostituito dopo cinque anni
Il risultato più significativo emerge però dal follow-up a lungo termine. Dopo un periodo mediano di osservazione di 60 mesi, con un intervallo compreso tra 57 e 64 mesi, nessuno dei 65 restauri ha richiesto la sostituzione. La sopravvivenza complessiva dei restauri è stata quindi del 100% a cinque anni. Il dato assume particolare interesse per la zirconia 5Y-PSZ, perché le zirconie più traslucenti presentano caratteristiche strutturali differenti rispetto alle generazioni precedenti. L’aumento della componente cubica migliora infatti le proprietà ottiche, ma modifica contemporaneamente alcune caratteristiche meccaniche. Disporre di dati clinici a medio-lungo termine diventa quindi importante per valutarne l’affidabilità nella pratica quotidiana. Lo studio mostra inoltre risultati favorevoli non soltanto per le corone complete, ma anche per i restauri a copertura parziale in zirconia.
Sopravvivenza sì, ma non senza complicanze
Il 100% di sopravvivenza non deve però essere interpretato come completa assenza di eventi avversi. Durante il periodo di osservazione sono state infatti registrate alcune complicanze. La probabilità di sopravvivenza libera da complicanze, calcolata con il metodo Kaplan-Meier, è risultata pari al 76,4% per le corone in zirconia, al 66,7% per quelle in disilicato di litio e all’87,5% per i restauri a copertura parziale in zirconia. La maggior parte degli eventi osservati era però di natura biologica o funzionale. I ricercatori hanno registrato complicanze endodontiche e parodontali, problemi occlusali e alterazioni dei contatti prossimali.
Poche complicanze legate al materiale
Le complicanze direttamente riconducibili al materiale restaurativo sono state invece limitate. Un solo restauro a copertura parziale in zirconia ha mostrato una piccola frattura della ceramica. Il problema è stato risolto mediante lucidatura e non ha reso necessaria la sostituzione del restauro. Questa distinzione risulta importante nella lettura dei risultati. Un restauro può infatti rimanere in situ e continuare a svolgere la propria funzione anche quando, nel corso degli anni, si rende necessario un intervento clinico per gestire una complicanza.
Risultati promettenti per la zirconia 5Y-PSZ
Secondo questo studio, pubblicato sul Journal of Dentistry, le corone in zirconia 5Y-PSZ hanno mostrato valori di gap marginale simili a quelli delle corone in disilicato di litio. Inoltre, tutti i restauri sono rimasti in situ durante l’intero periodo di osservazione. I risultati sostengono quindi l’impiego clinico della zirconia monolitica 5Y-PSZ nei settori posteriori. Il follow-up di cinque anni rappresenta un elemento particolarmente interessante, perché permette di affiancare alle valutazioni sulle caratteristiche del materiale dati provenienti direttamente dalla pratica clinica. Occorre comunque considerare le dimensioni relativamente contenute del campione e distinguere con attenzione la sopravvivenza del restauro dalla sopravvivenza libera da complicanze. Proprio quest’ultimo dato mostra che, anche quando il materiale mantiene la propria integrità, nel lungo periodo possono comparire eventi biologici o funzionali che richiedono attenzione clinica. Nel complesso, però, l’adattamento marginale comparabile al disilicato di litio e l’assenza di sostituzioni a cinque anni forniscono indicazioni favorevoli sull’affidabilità della zirconia 5Y-PSZ per i restauri posteriori.



