Il trattamento ortodontico in età adolescenziale non dipende solo da fattori clinici, ma anche da variabili psicologiche spesso sottovalutate. Un recente studio, condotto presso l'Università di Aarhus, Danimarca, ha approfondito questo aspetto introducendo il concetto di “nocebo by proxy”. Si tratta di un fenomeno per cui le aspettative negative di una persona influenzano l’esperienza di un’altra. Nel caso specifico, l’attenzione si concentra sul ruolo dei genitori. Con l'obiettivo di capire in che misura atteggiamenti e vissuti familiari possano condizionare la percezione del trattamento ortodontico nei giovani pazienti.

Focus su genitori e adolescenti

I ricercatori hanno analizzato un campione di adolescenti sottoposti a terapia ortodontica, mettendo in relazione le loro esperienze con quelle dei genitori. In particolare, hanno valutato precedenti esperienze odontoiatriche, livelli di ansia e aspettative rispetto al trattamento. Successivamente, hanno confrontato questi dati con la percezione del dolore e del disagio riportata dai ragazzi. Questo approccio ha permesso di isolare il possibile effetto indiretto delle convinzioni genitoriali sull’esperienza terapeutica dei figli.

Quando il disagio è “trasmesso”

I risultati evidenziano un’associazione significativa tra atteggiamenti negativi dei genitori e maggiore percezione di dolore negli adolescenti. I pazienti con genitori ansiosi o con esperienze pregresse negative tendono infatti a riportare livelli più elevati di disagio. Questo avviene anche in assenza di differenze cliniche nel trattamento ortodontico. Di conseguenza, il fattore psicologico emerge come elemento determinante. Il cosiddetto effetto nocebo “by proxy” si traduce quindi in un’esperienza terapeutica più difficile, pur a parità di condizioni cliniche.

Implicazioni cliniche per l’ortodontista

Questi risultati hanno implicazioni pratiche rilevanti. L’ortodontista non deve limitarsi a gestire il paziente, ma deve coinvolgere attivamente anche i genitori. Una comunicazione chiara e rassicurante è fondamentale per evitare aspettative negative. Inoltre, è utile intercettare eventuali ansie familiari già nelle fasi iniziali del trattamento. Questo approccio può migliorare la compliance e ridurre la percezione del dolore. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, sottolinea quindi l’importanza di una gestione integrata, che tenga conto non solo degli aspetti clinici, ma anche di quelli relazionali, non sempre curati con la giusta attenzione.

Trattamento ortodontico efficace, quanto contano le aspettative dei genitori - Ultima modifica: 2026-04-22T12:20:44+02:00 da Pierluigi Altea
Trattamento ortodontico efficace, quanto contano le aspettative dei genitori - Ultima modifica: 2026-04-22T12:20:44+02:00 da Pierluigi Altea