Negli ultimi anni la stampa 3D sta trasformando i flussi di lavoro digitali in odontoiatria. La tecnologia promette vantaggi clinici e organizzativi. Tuttavia molti ricercatori studiano anche il suo impatto economico. Una recente scoping review ha analizzato questo aspetto. I ricercatori della University of Amsterdam e della Vrije University di Amsterdam (Paesi Bassi) hanno confrontato la stampa 3D con le tecniche tradizionali di produzione protesica. Gli autori hanno preso in esame in particolare la fresatura CAD-CAM e i metodi convenzionali. Il loro obiettivo era valutare costi, efficienza produttiva e sostenibilità dei diversi approcci nella realizzazione dei restauri dentali.

Come è stata condotta la revisione

Gli autori hanno condotto la revisione seguendo le linee guida PRISMA-ScR. Questo metodo consente di mappare in modo sistematico la letteratura scientifica disponibile. I ricercatori hanno eseguito la ricerca nei principali database internazionali, tra cui PubMed, Embase e Scopus. Hanno selezionato gli studi che confrontavano i costi e le prestazioni delle diverse tecnologie usate per produrre restauri dentali. Gli articoli dovevano analizzare la realizzazione di corone, ponti o protesi tramite stampa 3D, fresatura o tecniche tradizionali. La ricerca ha individuato inizialmente 185 articoli. Solo 9 studi hanno però soddisfatto tutti i criteri di inclusione e sono stati analizzati nella revisione.

Costi, materiali e sostenibilità

I risultati indicano che la stampa 3D può offrire diversi vantaggi economici. La produzione additiva utilizza solo il materiale necessario per costruire il dispositivo. Questo approccio riduce il consumo di materiale e limita la quantità di scarti. Le tecniche sottrattive, come la fresatura, partono invece da blocchi di materiale più grandi. Il processo rimuove progressivamente il materiale in eccesso e produce inevitabilmente scarti. La stampa 3D può anche richiedere investimenti iniziali più contenuti rispetto ad alcune tecnologie di fresatura. Inoltre la riduzione degli scarti potrebbe migliorare la sostenibilità dei processi produttivi in odontoiatria.

Precisione e tempi di produzione

La fresatura CAD-CAM mantiene comunque alcuni vantaggi importanti. Diversi studi riportano una maggiore precisione marginale dei restauri ottenuti con questa tecnologia. La fresatura garantisce spesso anche una resistenza meccanica elevata dei dispositivi definitivi. In molti casi la fresatura permette anche tempi di produzione più rapidi quando il laboratorio deve realizzare un singolo restauro. La stampa 3D mostra invece i suoi principali punti di forza quando il laboratorio produce più dispositivi nello stesso processo. La tecnologia risulta particolarmente utile nella realizzazione di restauri provvisori.

Implicazioni per la pratica clinica

Dal punto di vista clinico, i restauri prodotti con stampa 3D mostrano risultati simili a quelli ottenuti con le tecniche tradizionali. Gli studi analizzati riportano livelli comparabili di funzionalità, ritenzione e soddisfazione dei pazienti. Gli autori sottolineano però che la letteratura disponibile rimane limitata. Servono quindi nuovi studi clinici e analisi economiche più approfondite. Tuttavia, la revisione, pubblicata sulla rivista Minerva Dental and Oral Science, suggerisce che la stampa 3D potrebbe assumere un ruolo sempre più rilevante nei flussi di lavoro digitali di studi dentistici e laboratori odontotecnici. Questa tecnologia potrebbe infatti migliorare l’efficienza produttiva, ridurre gli sprechi e ottimizzare la gestione dei costi.

Stampa 3D e impatto economico in odontoiatria restaurativa - Ultima modifica: 2026-03-30T14:28:10+02:00 da Pierluigi Altea
Stampa 3D e impatto economico in odontoiatria restaurativa - Ultima modifica: 2026-03-30T14:28:10+02:00 da Pierluigi Altea