Cad-Cam, una revisione sistematica ne valuta qualità e accuratezza

Il Cad-Cam (Computer-aided design e Computer-aided manufacturing) è stata un'acquisizione tecnologica importante, anche per l'odontoiatria. Lo dicono gli addetti ai lavori più entusisti per i risultati raggiunti, ma questa volta lo certifica anche una revisione sistematica. La ricerca è stata condotta in Arabia Saudita, presso la Riyadh Elm University e poi pubblicata su Cureus Journal of Medical Science.
Gli autori di questo studio sull'odontoiatria hanno messo a confronto qualità e accuratezza delle tecniche di progettazione e produzione assistita da computer, rispetto alle metodiche di produzione tradizionali dei manufatti protesici. Così hanno cercato la letteratura pubblicata nei database di MEDLINE,  PsycINFO, PubMed e Cochrane e nell'archivio dell'Indian Council of Medical Reserach. Hanno poi applicato il framework PRISMA per scremare gli studi più idonei allo scopo. Da 104 articoli, ne hanno selezionati 54 e poi, stringendo le maglie, 14, quelli più vicini alle linee guida della revisione.

I tre obiettivi del Cad-Cam

La produzione tecnologicamente assistita dei manufatti protesici usati in odontoiatria si è mossa su tre fronti, fanno notare gli autori della ricerca. Innanzitutto, quello della robustezza delle protesi, in particolare quelle destinate ai denti posteriori dove il carico occlusale è maggiore. Poi, alla capacità di simulare i denti naturali: le protesi realizzate con i sistemi Cad-Cam dovevano possedere e in effetti possiedono un buon livello estetico. Infine, la terza sfida raccolta da questa tecnologia ha puntato tutto su semplicità e accuratezza, affinché i restauri fossere di buona qualità ma realizzati anche in tempi molto rapidi.

 

Cosa si può fare con questa tecnologia

E' lungo l'elenco dei manufatti odontotecnici che è possibile realizzare con i sistemi Cad-Cam. Con le apparecchiature di progettazione e produzione assistite da un computer si possono realizzare inlay, onlay, faccette, corone, protesi parziali fisse, abutment implantari e persino le protesi totali. Solo per citare alcuni dei manufatti possibili. Anche l'ortodonzia ha beneficiato di questa innovazione che ormai conta più di due decenni e un popolo numeroso di sostenitori destinato a crescere, secondo gli autori della peer review.

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Materiali e accuratezza

L'ossido di zirconio è il materiale più utilizzato dai sistemi Cad-Cam. Tuttavia non mancano neppure il cromo cobalto, la ceramica e altri materiali destinati ad un impiego tecnologico. I metodi di scansione intraorale si sono dimostrati efficaci per rilevare l'impronta. D'altro canto, dopo la fase  di progettazione(Cad), anche quella di produzione (Cam) si è rivelata sempre all'altezza. Consente di realizzare protesi di qualità, conformi alle necessità dei pazienti e di buona qualità estetica.

I risultati della revisione sistematica

Uno sguardo alla storia può essere utile. Il primo sistema Cad-Cam, nato in Germania nel 1989, per opera di Mormann & Brandestinni, aveva un obiettivo ambizioso: consentire al dentista, in un'unica seduta, di completare uno o più restauri in ceramica, mantenendo alta la qualità. Cosa che nei decenni a venire, non solo è stata possibile attuare, ma anche diffondere per migliorare la qualità media dei manufatti e delle prestazioni odontoiatriche.
Gli autori della revisione sostengono senza alcun dubbio che i sistemi Cad-Cam non solo sono stati in grado di replicare la qualità dei manufatti tradizionali, ma persino di migliorarla. E anche nel prossimo futuro, questo approccio è destinato a svilupparsi ulteriormente a beneficio dei pazienti, ma anche dei dentisti.

Cad-Cam, una revisione sistematica ne valuta qualità e accuratezza - Ultima modifica: 2022-12-02T10:24:31+00:00 da Pierluigi Altea

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