La prevenzione è uno dei pilastri fondamentali dell’odontoiatria moderna. Un recente studio scientifico, condotto da ricercatori afferenti a diverse università italiane ed europee, ha analizzato in modo sistematico il ruolo della prevenzione nella pratica clinica quotidiana. L’obiettivo è stato valutare come i dentisti italiani conoscano, interpretino e applichino i principali interventi di prevenzione orale, offrendo una fotografia aggiornata della situazione nazionale.
Il metodo KAP applicato all’odontoiatria
Lo studio utilizza il modello KAP (Knowledge, Attitudes, Practices), ampiamente impiegato nella sanità pubblica. Questo approccio consente di analizzare tre dimensioni chiave: il livello di conoscenza scientifica, gli atteggiamenti personali e professionali e le pratiche cliniche effettivamente adottate. Attraverso un questionario strutturato, i ricercatori hanno raccolto dati su temi centrali come ad esempio l’uso del fluoro, la riduzione del consumo di zuccheri, le sigillature dei solchi e l’educazione del paziente.
Conoscenze e atteggiamenti dei dentisti italiani
I risultati mostrano che la maggior parte dei professionisti riconosce l’importanza della prevenzione odontoiatrica. Tuttavia emergono differenze significative legate all’età e al genere. I dentisti più giovani dimostrano una maggiore familiarità con le linee guida preventive aggiornate, in particolare per quanto riguarda l’uso dei fluoruri e la promozione di stili di vita salutari. Al contrario, alcuni professionisti con maggiore anzianità clinica percepiscono lacune formative e adottano un approccio più tradizionale. Anche gli atteggiamenti verso la prevenzione risultano eterogenei. Molti dentisti considerano la prevenzione essenziale per la salute a lungo termine del paziente, ma segnalano criticità legate al tempo a disposizione e alla percezione del valore economico delle prestazioni preventive.
Dalla teoria alla pratica clinica
Un aspetto centrale dello studio riguarda il divario tra le conoscenze e le pratiche. Non sempre, infatti, le competenze teoriche si traducono in un’applicazione sistematica delle misure preventive. Le principali barriere identificate includono la scarsa adesione dei pazienti, la limitata remunerazione delle procedure preventive e la mancanza di supporto organizzativo. Nonostante ciò, molti dentisti dichiarano di voler rafforzare l’approccio preventivo, riconoscendone il valore clinico e sociale.
Prevenzione odontoiatrica: dalle parole ai fatti
I dati suggeriscono la necessità di programmi di formazione continua mirati e di politiche sanitarie che incentivino la prevenzione odontoiatrica. Migliorare l’integrazione della prevenzione nella pratica quotidiana potrebbe ridurre l’incidenza delle patologie orali e migliorare la salute pubblica complessiva. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica BMC Oral Health, evidenzia come la prevenzione sia ampiamente riconosciuta dai dentisti italiani, ma non ancora pienamente applicata. Servirà dunque rafforzare il legame tra conoscenze, atteggiamenti e pratiche legate al mondo della prevenzione, per passare, finalmente, dalle parole ai fatti.



