
I composti volatili solforati (VSC), tra cui l’idrogeno solforato (H2S) e il metil mercaptano (CH3SH), sono i maggiori responsabili dell’oral malodor. Studi hanno dimostrato che la presenza e l’ammontare di questi composti nell’alito dei pazienti è strettamente correlato alla situazione clinica parodontale e all’ammontare della patina linguale. Per questo la parodontite e la patina stessa vengono considerati i maggiori responsabili dell’alitosi. Inoltre i VSC sono prodotti per attività proteolitica dai batteri parodontopatogeni, tra cui Porphyromonas gingivalis, Treponema denticola e Tannerella forsythia. Infine è emerso che i VSC sono coinvolti nella patogenesi della malattia parodontale, poiché incrementano la permeabilità del tessuto parodontale, la produzione di interleuchina-1 e prostaglandine, causano l’apoptosi dei fibroblasti gengivali, attivano le collagenasi e riducono la sintesi del collagene. Recenti studi si sono indirizzati sulla valutazione del rapporto tra VSC, oral malodor e terapia parodontale non chirurgica e sull’analisi dell’effetto distruttivo di queste sostanze sul tessuto osseo parodontale.
Livelli di composti volatili solforati nell’alito di pazienti affetti da parodontite cronica
The levels of volatile sulfur compounds in mouth air from patients with chronic periodontitis
Tsai CC, Chou HH, Wu TL, Yang YH, Ho KY, Wu YM, Ho YP. J Periodontal Res 2008;43(2):186-93
Da questo studio emerge che idrogeno solforato e metil mercaptano sono i principali componenti responsabili dell’oral malodor di pazienti con parodontite cronica. La terapia parodontale non chirurgica, il miglioramento dell’igiene orale e la somministrazione di clorexidina+cetyl pyridinium diminuiscono significativamente i livelli di VSC e quindi l’oral malodor.
In questo studio sono stati reclutati 72 pazienti affetti da parodontite cronica (con un minimo di 6 denti con un sondaggio >5mm e una perdita di supporto parodontale oltre un terzo della lunghezza della radice) ed estesa patina linguale. A tutti i soggetti è stata valutata la situazione parodontale e sono stati misurati i livelli di composti volatili solforati nell’alito per mezzo di una macchina (OralChromaTM) e un test organolettico. Trenta soggetti sono stati selezionati per il trattamento con solo spazzolamento della lingua. Di questi, venticinque pazienti hanno ulteriormente completato il trattamento parodontale non chirurgico, sono stati motivati all’igiene orale e hanno effettuato degli sciacqui-gargarismi con collutorio a base di clorexidina e cetyl pyridinio. Dai risultati è emersa una significativa correlazione tra i risultati del test organolettico e i valori di idrogeno solforato, metil mercaptano ed estensione della patina linguale. L’ammontare dei VSC nell’alito dei pazienti era inoltre significativamente correlato alla percentuale di sanguinamento al sondaggio. La rimozione meccanica della patina linguale ha prodotto una riduzione dei VSC di oltre il 50% rispetto ai valori iniziali. Un’ulteriore riduzione di tali composti si è ottenuta in seguito al trattamento parodontale non chirurgico, all’educazione all’igiene orale e al trattamento con clorexidina+cetyl pyridinium (figura 1). In conclusione, i risultati di questo studio confermano i dati della letteratura secondo i quali l’idrogeno solforato e il metil mercaptano sono i maggiori responsabili dell’oral malodor. Si evince inoltre che la patina linguale è fortemente implicata nella produzione di tali componenti dal momento che la sua eliminazione determina la riduzione di più della metà dei VSC nell’alito. Infine, il trattamento parodontale non chirurgico, le istruzioni all’igiene orale e l’utilizzo di un collutorio antisettico riducono ulteriormente i composti volatili solforati.
Implicazioni cliniche
L’oral malodor è spesso dovuto alla produzione di VSC da parte di batteri patogeni presenti sul dorso della lingua, nelle logge tonsillari e nelle tasche parodontali. Il trattamento di questo problema richiede quindi una disinfezione ampia di queste nicchie ecologiche; in particolare, sembra efficace lo spazzolamento della lingua in combinazione con i gargarismi di collutorio antisettico e la terapia parodontale non chirurgica.
Un’applicazione di idrogeno solforato induce nei ratti la temporanea differenziazione degli osteoclasti
con l’espressione di RANKL
A single application of hydrogen sulphide induces a transient osteoclast differentiation with RANKL expression in the rat model
Irie K, Ekuni D, Yamamoto T, Morita M, Yaegaki K, Ii H, Imai T. Arch Oral Biol 2009;54(8):723-9
I risultati di recenti studi hanno evidenziato gli effetti dannosi dei VSC sul tessuto parodontale. Alla luce della capacità di questi composti di penetrare nel parodonto fino all’osso alveolare, questo studio valuta gli effetti dell’idrogeno solforato sulla differenziazione degli osteoclasti.

Questo studio è stato condotto su 24 ratti, divisi in 4 gruppi: un gruppo controllo che non ha ricevuto alcun trattamento, e tre gruppi sperimentali che sono stati trattati con una soluzione a rilascio di idrogeno solforato (H2S) e che sono stati valutati rispettivamente a 3 ore, 1 giorno e 3 giorni dopo il trattamento. Le biopsie di tessuto gengivale e osso alveolare sono state decalcificate e marcate con reazione immunoistochimica per valutare l’espressione del tumor necrosis factor (TNF)-a, receptor activator of nuclear factor-K ligand (RANKL) presente sugli osteoblasti e utilizzato come marker per l’induzione alla differenziazione degli osteoclasti e la tartrate-resistant acid phosphatase (TRAP) degli osteoclasti che ne indica la attività. Dai risultati si evidenzia un infiltrato infiammatorio diffuso nel connettivo e nell’epitelio esposti a H2S anche già dopo 3 ore. L’epitelio mostra, inoltre, un allargamento degli spazi intercellulari che indica un aumento della permeabilizzazione del tessuto (figura 1). Allo stesso time-point e successivamente (1 giorno e 3 giorni) si riscontra un numero significativamente maggiore di macrofagi, osteoblasti e fibroblasti positivi per il TNF-a. Il numero di osteoblasti positivi al RANKL e di osteoclasti positivi al TRAP è significativamente maggiore nei gruppi test rispetto al gruppo controllo (figura 2).

I dati indicano quindi una modificazione in senso distruttivo e patologico dei tessuti epiteliale e connettivale, e in profondità l’attivazione di cellule coinvolte nel rimodellamento osseo. In conclusione questo studio pilota conferma che l’applicazione topica di idrogeno solforato a livello del solco gengivale causa un temporaneo aumento della differenziazione degli osteoclasti nel tessuto parodontale determinato dalla sovra-espressione di RANKL sulla superficie degli osteoblasti. Questo composto volatile solforato, che è uno dei principali responsabili dell’oral malodor, sembra quindi contribuire direttamente al riassorbimento dell’osso alveolare.
Implicazioni cliniche
L’oral malodor è una patologia da trattare non solo per i risvolti negativi psicologici e sociali che ha sul paziente. I componenti volatili solforati, maggiori responsabili dell’alitosi, esercitano infatti un’azione tossica sulla mucosa del cavo orale e sul tessuto parodontale, contribuendo attivamente alla progressione della parodontite.


