2Q24: è arrivato il video di sicurezza clinica

La distopia è un genere che vede tra i suoi massimi esponenti George Orwell con 1984. un testo che disegna un mondo capovolto, nel quale pochi dettagli bastano a segnare la profonda differenza tra ciò che realmente è e ciò che potrebbe essere. Nel caso di Orwell il cambiamento ha portato appunto a una distopia, un cambiamento in negativo.

Se guardiamo a 1Q84, opera di un celebre scrittore dei giorni nostri, Haruki Murakami, il concetto della distopia viene ripreso, ma svuotato del senso negativo del termine, piccoli dettagli irreali si miscelano a creare un mondo nuovo, qualcosa semplicemente di diverso.

La medicina difensiva rappresenta un fenomeno attuale quanto preoccupante che abbiamo il dovere di contrastare con animo sereno, consci del nostro operato. Uno dei temi su cui più spesso sorgono contenziosi con il paziente è quello del consenso. L’odontoiatria così come la medicina in generale si basa su un percorso lineare che deve essere rispecchiato nell’informazione fornita al paziente.

Esiste una sola diagnosi corretta, ma diverse opzioni di trattamento, un percorso terapeutico, dei medicamenti, delle indicazioni che il paziente deve rispettare e infine degli esiti, spesso positivi, talvolta indesiderati.

Davanti a qualsiasi procedura clinica dobbiamo essere consci di quelli che sono i potenziali rischi e complicanze di ciò che stiamo facendo, con questi aspetti in mente è opportuno creare una comunicazione efficace e trasparente con il paziente.

Per essere soddisfatti dell’iter terapeutico è necessario partire da concetti condivisi, un paziente informato è un paziente più spesso compliante, che si affida maggiormente alle cure del proprio odontoiatra.

Partendo da questo punto sarà più semplice limitare l’uso di esami di approfondimento indotti dalla paura di una querelle, ridurre la voluminosità di chilometrici, generici consensi informati che più che informare spaventano.

La provocazione che vi voglio lanciare è dunque legata a una possibile soluzione per interrompere il meccanismo della medicina difensiva e testimoniare l’avvenuta comunicazione al paziente di ogni dettaglio opportuno.

Cosa pensereste di un sistema di videoriprese costante per lo studio odontoiatrico? Non parlo solo di sicurezza degli ambienti, ma di un vero e proprio filmato del dialogo col paziente, in grado di testimoniare sempre l’avvenuta informazione allo stesso sul suo stato di salute. Si potrebbe allargare anche alle riprese cliniche vere e proprie, dalla situazione iniziale alle procedure terapeutiche finali.

Il video di “sicurezza clinica” potrebbe essere archiviato, mantenuto con il massimo della cura proprio come avviene per tutti i dati sanitari, per essere conforme alla normativa GDPR e nel rispetto del paziente stesso.

Ovviamente al giorno d’oggi questo imporrebbe la capacità di archiviare grosse quantità di Gb ogni settimana in sicurezza, ma ragionando in astratto si potrebbe ipotizzare di raggiungere presto sistemi di conservazione agevolati in pochi anni.

Il paziente dovrebbe obbligatoriamente firmare una delibera per la registrazione, proprio come avviene nel caso di foto e video realizzati per documentazione scientifica e per mantenere uno storico dei propri casi clinici. Attraverso uno schema di conversazione costante in grado di toccare tutti i punti cardine di una visita, sarebbe più semplice dimostrare in caso di contenzioso di aver reso informazione completa e ottenuto consenso.

Oggi forse è presto per parlarne, ma chissà, magari nel 2Q24…

Dino Re
2Q24: è arrivato il video di sicurezza clinica - Ultima modifica: 2019-05-06T11:46:45+00:00 da Dino Re
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