Andrea Senna, presidente della Commissione albo odontoiatri (Cao) dell'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano, ente di cui è anche vicepresidente

Retribuzione non adeguata per gli odontoiatri impiegati all’interno del Servizio sanitario nazionale (Ssn), pubblicità sanitaria e burocrazia: sono alcuni dei problemi attuali dell’odontoiatria. Questioni che richiedono grande attenzione da parte degli organismi deputati al controllo professionale, amministrativo e giuridico della professione medica e odontoiatrica.

“È vero”, dice Andrea Senna, vicepresidente dell’Ordine provinciale e dei medici chirurghi degli odontoiatri di Milano (Omceomi), nonché presidente della Commissione Albo Odontoiatri (Cao), “sono questi i temi caldi che preoccupano maggiormente gli odontoiatri italiani, a partire da quello della retribuzione dei colleghi impiegati nelle strutture pubbliche o convenzionate, ma non solo”.

Giusta retribuzione nel Ssn per chi esercita l’odontoiatria 

“È aberrante che i nostri colleghi siano sottopagati nelle strutture sanitarie regionali, ma anche in quelle private convenzionate”, dice Senna, il primo laureato in Odontoiatria in Italia ad aver assunto l’incarico di vicepresidente di un grande Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, “Regione Lombardia si è mostrata sorda alla questione non avendo dato alcuna risposta alla lettera ufficiale che il nostro Ordine aveva mandato in proposito lo scorso febbraio a firma del presidente, dottor Roberto Carlo Rossi e mia. La nostra professione comporta rischi e necessita di grande preparazione e competenza: la retribuzione deve essere commisurata a tutto questo. Una retribuzione eccessivamente bassa rischia inoltre di spingere il professionista a evitare il rischio, piuttosto che affrontarlo con danni conseguenti alla salute del paziente”.

Meno burocrazia e tariffario minimo

C’è poi il problema della burocrazia. “Gli adempimenti e gli oneri burocratici necessari per l’apertura e la conduzione di una attività medica e odontoiatrica, ad oggi”, denuncia Senna, “sono troppo impegnativi e gravano pesantemente sulla professione. Dovrebbero essere semplificati e uniformati su tutto il territorio regionale. Così come le tariffe: è necessario reintrodurre un tariffario minimo di riferimento delle prestazioni sanitarie, perché tariffe eccessivamente basse non possono essere compatibili con la qualità delle prestazioni sanitarie effettuate e si ripercuotono in maniera negativa sullo strumentario, sul materiale usato e sul lavoro del professionista, mettendo quindi a rischio la salute del paziente”.

Legge nazionale che regolamenti la pubblicità sanitaria

Il mondo medico e odontoiatrico, soprattutto nelle grandi città, denuncia il vicepresidente dell’Ordine provinciale e dei Medici Chirurghi degli Odontoiatri di Milano, è bombardato da un “Far West pubblicitario” scorretto, promozionale e non informativo. “Dobbiamo permettere ai pazienti di essere informati a 360° su ciò che è meglio per la loro salute”, sostiene Senna, “senza che la loro libera e ragionata scelta sia condizionata dalle logiche della pubblicità commerciale. Per questo a inizio 2015, come Ordine dei medici, abbiamo dato mandato a uno tra i più importanti studi legali di diritto amministrativo di redigere un Parere Pro Veritate sulla pubblicità sanitaria. Il “Parere” fa una distinzione importantissima tra pubblicità informativa (specializzazioni possedute, attrezzature di studio ecc) e commerciale (promozioni come sconti, gratuità ecc), sottolineando come in Italia quest’ultima non sia mai stata liberalizzata, neppure dopo la legge Bersani: è stato solo abolito il divieto della pubblicità informativa, proprio perché l’ambito della salute è protetto. Tale quadro normativo non viene rispettato. Serve quindi promuovere una legge apposita che definitivamente regolamenti la pubblicità sanitaria a garanzia della ragionata scelta del cittadino/paziente libera da condizionamenti“.

Sinergia tra istituzioni regionali e rappresentanza professionale

Qualsiasi riforma in campo sanitario, secondo Andrea Senna, dovrebbe essere assunta di comune accordo con la rappresentanza medica. “La riforma della cronicità voluta dalla giunta regionale lombarda, invece, per esempio”, dice Senna, “non è stata concordata con la rappresentanza della Professione. L’attuale riforma rischia di creare situazioni di conflittualità: il medico curante, infatti, continuerà a seguire il paziente per tutte le patologie, tranne per quella di cui è riconosciuto affetto cronico che sarà gestita da un “gestore”. Questa entità può anche non essere di carattere medico, bensì una società convenzionata con la regione, quindi privata ma finanziata da denaro pubblico. Questo è un passo verso la spersonalizzazione del rapporto medico-paziente e un duro colpo alla sanità pubblica di cui il medico di medicina generale è fulcro”.

Vaccinazioni e campagne di prevenzione

Prova grande preoccupazione Andrea Senna nel sentire i leaders di alcune forze politiche sostenere l’abolizione dell’obbligatorietà di alcune vaccinazioni. “Questo atteggiamento, lontano dalle indicazioni date dalla letteratura scientifica”, dice Senna, “può mettere a serio rischio la salute, soprattutto delle categorie più deboli (bambini, immununodepressi, anziani) e pertanto va contrastato con determinazione”.

Così come, al contrario, per promuovere la salute pubblica e contenere le spese relative al comparto sanitario, si dovrebbe “educare” la popolazione alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita. “A tal proposito, fondamentale, per esempio, nel nostro settore”, dice il presidente della Commissione albo odontoiatri di Milano, “è far conoscere il valore della sigillatura, metodica preventiva molto importante per diminuire la probabilità di carie sui primi molari permanenti.

La sigillatura dentale, efficace dai 6 ai 10 anni, è già prevista dai LEA (livelli essenziali di assistenza) regionali. Con l’ausilio dell’AIC (Accademia Italiana di Conservativa) abbiamo predisposto una lettera informativa da inviare a pediatri e medici di base e una divulgativa alle famiglie con figli dai 6 ai 10 anni. Iniziative come questa o come quelle per una corretta alimentazione, contro l’abuso di alcol e fumo andrebbero sviluppate durante l’età scolare”.

Un sostegno concreto al mondo del volontariato

Infine, trascurare quest’altra dimensione, il volontariato, secondo Senna sarebbe un grave errore. “La Lombardia“, dice il Vicepresidente dell’Ordine Provinciale e dei Medici Chirurghi degli Odontoiatri di Milano, “è ricca di realtà dedite al mondo del volontariato che spesso raggiungono situazioni dove le istituzioni non riescono ad arrivare, portando sostegno e conforto alle fasce più deboli e disagiate della popolazione. Queste realtà di grande generosità vanno sostenute in ogni ambito, sia diminuendo la burocrazia legata alla loro attività, sia sostenendo economicamente i progetti a più alto valore sociale”.

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