Evoluzione nei materiali dentari zirconia monolitica ad alta traslucenza

La ripetibilità di risultati di eccellenza in termini estetici e funzionali nell’ambito della riabilitazione protesica deriva certamente dall’impegno dei clinici nella definizione dei protocolli ma dipende anche dal costante sforzo dai parte di tecnici e produttori nell’aggiornamento dei materiali. Questo breve articolo di interesse tecnico vuole essere esemplificativo di come le competenze possano integrarsi nell’interesse di tutti, in primis del paziente.

I materiali ceramici hanno conosciuto grande diffusione grazie alle loro caratteristiche di stabilità chimica, biocompatilibità e potenziale estetico, ma conservano aspetti di criticità legati alla fragilità di tali materiali e riguardanti soprattutto le grosse riabilitazioni.

L’avvento della più resistente zirconia ha allargato il potenziale dei materiali ceramici. Questo materiale presenta una struttura cristallina composita, esistente in 3 forme: cubica (c), tetragonale (t) e monociclica (m). A temperatura ambiente e fino ai 1170°C è presente la fase m, dopodiché si osserva la transizione alla fase t. Questa rimane stabile fino alla temperatura di 2370°C, al di sopra della quale vi è il passaggio alla fase c. Quest’ultima resiste fino al punto di fusione, pari a 2680°C.

Una transizione da t a m si osserva invece nella fase di solidificazione del materiale puro, il quale va incontro a un’espansione volumetrica compresa tra il 3 e il 5%. Aggiungendo il 3% di ossido di ittrio (Y2O3) si può mantenere la fase t fino alla temperatura ambiente: è a questo prodotto che si fa riferimento con la dicitura “yttria stabilized zirconia” (Y-TZP). Si tratta di un materiale compatibile con la lavorazione CAD/CAM in blocco sia nella forma parzialmente sinterizzata (che richiede successivo completamento) che in quella completamente sinterizzata. Possiede alta resistenza alla frattura ma è dotata di un colore bianco opaco e, pertanto, richiede il veneering con vetroceramica per poter assumere un aspetto più naturale. L’introduzione della zirconia monolitica traslucente ha eliminato il problema dei possibili chipping e delaminazione della ceramica, ma non ha risolto del tutto quello di natura estetica.

Zirconia monolitica ad alta traslucenza

Recentemente è stata messa a punto una zirconia monolitica ad alta traslucenza. Lo sviluppo principale consiste nell’introduzione di nanostrutture cristalline (delle dimensioni inferiori ai 500 nm), al fine di ovviare all’effetto di scattering, ovvero la diffusione della luce.

In realtà, sono diverse le variabili che influenzano il comportamento ottico di una Y-TZP monolitica: tra questi, temperatura e tempo di attesa di sinterizzazione sono i principali nel determinare addensamento e microstruttura del prodotto nano-sized. Queste due variabili sono state recentemente sperimentate da Juntavee e Attashu, i quali hanno determinato come agendo su di esse – aumentando la temperatura e dilatando i tempi – sia possibile implementare gli elementi della traslucenza, del contrasto e dell’opalescenza.

Riferimenti bibliografici

Niwut Juntavee , Surawut Attashu Effect_of_sintering_process_on_color_parameters_of_nanosized_yttria_partially_stabilized_tetragonal_monolithic_zirconia

 

 

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