DM_il dentista moderno_classificazione malattia parodontale

È quanto sostiene una ricerca pubblicata sull’American Journal of Physiology – Gastrointestinal and Liver Physiology, coordinata da Sinem Esra Sahingur, Virginia Commonwealth University, e condotto da Jasmohan Singh Bajaj, Virginia Commonwealth University e McGuire Veteran Administration Medical Center.

Francesco Cairo, docente di Parodontologia presso l’Università di Firenze e Tesoriere della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), spiega che in passato già altri studi hanno suggerito che esistesse una correlazione tra cirrosi epatica e parodontite a causa del microbiota salivare e intestinale. Cairo, però, sottolinea anche che solitamente lo sviluppo di cirrosi epatica è dovuto a stili di vita poco salutari, che possono anche aumentare il rischio di sviluppare la parodontite.

Lo studio ha coinvolto due gruppi di pazienti con cirrosi ed encefalopatia affetti da parodontite, uno dei quali è stato sottoposto a cure odontoiatriche. La ricerca ha dimostrato che i pazienti trattati anche dal punto di vista della salute orale hanno mostrato un miglioramento del microbiota salivare e intestinale e del quadro infiammatorio generale. Sono inoltre stati riscontrati miglioramenti dei sintomi cognitivi.

«Forse – dichiara Cairo – i tempi sarebbero maturi perché il Sistema Sanitario Nazionale, quando prende in carico malati cronici complessi come pazienti con cirrosi, malattie cardiovascolari o diabete, si occupi anche della loro salute parodontale, perché appare sempre più evidente che trattando la parodontite migliora anche il quadro clinico di queste e altre gravi malattie.»

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