In ambito dentistico l’anestesia locale è il metodo più utilizzato per ottenere il controllo del dolore. 

La somministrazione del farmaco non garantisce sempre un’efficace anestesia della zona indagata. In particolare si è notato che le maggiori difficoltà ad ottenere l’assenza di sensibilità si manifestano prevalentemente quando l’area interessata è la polpa dentale. Generalmente l’efficacia dell’anestesia con il blocco del nervo mandibolare (anestesia troculare) viene valutata come un senso di intorpidimento di emilabbro ed emilingua.

Diversi studi hanno però confermato come questo non fosse garanzia di un’efficace anestesia a livello della polpa dei molari inferiori.

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L’obiettivo dello studio è di indagare se l’anestesia pulpare profonda è risultata efficace tramite un test di sensibilità al freddo.

Questo viene normalmente eseguito prima di iniziare il trattamento endodontico dei primi molari mandibolari con pulpite irreversibile sintomatica.

Gli autori hanno selezionato 54 pazienti (35 uomini, 19 donne) che presentano sofferenza a livello dei primi molari mandibolari. Per anestetizzare gli elementi tutti i pazienti hanno ricevuto una singola fiala di lidocaina 2% con 1:100.000 di epinefrina, è stata utilizzata la tecnica standardizzata di blocco del NAI. 

Dopodiché, prima di procedere con la terapia endodontica, sono stati effettuati i test di sensibilità al freddo ed i risultati sono stati segnati come risposte positive o negative alla sollecitazione.

Infine, è stata eseguita la sagomatura dei canali radicolari e sono state registrate le risposte dei pazienti. 

I risultati riportati hanno evidenziato come la percentuale di fallimento effettivo dell’anestesia della polpa fosse del 57%. 

Non c’era alcuna differenza statisticamente rilevante tra i pazienti di sesso maschile e femminile. 

Inoltre sono stati calcolati parametri statistici specifici quali: sensibilità, specificità, valore predittivo positivo, valore predittivo negativo, accuratezza e indice di Youden. Questi dati, per il test al freddo, erano rispettivamente 0.87, 0.91, 0.93, 0.84, 0.89 e 0.78.

Si può concludere segnalando come il test al freddo può essere un metodo prezioso e accurato per la valutazione dell’avvenuta anestesia pulpare prima di procedere al trattamento endodontico dei primi molari mandibolari con pulpite irreversibile sintomatica. 

Nella pratica quotidiana è possibile applicare questa tecnica per avere una indicazione valida sullo stato di sensibilità del paziente pre-trattamento.

Fonti anestesia:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34239568/

Valutazione dell’efficacia anestetica a carico della polpa dentale in pazienti con pulpite irreversibile dei molari inferiori mediante test di sensibilità al freddo  - Ultima modifica: 2021-07-22T06:04:32+00:00 da redazione

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