Un tempo per agire, un tempo per riflettere

Dino Re

C'è un tempo per agire e un tempo per riflettere.Questo vale quando si tratta di massimi sistemi, ma anche quando si parla di clinica. Dico questo perché, di recente, ho avuto modo di rileggere una pubblicazione circa l’esperimento di Milgram, nel quale si sottoponevano diversi volontari a scelte contrarie all’etica comune. Per spingere i soggetti a compiere azioni che normalmente avrebbero disapprovato, questi venivano incitati da una figura molto autorevole, uno scienziato, che impartiva loro le regole di comportamento dell’esperimento.
La maggior parte dei partecipanti, soggiogati da questa figura, entrava in uno stato di eteronomia, vivendo le proprie azioni come non dipendenti dalla propria responsabilità. I soggetti si sentivano meri, incolpevoli esecutori delle azioni richieste. Anche nella nostra pratica clinica, quando interveniamo su un paziente, subentrano in noi diversi automatismi, nonché la letteratura e gli insegnamenti che abbiamo assorbito nel corso degli anni. Ci stiamo però dimenticando un tassello che si chiama “critica”, quella funzione essenziale del nostro intelletto in grado di muoverci da ciò che abbiamo imparato verso ciò che dobbiamo fare. Criticare il proprio operato ci permette di svolgerlo bene. L’errore clinico, prevedibile e/o prevenibile, è frutto di una scarsa riflessione: ed è qui che mi voglio soffermare.

Utilizzare strumenti in grado di darci informazioni diagnostiche precise e dedicare alla loro lettura il tempo giusto è un elemento chiave per un buon piano terapeutico. Non per niente, la visita di inquadramento del paziente viene demandata solitamente al medico più esperto e con una maggior preparazione a 360 gradi all’interno di una struttura sanitaria.
La visita è il primo ed il più importante atto medico che possiamo compiere, il momento in cui la riflessione si esprime al suo massimo; l’azione qui è latente e diventa protagonista nelle fasi cliniche successive. In questi momenti il ragionamento fa da supporto, da indicatore sempre acceso che guida la mano.
Pensate a quanta compenetrazione c’è tra queste due cose quando dobbiamo estrarre un ottavo appoggiato sul NAI, oppure gestire una complicanza, stavolta sì non prevenibile, e farlo con grandissima rapidità.

Torno a questo punto sull’esperimento che vi ho brevemente descritto all’inizio: Milgram, infatti, dimostrò che anche la possibilità di avere maggiori informazioni sugli effetti delle proprie azioni fosse una discriminante chiave per ridurre il numero di soggetti disposti a contravvenire alle “good practices”.
Abbiamo la fortuna di avere a disposizione tutto il sapere del mondo a portata di mano, non permettiamo a noi stessi di privarcene.

 

 

 

Un tempo per agire, un tempo per riflettere - Ultima modifica: 2022-04-11T17:35:59+00:00 da Dino Re

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