Terapie endodontiche: opportunità dalle cellule staminali

I trattamenti canalari vengono frequentemente eseguiti negli studi dentistici di tutto il mondo e sono spesso essenziali per mantenere la dentizione naturale. Nonostante i progressi fatti nell’ambito endodontico, i tassi di successo delle terapie sembrano essere sostanzialmente invariati negli ultimi 50 anni, mostrando un’inevitabile percentuale di fallimenti a distanza.

Tuttavia, l’isolamento di determinate cellule staminali mesenchimali (MSC) nei tessuti dentali potrebbe costituire un passo avanti anche in questo settore. Finora un limitato gruppo di soggetti risultava idoneo alla terapia endodontica rigenerativa della polpa (apecificazione e apicegenesi) ed era rappresentato da adolescenti con ampio forame apicale. Più specificamente, la maggior parte di questi denti era anteriore monoradicolata (spesso con una storia di traumi) o al massimo premolare. Bisogna considerare, per esempio, che nonostante il numero totale dei trattamenti canalari negli Stati Uniti nel 2003 sia stato di circa 22 milioni, il numero di trattamenti di apicegenesi/apecificazione si è limitato solo allo 0,1%, per cui è da considerarsi molto limitato.

Pare necessario quindi cercare di estendere la gamma dei trattamenti rigenerativi a un pool maggiore di pazienti, anche nei casi di minori dimensioni apicali (forami apicali maturi) e di denti pluriradicolati con anatomia pulpare più complessa. Studi in letteratura hanno suggerito che forami apicali di un diametro di 1 mm e oltre sono favorevoli per la completa rivascolarizzazione. Tuttavia, è stato dimostrato di recente con studi su cani beagle che anche taglie più piccole di forame apicale possono consentire la rigenerazione pulpare in condizioni specifiche. Possibili nuove strade in ricerca possono essere rappresentate dall’utilizzo di cellule staminali per generare mediatori coinvolti nell’angiogenesi per ricostruire il tessuto pulpare apicale. Sistematicamente esistono due strategie nettamente differenti riguardanti le cellule staminali per ottenere la riparazione e/o la rigenerazione dei tessuti danneggiati: in primo luogo l’approccio acellulare in situ con stimolazione delle cellule staminali e la modulazione della loro attività  e, in secondo luogo, l’approccio cellulare costituito ex vivo di una coltura cellulare e l’uso di cellule staminali in ingegneria tissutale nella cultura.

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Circa la terapia rigenerativa innovativa studi hanno rivelato che la pasta antibiotica utilizzata come medicazione antimicrobica nei trattamenti canalari può essere altamente tossica per le cellule staminali del forame apicale. Secondo questi autori l’idrossido di calcio risulta essere più favorevole per la sopravvivenza delle cellule staminali rispetto alla pasta antibiotica duale e tripla. Inoltre, la ricerca sistematica ha indicato che la clorexidina è tossica per le cellule staminali, e, quindi, questo irrigante non dovrebbero essere utilizzato nella terapia rigenerativa. L’uso di EDTA viene invece raccomandato dopo la disinfezione.

I risultati della ricerca di Smith et al. hanno evidenziato che l’EDTA promuove la differenziazione delle cellule staminali della polpa dentale in odontoblasti con conseguente deposizione di tessuti duri. Altri studi in bibliografia hanno evidenziato su base radiografica che i casi di rigenerazione pulpare hanno rivelato anche un aumentato spessore della parete radicolare e l’allungamento della radice. In conclusione si può dire che lo stato attuale delle tecniche di utilizzo di cellule staminali nella terapia endodontica (per la rigenerazione della polpa) è caratterizzato da un approccio empirico. Esistono però specifiche opportunità in questo campo che hanno il potenziale di portare a cambiamenti significativi nella terapia endodontica nel futuro prossimo e lontano, magari con diverse conseguenze inaspettate.

Translational Opportunities in Stem Cell–based Endodontic Therapy: Where Are We and What Are We Missing?

Autore:
Ove A. Peters, DMD, MS, PhD

JOE — Volume 40, Number 4S, April 2014

Terapie endodontiche: opportunità dalle cellule staminali - Ultima modifica: 2014-04-29T08:00:18+00:00 da Redazione

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