sorriso parodontite, gengivite terapia causale

La terapia causale è fondamentale in qualsiasi paziente, tanto in quello in cui siano in atto processi da trattare che minano la salute del parodonto, sia nei soggetti sani.


 Argomento, quello del trattamento della parodontite, che immaginiamo possa scaturire nel dibattito susseguente all’intervento del dott. Søren Jepsen, intitolato “Analisi dei fattori di rischio di parodontite e perimplantite”; la relazione è programmata per la seconda sessione del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l’hotel Marriott di Milano.


 La sidp, società italiana di parodontologia, identifica infatti in questi punti, gli elementi fondamentali per una corretto trattamento di soggetti con parodontite e gengivite; particolare attenzione viene posta ai soggetti a rischio ( fumatori e diabetici), senza comunque tralasciare l’importanza che queste manovre hanno per qualsiasi individuo sano.  

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La terapia causale comprende:

Informazione, istruzione e motivazione del paziente ad una corretta igiene orale quotidiana domiciliare.

– L’informazione del paziente dovrebbe comprendere una serie di indicazioni adeguate sulla storia clinica della malattia parodontale, partendo dall’osservazione della bocca e spiegando i metodi diagnostici ed i protocolli terapeutici utilizzati dall’odontoiatra.

-Rimozione della placca batterica e del tartaro sopragengivale e sottogengivale con metodiche di detartrasi ultrasonica e l’uso di strumenti manuali, curettes (Scaling e rootplanig o Levigatura radicolare

-Le istruzioni di igiene orale devono riguardare le metodiche appropriate di rimozione meccanica della placca batterica del cavo orale, utilizzo di spazzolino e strumenti per la pulizia delle superfici approssimali.

– Il controllo meccanico della placca sopragengivale può essere affiancato da un controllo chimico, tenendo però in considerazione il fatto che, a lungo termine, gli agenti chimici antiplacca mostrano una riduzione dei benefici e la comparsa di effetti indesiderati.

– La clorexidina è l’agente antiplacca più efficace e trova indicazione quando il paziente non è in grado di eseguire correttamente le manovre di igiene orale meccaniche.

– Controllo dei fattori che influenzano la progressione della malattia, quali il fumo ed il diabete. 

L’informazione del paziente dovrebbe interessare alcuni aspetti comportamentali, in modo da influire su fattori di rischio potenzialmente modificabili, quali il fumo e patologie sistemiche (diabete mellito)

– Eliminazione di fattori ritentivi di placca sopragengivali e sottogengivali, quali otturazioni e margini protesici debordanti carie, tartaro, cemento radicolare contaminato, per favorire le manovre di igiene orale e per ristabilire un’anatomia dento-gengivale favorevole al controllo di placca.

 – Lucidatura e rifinitura delle superfici dentali. 

I risultati attesi della terapia causale includono:

Miglioramento del livello di collaborazione e partecipazione del paziente. 

– Riduzione significativa e stabile della quantità di placca batterica e tartaro depositati sulle superfici dentali (al di sotto del 30%).

– Eliminazione o riduzione dei segni clinici di infiammazione marginale (quali rossore, edema e sanguinamento). 

Le intere linee guida della sidp, possono essere trovate qui

Terapia causale: fondamentale per trattare parodontite e gengivite - Ultima modifica: 2015-06-28T10:55:30+00:00 da redazione

1 commento

  1. […] La pulizia dei denti, detta anche detartrasi o ablazione tartaro, consiste nella rimozione meccanica del tartaro con strumenti manuali, sonici o ultrasonici. Come già accennato in numerosi articoli, l’eliminazione del tartaro è fondamentale per prevenire carie, gengiviti e parodontiti. […]

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