Durante una terapia chirurgica odontoiatrica è necessario che il campo su cui dovrà lavorare l’operatore sia privo di batteri patogeni, per evitare l’insorgenza di complicanze settiche.
Un metodo efficace per controllare la carica microbica intraorale è l’utilizzo di un collutorio antisettico molto impiegato nella terapia farmacologica topica, la clorexidina.
Questo disinfettante è attivo verso i batteri Gram positivi, Gram negativi e miceti, perciò è caratterizzato da un ampio spettro di azione. La sua attività consiste nell’aumento della permeabilità della membrana cellulare del battere causando la precipitazione di varie molecole citoplasmatiche. Ciò comporta la lisi cellulare e determina la morte del battere stesso.

La clorexidina è disponibile in commercio come acetato, idrocloruro o gluconato. Quest’ultimo attivo, in particolare, è il più utilizzato in ambito odontoiatrico.
La clorexidina ha un ampio impiego perché gode di specifiche caratteristiche utili in molte circostanze:

  • innanzitutto la capacità di rimanere adesa ai tessuti per un tempo considerevole, 8-12 ore post applicazione, limitando la capacità di adesione e patogenicità della placca e inibendo i fenomeni di infiammazione gengivale;
  • un vantaggio da non sottovalutare è la capacità nell’evitare lo sviluppo di resistenza da parte dei batteri, cosa che invece potrebbe accadere se si dovessero utilizzare altri tipi di antisettici;
  • è disponibile in diverse formulazioni: quella allo 0.2% generalmente viene utilizzata nella fase preoperatoria chirurgica, mentre per l’applicazione nella farmacoterapia parodontale è consigliato l’utilizzo domiciliare di concentrazioni allo 0.12%. Le formulazioni, 0.12 e 0.20 permettono di avere una copertura antisettica per una tempistica che va dalle 18 alle 24 ore, perciò la clorexidina garantisce un’attività antimicrobica prolungata e stabile.

Entrando nel dettaglio, al paziente vengono consigliati, successivamente a una terapia chirurgica, 2/3 sciacqui al giorno con 10-15mL di collutorio per circa 1 minuto. Oppure l’applicazione di gel nel sito trattato, sempre per 2 o 3 volte al giorno.

Una delle complicanze che può verificarsi conseguentemente all’estrazione di uno o più elementi dentali è l’alveolite, ossia l’infiammazione della regione ossea in cui era contenuto il dente.
Il miglior metodo per prevenire la sua insorgenza consiste nel ridurre al minimo il trauma chirurgico ed evitare una contaminazione batterica.
Per questo motivo si ricorre all’utilizzo di clorexidina, mediante sciacqui con collutorio allo 0.2% nell’immediato preoperatorio e nella settimana seguente l’atto chirurgico.

Viene consigliato di non esagerare con il dosaggio per evitare effetti indesiderati, come la discolorazione dei denti o dei restauri in resina. È da sottolineare però come, con la sospensione della terapia, questo fenomeno tenda a regredire spontaneamente.

 

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Sicurezza in chirurgia orale: i vantaggi dell’utilizzo di clorexidina - Ultima modifica: 2021-09-27T10:01:45+00:00 da redazione

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