Riforma degli Ordini, il giudizio di Andrea Senna, vicepresidente Omceo di Milano

Andrea Senna, dal 2014 è presidente della CAO dell’Omceo di Milano. Alle ultime elezioni, per il triennio 2018-2020, è stato riconfermato presidente della CAO ed eletto vicepresidente dell’Ordine di Milano, la prima volta in Italia per un iscritto al solo Albo odontoiatri.

La notizia è di pochi giorni fa. La riforma degli Ordini delle professioni sanitarie approvato dalla Camera non piace alle rappresentanze professionali di medici e odontoiatri, farmacisti e veterinari (che contano complessivamente oltre mezzo milione di iscritti) che hanno espresso un giudizio negativo sul testo. Il provvedimento, si legge in una nota congiunta di Fnomceo (Federazione nazionale ordini medici chirurgi e odontoiatri), Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari italiani) e Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani), “rinvia a regolamenti governativi e a un decreto del ministro della Salute la nuova disciplina delle nostre professioni, affidando di fatto ad atti di rango secondario l’adozione di norme, non solo di dettaglio, che incideranno in modo rilevante sull’attività degli Ordini, che, giova ricordare, sono posti a garanzia della qualità della prestazione professionale e a tutela della salute collettiva”. Per questo gli Ordini delle tre categorie sanitarie hanno costituito un Comitato di coordinamento permanente, aperto a tutte le professioni sanitarie, e chiedono come primo atto un incontro urgente con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Nel frattempo, abbiamo incontrato il nuovo vicepresidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano, Andrea Senna, dal 2014 presidente della Commissione Albo odontoiatri (Cao) di Milano e che, alle ultime elezioni dell’Ordine, per il prossimo triennio (2018-2020), è stato riconfermato ed eletto anche vicepresidente dell’Ordine di Milano. «La riforma», spiega Senna, «sembra tutta incentrata sull’istituzione di nuovi Ordini e su aspetti marginali della vita di queste istituzioni. Si è persa completamente l’occasione di dare a queste istituzioni un ruolo forte e di indirizzo degli attuali sistemi sanitari. Per esempio, l’Ordine deve poter essere il centro dell’azione dello Stato in campo sanitario e deve essere consultato obbligatoriamente dalle istituzioni pubbliche e private quando si progettano provvedimenti legislativi che abbiano una ricaduta sulla salute e sulla vita sanitaria dei cittadini».

Secondo Senna, la salute pubblica dovrebbe poter essere regolata anche in base alle opinioni espresse da un organismo autonomo, democratico ma tecnico come l’Ordine. «Si pensi, per esempio, quanto sarebbe importante», dice, «nella stesura delle linee guida ex articolo 5 della Legge 24/2017 (la cosiddetta Legge Gelli-Bianco) consultare la Federazione a livello nazionale e gli Ordini a livello locale, ma anche per validare le società scientifiche».

Pubblicità

Per quanto riguarda l’odontoiatria in senso più stretto, poi, sono diversi i problemi urgenti che dovrebbero essere affrontati subito per il bene della professione. «Per esempio», dice Senna, «andrebbe istituito l’obbligo per il direttore sanitario di essere iscritto presso l’Ordine territoriale in cui ha sede la struttura da lui diretta. Questo permetterebbe agli Ordini un controllo più efficace sul rispetto della deontologia professionale. Spesso invece le grandi strutture eludono il controllo deontologico, prendendo direttori sanitari iscritti a Ordini diversi da quello territoriale di competenza». Altro capitolo importante è quello della pubblicità. «La pubblicità di carattere esclusivamente commerciale/promozionale, non ammessa dal Codice deontologico da noi in vigore», spiega Senna, «espone i pazienti a rischi rispetto ai quali è innanzitutto dovere della categoria proteggerli. Punto fondamentale del nostro nuovo mandato CAO sarà di continuare la linea già tracciata in campo pubblicitario al fine di tutelare il diritto del cittadino a fare una libera e ragionata scelta su ciò che è meglio per la sua salute, senza che questa sia condizionata dalle logiche commerciali/promozionali. Serve una legge chiara e univoca che vieti la pubblicità promozionale, consentendo solo quella informativa, e che vieti anche l’aberrante e pericolosa pratica di vendere terapie online prima di una visita diagnostica».

 

 

Riforma degli Ordini, il giudizio di Andrea Senna, vicepresidente Omceo di Milano - Ultima modifica: 2017-11-28T12:34:41+00:00 da redazione

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