La parodontite avanzata porta spesso alla perdita dell’elemento dentale. In molti casi, infatti, la distruzione del supporto parodontale compromette la prognosi a lungo termine. L’odontoiatria conservativa ricerca strategie capaci di preservare il dente naturale. Uno studio clinico condotto presso l'Ospedale Centrale di Handan, Cina, ha analizzato l’impiego del reimpianto intenzionale come opzione terapeutica nei denti affetti da parodontite severa. I ricercatori hanno condotto lo studio in ambito ospedaliero e universitario, trattando casi con indicazione iniziale all’estrazione.
Razionale biologico della tecnica di reimpianto intenzionale
Il reimpianto intenzionale prevede l’estrazione programmata del dente seguita dalla sua reinserzione nello stesso alveolo. Questa procedura consente al clinico di trattare la superficie radicolare in ambiente extra-orale. L’operatore può rimuovere completamente placca, tartaro e tessuto di granulazione. Inoltre, il controllo diretto della radice migliora l’efficacia della decontaminazione. Secondo la ricerca, questo aspetto risulta cruciale nei casi di parodontite avanzata localizzata.
Indicazioni cliniche nella parodontite
Lo studio identifica indicazioni precise per l’utilizzo del reimpianto intenzionale in ambito parodontale. La tecnica risulta applicabile nei denti con parodontite severa localizzata e perdita ossea avanzata. Gli autori includono i casi con difetti parodontali complessi non gestibili con terapia non chirurgica o chirurgica convenzionale. La metodica trova indicazione quando la mobilità dentale appare potenzialmente reversibile. Il dente deve presentare radici strutturalmente integre e assenza di fratture verticali complete. La selezione del paziente riveste un ruolo fondamentale. Il protocollo richiede buona igiene orale e controllo dei fattori di rischio.
Protocollo operativo e fattori critici
Gli operatori eseguono un’estrazione atraumatica per preservare il legamento parodontale. Successivamente, trattano la superficie radicolare in tempi rapidi. Il tempo extra-alveolare rappresenta un fattore determinante per il successo biologico. Dopo la detersione, il clinico reinserisce il dente nella sede originale. Quando necessario, applica una stabilizzazione temporanea. Il follow-up clinico e radiografico consente di monitorare guarigione e stabilità parodontale.
Risultati e implicazioni cliniche
I risultati mostrano che molti denti reimpiantati mantengono funzione e comfort nel tempo. Le valutazioni radiografiche evidenziano una riduzione dei difetti parodontali. Il successo dipende da una rigorosa selezione dei casi e da un’esecuzione tecnica accurata. Gli autori escludono la metodica nei casi di parodontite generalizzata non controllata o di supporto residuo insufficiente. La ricerca, pubblicata su Medicine, conferma il reimpianto intenzionale come strategia parodontale conservativa nei casi limite. Questa tecnica non sostituisce la terapia parodontale tradizionale, ma amplia le possibilità cliniche per preservare denti altrimenti destinati all’estrazione.



