L’accesso alle cure odontoiatriche per gli adulti con disabilità rappresenta ancora oggi una criticità rilevante. Un gruppo di ricercatori guidato dalla Monash University di Frankston, Australia, ha elaborato un protocollo di studio per valutare l’impiego della realtà virtuale come strumento di supporto durante le terapie odontoiatriche. Molti pazienti con disabilità presentano livelli elevati di ansia odontoiatrica e incontrano barriere legate a difficoltà comunicative, ambienti poco adattati e tempi clinici contingentati. Questi fattori favoriscono l’evitamento delle cure e determinano un progressivo peggioramento della salute orale.

Perché la realtà virtuale in odontoiatria?

La realtà virtuale (VR) utilizza visori indossabili che immergono il paziente in un ambiente digitale interattivo. Questo approccio, alternativo ai metodi più tradizionali che ricorrono all'anestesia generale, sfrutta il principio della distrazione cognitiva. Il cervello concentra l’attenzione sugli stimoli visivi e sonori virtuali e riduce così la percezione dell’ansia e dello stress correlati alla procedura clinica. L’uso della VR è già documentato in ambito pediatrico e in alcune realtà odontoiatriche private. Tuttavia, le evidenze relative alla sua applicazione nei servizi pubblici per adulti con disabilità sono ancora limitate. Lo studio australiano nasce proprio per colmare questa lacuna.

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Come si svolgerà la ricerca

I ricercatori hanno progettato uno studio di fattibilità con metodologia mista, quantitativa e qualitativa, da condurre nelle cliniche odontoiatriche comunitarie del Victoria. Il protocollo prevede il reclutamento di circa cinquanta adulti con disabilità e fino a dieci operatori sanitari. I partecipanti utilizzeranno un dispositivo VR indossabile durante la seduta odontoiatrica. Il team valuterà i livelli di ansia prima e dopo il trattamento, analizzerà l’usabilità del dispositivo e misurerà l’accettabilità percepita sia dai pazienti sia dal personale. Gli autori raccoglieranno i dati attraverso scale validate, questionari strutturati e interviste semistrutturate. Lo studio ha ottenuto l’approvazione del comitato etico competente e la raccolta dei dati, programmata tra ottobre 2025 e marzo 2026, terminerà a breve.

Le ricadute cliniche per l’odontoiatria pubblica

Il protocollo non si limita a indagare l’efficacia clinica della realtà virtuale, ma analizza soprattutto la sua integrazione nei flussi organizzativi delle cliniche pubbliche. Questo aspetto risulta determinante per valutare la reale trasferibilità della tecnologia nella pratica quotidiana. Se i risultati dimostreranno una riduzione significativa dell’ansia e una buona accettazione da parte degli operatori, la VR potrà affiancare le strategie tradizionali di gestione comportamentale e, in alcuni casi selezionati, ridurre il ricorso alla sedazione farmacologica. L’introduzione della realtà virtuale nei servizi pubblici potrebbe quindi contribuire a migliorare l’esperienza di cura e a promuovere un modello di odontoiatria più inclusivo. I risultati di questo studio pilota, pubblicati su JMIR Research Protocols, forniranno indicazioni utili per eventuali programmi di implementazione su larga scala.

La realtà virtuale in odontoiatria per la cura degli adulti con disabilità - Ultima modifica: 2026-03-23T14:19:47+01:00 da Pierluigi Altea
La realtà virtuale in odontoiatria per la cura degli adulti con disabilità - Ultima modifica: 2026-03-23T14:19:47+01:00 da Pierluigi Altea