Autori

¹ Italian Society of Pediatric Dentistry (SIOI)
2 Pediatric Unit, IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milan, Italy

Quanto zucchero nella dieta dei bambini
- Ultima modifica: 2026-04-01T11:28:30+02:00
da Paola Brambilla

Gli autori di un recente articolo pubblicato sull’European Journal of Paediatric Dentistry condividono, in esclusiva per i lettori di Il Dentista Moderno, lo statement della SIOI (Società Italiana di Odontoiatria Pediatrica), formulato per guidare una gestione ponderata del consumo di zuccheri in età pediatrica e ottimizzare la prevenzione.

I bambini hanno una forte preferenza per il gusto dolce. Introdurre precocemente zuccheri liberi nella loro dieta costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di importanti malattie già in età evolutiva. Gli zuccheri liberi comprendono i monosaccaridi (glucosio, fruttosio, galattosio) e i disaccaridi (saccarosio, lattosio, maltosio, trealosio) aggiunti negli alimenti dai produttori o dai consumatori, oltre che gli zuccheri naturalmente presenti in miele, sciroppi e succhi di frutta. Al di là del ruolo scientificamente comprovato nella patogenesi della malattia cariosa, pare che gli zuccheri aggiunti possano favorire l’insorgenza di quelle malattie attualmente identificate come Malattie Croniche non Trasmissibili (NCDs) quali obesità, diabete mellito di tipo 2 (dmt2), malattie cardio-metaboliche ed epatopatie nei soggetti in via di sviluppo.

Zuccheri e malattia cariosa

Zuccheri e carboidrati fermentabili in genere, dopo essere stati idrolizzati dall’amilasi salivare, forniscono un substrato per l’azione dei batteri acidogeni presenti nel cavo orale (Streptococchi mutans e Lactobacilli in particolare), i quali riducono il pH della saliva e della placca, determinando la dissoluzione (demineralizzazione) della componente minerale dei tessuti dentali e favorendo l’instaurarsi della lesione cariosa.
Negli ultimi decenni, l’American Academy of Pediatric Dentistry ha introdotto la definizione di Early Childhood Caries (ECC), manifestazione precoce della malattia cariosa che si sviluppa nei bambini di età inferiore ai 6 anni, a volte anche prima del compimento dei 2 anni di vita. Si tratta di una patologia ampiamente diffusa su scala mondiale, con un’alta incidenza in Europa e in Italia.
È stato dimostrato che i bambini che sviluppano ECC seguono una dieta caratterizzata da un’elevata assunzione di zuccheri liberi, specialmente sotto forma di bevande (succhi di frutta, tè dolci, soft drinks). Anche il ruolo causale delle caramelle e del ciuccio imbevuto nel miele o nello zucchero non è affatto trascurabile.

Considerando la tenera età dei pazienti affetti e le gravi conseguenze di questa patologia, è opportuno adottare un atteggiamento di tipo preventivo più precocemente possibile.

Zuccheri e malattie croniche sistemiche

L’assunzione eccessiva di zuccheri aggiunti può favorire:

  • l’instaurarsi una vera e propria malattia del metabolismo lipidico caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche: la Steatosi Epatica Non-Alcolica (NAFLD). La NAFLD ha raggiunto negli ultimi vent’anni proporzioni epidemiche anche tra i più piccoli, diventando la malattia epatica cronica pediatrica più diffusa. In Italia si stima che circa il 15% dei bambini ne sia affetto, raggiungendo l’80% tra i bambini obesi. La conferma scientifica proviene da uno studio condotto dai ricercatori dell’area di Malattie Epato-Metaboliche dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su 271 bambini e ragazzi sovrappeso o obesi affetti da NAFLD e pubblicato sul Journal of Hepatology;
  • l’insorgenza di resistenza insulinica, generata da complessi meccanismi biochimici. L’iperglicemia persistente che ne deriva stimola il pancreas a secernere quantità maggiori di insulina, determinando così iperinsulinemia (Diabete Mellito di Tipo 2 o DMT2). Negli adolescenti e nei giovani adulti, il DMT2 sembra essere più aggressivo che nei soggetti adulti, dimostrando una minore risposta al trattamento convenzionale e un più alto tasso di mortalità. Un recente studio ha dimostrato che un bambino obeso ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare DMT2 entro i 25 anni rispetto a un bambino normopeso. Un’altra metanalisi ha evidenziato che i bambini che fanno largo consumo di bevande zuccherate (1-2 dosi al giorno) hanno un rischio maggiore del 26% di sviluppare DMT2 rispetto a quelli che ne assumono meno (nessuna/< 1 dose al mese);
  • l’insorgenza di obesità, un fattore di rischio significativo nella patogenesi della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), poiché altera l’anatomia e la collassabilità delle vie aeree e altera il controllo respiratorio.

Quindi… quanto zucchero nella dieta dei bambini?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) è bene evitare di aggiungere zuccheri agli alimenti nei bambini al di sotto dei 2 anni e limitare il consumo di zuccheri aggiunti entro il 10% del fabbisogno calorico giornaliero nei bambini di età compresa tra i 2 e i 9 anni.
L’Associazione Americana di Cardiologia (AHA) consiglia di ridurre ulteriormente le dosi limitando lo zucchero ad un massimo di 25 grammi al giorno (circa 6 cucchiaini) in bambini e ragazzi di età compresa tra i 2 e i 18 anni, eliminandolo completamente in bambini al di sotto dei 2 anni. Queste raccomandazioni riguardano solo monosaccaridi (glucosio e fruttosio) e disaccaridi (saccarosio) aggiunti ad alimenti e bevande nonché gli zuccheri naturalmente presenti in miele, sciroppi, succhi di frutta e concentrati di succhi di frutta. Non sono inclusi gli zuccheri presenti nella frutta fresca e nei vegetali o, ancora, quelli naturalmente presenti nel latte, poiché non vi sono evidenze di effetti avversi legati alla loro assunzione.

 

Bibliografia
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  2. Paglia L, Scaglioni S, Torchia V, De Cosmi V, Moretti M, Marzo G, Giuca MR. Familial and dietary risk factors in Early Childhood Caries. Eur J Paediatric Dent 2016 Jun; 17(2):93-9
  3. Mosca A, Nobili V, De Vito R, Crudele A, Scorletti E, Villani A, Alisi A, Byrne CD. Serum uric acid concentrations and fructose consumption are independently associated with NASH in children and adolescents. J Hepatol 2017 May; 66 (5): 1031–1036.
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  5. WHO. Sugars intake for adults and children. Geneva (Switzerland):WHO; 2015
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  7. Paglia L, Friuli S, Colombo S, Paglia M. The effect of added sugars on children’s health outcomes: Obesity, Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSAS), Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder (ADHD) and Chronic Diseases. Eur J Paediatr Dent June 2019; 20(2): 127-132.

 

Cosa indica lo statement pubblicato sull’ European Journal of Paediatric Dentistry (EJPD) - Vol. 26/4-2025, 332-335
SIOI Policy on Sugar Intake: Limiting Free Sugars from Earliest Days of Life to Prevent Caries, Specific Non-Communicable Diseases, and Tumor

 

Quanto zucchero dieta bambiniMeno zucchero, più salute le raccomandazioni della Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI)

Paglia1, 3,*, G. Lombardo1,* S. Colombo1,*, S. Bettocchi2,*, M. R. Giuca3, V. Di Taranto3, M. Moscati3,S. Bagattoni3, M. Beretta3, M. Cadenaro3, S. Caruso3, S. Cianetti1, P. De Fabianis3, R. Del Conte3, L. Lardani3, R. Gatto3, G. Marzo3 , G. Gallusi3

1 Italian Society of Pediatric Dentistry (SIOI)

2 Pediatric Unit, IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milan, Italy

3 Italian Society of Paediatric Dentstry - Societa Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI)

*These authors equally contributed to this work

 

Perché è importante ridurre lo zucchero?

La carie dentale è la malattia non trasmissibile più diffusa al mondo, con una prevalenza in aumento sia nei denti da latte che in quelli permanenti, e con un forte impatto economico sui sistemi sanitari.
Lo zucchero non è solo un “nemico dei denti”; consumarne troppo aumenta il rischio di altre malattie molto gravi e diffuse come obesità, diabete di tipo 2, steatosi epatica non alcolica, malattie cardiovascolari, ipertensione e alcuni tipi di tumore.
Per questo la Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI) ha elaborato una policy basata sulle più recenti evidenze scientifiche, con l’obiettivo di aiutare genitori, famiglie, educatori, e operatori sanitari a ridurre l’assunzione di zuccheri liberi attraverso la dieta, fin dai primissimi anni di vita.

 

 

Cosa sono gli zuccheri liberi?

Gli zuccheri liberi identificano tutti gli zuccheri semplici che vengono aggiunti agli alimenti, dai produttori, dai cuochi o dai consumatori, oltre a quelli presenti in miele, zucchero, dolcificanti, sciroppi e succhi di frutta. Questi zuccheri sono facili da assorbire e, se introdotti nell’organismo in eccesso, possono contribuire a un apporto calorico eccessivo e a rischi per la salute. Gli zuccheri liberi sono diversi dagli zuccheri naturali, che si trovano in frutta e verdura intera o nel latte e che, grazie alla presenza di fibre e altri nutrienti, non hanno lo stesso impatto negativo sulla salute dei denti e dell’organismo.

Raccomandazioni pratiche della SIOI

La policy SIOI si basa su un principio semplice: meno zuccheri fin da piccoli, più salute per tutta la vita.

• Nei primi 2 anni di vita: evitare il consumo di cibi e bevande contenenti zuccheri liberi.

• Dopo i 2 anni: limitare gli zuccheri liberi a non più del 5% dell’energia giornaliera introdotta con la dieta (massimo 25 g al giorno, equivalenti a un bicchiere di bibita, uno yogurt alla frutta da 200 g, due merendine confezionate, o sei cucchiaini di zucchero).

• Evitare il consumo quotidiano di bevande zuccherate. L’acqua rappresenta la bevanda migliore da consumare durante e tra i pasti ogni giorno.

• Sostituire gli snack dolci e preferire spuntini più salutari come: frutta fresca, frutta secca a guscio, verdure crude con hummus o yogurt bianco senza zuccheri aggiunti.

 

 

Il ruolo dei genitori e degli operatori sanitari

La prevenzione inizia ancora prima della nascita: medici, ginecologi, pediatri, dentisti, igienisti dentali e nutrizionisti hanno un ruolo fondamentale nel sensibilizzare i futuri genitori sull’importanza di un’alimentazione equilibrata. Ma la responsabilità è condivisa: anche le famiglie possono fare la differenza scegliendo cosa mettere in tavola, leggendo le etichette e riducendo la disponibilità di cibi e bevande zuccherate in casa. I bambini imparano a preferire ciò che conoscono e che trovano ogni giorno nella dispensa: abituarli a cibi poco zuccherati aiuta a sviluppare preferenze verso alimenti poco dolci, favorendo abitudini alimentari più sane in futuro.

Quando agire?

Le ricerche dimostrano che la carie è spesso il primo segnale di un problema più ampio. Dove c’è un consumo elevato di zuccheri, aumentano anche i rischi di malattie croniche. Prevenire la carie nei bambini significa prevenire obesità, diabete e patologie cardiovascolari in età adulta. Inoltre, le malattie legate al consumo eccessivo di zuccheri colpiscono soprattutto le famiglie con minori risorse economiche, dove l’accesso a cure e cibi sani è più difficile. Per questo la policy SIOI sottolinea l’importanza di programmi scolastici, campagne educative e politiche di sostegno a favore di alimenti più salutari e accessibili.

Un impegno per il futuro

Ridurre lo zucchero non significa rinunciare al piacere del cibo. Vuol dire imparare a scegliere meglio e garantire ai nostri figli un futuro con meno malattie e più benessere. La sfida è collettiva: istituzioni, professionisti sanitari, famiglie e comunità devono collaborare per creare ambienti che favoriscano scelte salutari.

Ogni cucchiaino di zucchero in meno oggi è un passo in più verso una vita più sana domani.

Quanto zucchero nella dieta dei bambini - Ultima modifica: 2026-04-01T11:28:30+02:00 da Paola Brambilla
Quanto zucchero nella dieta dei bambini - Ultima modifica: 2026-04-01T11:28:30+02:00 da Paola Brambilla