Kinesiografia disodontiasi terzi molari

Con il termine disodontiasi ci si riferisce in maniera generica ad un disturbo del fisiologico processo di eruzione dentaria. Può colpire qualsiasi elemento della dentatura decidua o permanente, quasi sempre con incidenza molto bassa. In questi rari casi, l’inquadramento precoce e una corretta terapia ortodontica prevengono le sequele più impegnative.

L’unico dente la cui eruzione è sistematicamente caratterizzata da problematiche è, come noto, il terzo molare – colloquialmente noto come “dente del giudizio” – soprattutto nell’ambito dell’arcata inferiore.

Questo elemento è colpito così frequentemente dal disturbo per una serie di motivi. Il primo è anche il più noto: il dente del giudizio è un refuso evoluzionistico, destinato probabilmente a scomparire dalla specie umana. Rispetto ai suoi progenitori, l’uomo ha sviluppato nel tempo dei mascellari dal volume ridotto, con una diminuzione dello spazio disponibile per lo sviluppo di questo dente.

Quelle che interessano al clinico, tuttavia, sono le vere motivazioni: in questo senso, l’aspetto volumetrico della mandibola non può essere reputato come l’unica causa. Anche la posizione del secondo molare è importante, dato che la formazione del germe dell’ottavo segue quella del settimo, come se dovesse andare a sostituirlo. Un’altro dato importante è l’orientamento dell’asse del dente: è chiaro che in uno spazio ristretto una anche minima variazione sul percorso può ripercuotersi negativamente sul tragitto eruttivo.

Lo stato dei denti del giudizio è quindi una voce importante del progressivo monitoraggio della salute orale di un paziente in crescita. Clinicamente, infatti, la disodontiasi può essere considerata come un quadro di tipo infiammatorio interessante il sacco pericoronarico.

Alla luce di tutto ciò, in ogni caso, il dato di maggiore rilievo rimane il fatto che un elemento in inclusione – pertanto non recuperabile ai fini masticatori – sia sintomatico o meno. Bisogna in primo luogo distinguere i sintomi connessi con la stessa eruzione da quelli che possono manifestarsi a sviluppo avvenuto. Uno dei più frequenti in questa fase di passaggio è l’estensione ai tessuti gengivali dello stato infiammatorio (pericoronite).

Una persistenza dell’infiammazione anche dopo il termine dello sviluppo – particolarmente se questo non si è correttamente concluso e l’elemento si trova così in inclusione, parziale o totale – può causare problematiche estremamente impegnative. L’elemento può andare incontro a necrosi ed ascessualizzare; l’infezione può estendersi per contiguità o evolversi nel tempo fino a formare una cisti. La sintomatologia dolorosa è chiara e ad essa può aggiungersi il trisma. La terapia antibiotica ed antinfiammatoria sono in grado di contenere temporaneamente la patologia, soprattutto nelle fasi precoci: l’intervento risolutivo, comunque, rimane l’estrazione dell’elemento.

Approccio diagnostico-terapeutico ai terzi molari inclusi guarda l'estratto del corso

I perchè della disodontiasi dei terzi molari - Ultima modifica: 2015-08-23T08:40:40+00:00 da redazione

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