Negli ultimi anni, l’implantologia si affermata come terapia “di massa” in ambito odontoiatrico. Oggi, i pazienti sono informati, almeno a grandi linee, sulle opzioni terapeutiche, sugli aspetti clinici, estetici, economici e anche sui tempi. La presente trattazione vuole considerare, nello specifico, questo aspetto.

È accertato il fatto che, attenendosi alle indicazioni e ai protocolli codificati, il posizionamento di protesi a carico immediato fornisca risultati clinici sovrapponibili a quelli del carico differito convenzionale. Tali indicazioni, sempre nel rispetto di criteri operativi, sono state estese anche al posizionamento immediato post-estrattivo di impianti.

Uno degli argomenti tipicamente citati, in letteratura ma anche nella quotidianità clinica, a favore dei protocolli a carico immediato è rappresentato dalla preferenza da parte del paziente. La logica e l’esperienza portano necessariamente a pensare che il paziente preferisca ottenere risultati immediatamente tangibili, con l’implantologia. È però interessante domandarsi se vi siano evidenze scientifiche a supporto di tale considerazione.

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È quanto si è proposto di indagare Gotfredsen che, con il suo gruppo, ha recentemente condotto addirittura una revisone sistematica della letteratura sul tema.

Lo studio, pubblicato su Clinical Oral Implants Research, ha indagato le banche dati Medline, Embase e Cochrane Central Register of Controlled Trials.

Partendo da una base di 1439 record, i revisori hanno valutato 76 full text e incluso 40 lavori, che hanno indagato però complessivamente 35 coorti di pazienti.

L’insieme degli studi inclusi ha toccato una serie di patient-reported outcome measure: i questionari SF-36, EuroQoL, McGill Pain, OHIP-14, 20 e 49, OHIP-EDENT e OIDP; ma anche domande o questionari sviluppati individualmente sul comfort del paziente: dolore, gonfiore, sanguinamento, masticazione, aspetto, linguaggio, gusto, pulizia, autostima e soddisfazione generale. 28 degli studi includevano i relativi risultati in qualità di outcome secondari, i rimanenti 12 come outcome primari.

Sono stati inclusi protocolli di posizionamento immediato, ovvero postestrattivo, precoce (4-8 settimane dall’estrazione) o differito (3-6 mesi). Per quanto riguarda la protesizzazione, si parla di carico immediato fino a 1 settimana dall'inserimento dell'impianto e differito oltre i 2 mesi.
La revisione ha fornito risultati ambigui relativamente alla percezione da parte del paziente del timing implanto-protesico.

Non vi sono evidenze solide che attestino l’influenza del timing implantare o protesico su comfort da parte del paziente o sulla sua soddisfazione estetica, funzionale o generale. Fanno eccezione le riabilitazioni full-arch, in cui il carico immediato viene effettivamente preferito ai protocolli protesici dilazionati. Per il resto, emerge, oltre alla necessità di strutturare nuovi studi e, possibilmente, nuovi strumenti di valutazione da parte del paziente, come quest’ultimo maturi un giudizio più ampio, derivante dall’interazione con il clinico.

Riferimenti bibliografici sul carico implantare

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34642992/

Percezione del paziente delle tempistiche di carico implantare - Ultima modifica: 2021-10-18T06:29:13+00:00 da redazione

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