Parodontopatia e patologie cardiovascolari

Questo aggiornamento indaga la correlazione  tra la patologia parodontale e quella coronaria

 

Analisi microbiologica di tasche parodontali e placche ateromatosiche in pazienti affetti da parodontopatia cronica 

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Microbiological analysis of periodontal pockets and carotid atheromatous plaques in advanced chronic periodontitis patients 

Aimetti M, Romano F, Nessi F. J Periodontal 2007;78(9):1718-23.

Dallo studio emerge che in nessuna placca ateromasica dei pazienti sottoposti a endoarterectomia per stenosi carotidea è stato isolato DNA dei batteri parodontopatogeni. 

Negli ultimi anni la ricerca ha preso in esame l’eventuale associazione tra specifici batteri parodontopatogeni ed eventi cardiovascolari. In letteratura sono attualmente presenti solo tre studi che hanno esaminato la presenza dei batteri parodontopatogeni nelle tasche parodontali e nelle lesioni ateromasiche con risultati però contrastanti (Cairo 2004, Ishihara 2004, Padilla 2006). Tutti questi studi hanno isolato i batteri patogeni parodontali nei campioni di placca sottogengivale, mentre solo Ishihara et al. e Padilla et al. nelle placche ateromasiche.

Lo scopo del presente studio è quello di valutare la presenza concomitante di cinque batteri patogeni parodontali (Actinobacillus actinomycetemcomitans, Prevotella intermedia, Porphyromonas gingivalis, Treponema denticola e Tannerella forsythensis) nelle tasche parodontali e negli ateromi carotidei isolati negli stessi individui. Sono stati selezionati 33 pazienti affetti da parodontite cronica che dovevano essere sottoposti a intervento di endoarterectomia per stenosi carotidea.

Per essere inclusi nello studio, i pazienti dovevano avere almeno 12 elementi dentali, e presentare un valore di Periodontal Screening & Recording Index (PSR) almeno pari a 4 che attestava la presenza di profondità di sondaggio delle tasche parodontali > 5,5 mm. I campioni di placca sottogengivale e gli ateromi carotidei sono stati analizzati mediante tecniche di biologia molecolare che prevedevano l’utilizzo della reazione a catena della polimerasi seguita dall’ibridazione inversa degli amplificati con sonde specifiche per i batteri parodontopatogeni. I test della beta-globina umana è stato usato come controllo dell’efficienza della amplificazione del DNA estratto.

Dallo studio è emerso che tutti i campioni di placca sottogengivale contenevano almeno una tra le specie batteriche target. La prevalenza di Tannerella forsythensis, Porphyromonas gingivalis, Treponema denticola, Prevotella intermedia, e Actinobacillus actinomycetemcomitans era rispettivamente pari a 69,7%, 63,6%, 54,5%, 45,4%, and 33,3% (tabella 1).

In nessuna placca ateromasica è stato isolato DNA di batteri parodontopatogeni.

Nel presente studio la presenza di batteri parodontali non è stata confermata nelle placche ateromasiche. 

Patologia parodontale come fattore di rischio per l’infarto miocardico acuto: uno studio caso-controllo 

Periodontal disease as a risk factor for acute myocardial infarction.
A case-control study in Goans highlighting a review of the literature 

Kaisare S, Rao J, Dubashi N. Br Dent J. 2007; August 11; 203(3): E5; Discussion 144-5. Review.

Questo studio evidenzia l’importanza del mantenimento di una buona condizione orale parodontale da parte dei pazienti, evidenziando come le patologie parodontali sono da ritenersi un fattore di rischio per l’infarto miocardico acuto, associabile all’ipertensione e al fumo. 

In questo studio sono stati inclusi 500 pazienti, un primo gruppo di 250 con AMI (infarto miocardico acuto) e un secondo gruppo di 250 con patologie coronariche, in un’età compresa tra 29 e 85 anni.

Nei pazienti con AMI, ricoverati al ICCU del dipartimento di medicina di Goa, la presenza di infarto miocardico acuto in corso è stato diagnosticato e certificato mediante elettrocardiogramma, e inalzamento dei valori enzimatici sierici quali la creatinfosfochinase, SGOT e CPK MB-isoenzima, nel secondo gruppo invece sono stati annoverati pazienti del reparto di medicina con diagnosi di patologie coronariche che non avevano riportato un evento coronarico acuto nelle ultime quattro settimane. Oltre al consenso, ai pazienti è stato chiesto di compilare un questionario per ottenere informazioni sull’età, sesso, abitazione, titolo di studio, occupazione, anamnesi odontoiatrica, se fumatori o affetti da diabete o ipertensione arteriosa. In tutti i pazienti è stato rilevato il quadro odontoiatrico, comprendente numero di denti presenti e mancanti, presenza di carie e otturazioni, lo stato di igiene orale e parodontale dei singoli elementi dentali, registrando, in particolar modo, la profondità delle tasche parodontali e i punti di sanguinamento. I risultati di questo studio rivelano che è possibile un’associazione tra la malattia parodontale e la comparsa di infarto miocardico acuto. Infatti, secondo l’analisi statistica condotta dagli autori la percentuale lipidica sierica, la quantità di carie e tasche parodontali e l’igiene orale sono significativamente associate alla comparsa dell’infarto miocardico acuto (p < 0,05).

Valutazione dell’incidenza dei batteri associati alla parodontite nelle placche ateromasiche coronariche 

Evaluation of the incidence of periodontitis-associated bacteria in the atherosclerotic plaque of coronary blood vessels 

Zaremba M, Go´rska R, Suwalski P, Kowalski J. J Periodontal 2007;78(2):322- 7.

La presenza di tasche parodontali e uno stato infiammatorio cronico del parodonto hanno un ruolo importante nel trasferire batteri nel circolo sanguigno. Un controllo della placca sopra e sottogengivale riduce l’insorgenza della patologia parodontale e coronarica. 

Lo scopo di questo lavoro è quello di valutare l’incidenza di determinati batteri anaerobi presenti nelle zone sottogengivali e nelle placche aterosclerotiche in pazienti trattati chirurgicamente per obliterazioni a livello coronario. Il gruppo studio consiste in 20 pazienti, di età media di 57 anni, ricoverati per ostruzione coronaria al Dipartimento di Chirurgia cardiovascolare dell’Università di medicina di Varsavia e in procinto di sottoporsi a un intervento di by-pass.

In tutti i pazienti è stata raccolta l’anamnesi ed eseguito un esame clinico accurato registrando il numero dei denti presenti in ogni paziente, la quantità di placca presente e l’indice di sanguinamento, la profondità di sondaggio, il conteggio della percentuale di globuli bianchi e neutrofili. L’esame batteriologico è stato condotto mediante il test del DNA. È stata indagata la presenza di otto specie di batteri: Actinobacillus actinomycetemcomitans (Aa), Prevotella intermedia (Pi), Porphyromonas gingivalis (Pg), Eikenella corrodens (Ec), Campylobacter rectus (Cr), Tannerella forsythensis (Tf), Treponema denticola (Td), e Fusobacterium nucleatum (Fn).

I denti selezionati sono stati puliti dalla placca sopragengivale, è stato condotto un prelievo di placca sottogengivale mediante un cono di carta lasciato in sede 10 secondi, quindi inviato al laboratorio.

Analogamente, è stato effettuato il prelievo di placca dalle placche aterosclerotiche durante l’intervento chirurgico coronarico di by-pass. In 13 dei 20 pazienti i patogeni più frequentemente riscontrati nelle parodontiti severe croniche sono stati anche rilevati nei vasi coronarici. In 10 casi queste stesse specie batteriche erano presenti anche nelle placche aterosclerotiche. Inoltre, da questo studio emerge che la profondità delle tasche parodontali e l’indice di sanguinamento hanno un ruolo importante nel trasferire batteri nel circolo sanguigno. Per questo gli autori concludono che la riduzione della placca sopra e sottogengivale risulta essere un’importante profilassi alla patologia parodontale e coronarica.

 

Parodontopatia e patologie cardiovascolari - Ultima modifica: 2008-02-14T10:56:27+01:00 da elisabettadolzan
Parodontopatia e patologie cardiovascolari - Ultima modifica: 2008-02-14T10:56:27+01:00 da elisabettadolzan