Paracetamolo con o senza codeina nel trattamento analgesico dell’ascesso apicale acuto

DM_il dentista moderno_Paracetamolo con o senza codeina associata nel trattamento analgesico dell’ascesso apicale acuto

L’ascesso apicale acuto si definisce come una risposta infiammatoria a infezione e necrosi della polpa, caratterizzata da rapida insorgenza, dolore spontaneo, sensibilità dentale alla pressione, edema e suppurazione dei tessuti associati. Il dolore, da moderato a grave, costituisce l’aspetto frequentemente dominante la sintomatologia. Ciò fa sì che la patologia costituisca una voce fondamentale fra le cause di ricorso all’odontoiatra, insieme con la pulpite irreversibile. L’approccio al paziente avviene sistematicamente nelle condizioni peggiori: spesso il contesto anamnestico è frammentario, l’insorgenza è stata improvvisa e inattesa e la gestione è limitata dal dolore, che complica il riconoscimento e, ancora di più, il trattamento della causa scatenante. Anche qualora si riuscisse a drenare il materiale infiammatorio, non sempre l’abbattimento del sintomo dolorifico è immediato. Per tutte queste ragioni, il trattamento dell’ascesso apicale non può prescindere da una gestione farmacologica della sintomatologia dolorifica.

In ambito odontoiatrico, gli antidolorifici di riferimento per il dolore da lieve a moderato sono gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e il paracetamolo. Nel caso di dolore moderato-grave, può essere indicata l’associazione con molecole oppiacee. Essendo le due classi differenti per meccanismo, sede, inizio e durata d'azione, l’associazione è in grado di rendere meglio tollerabile il dolore, accorciando i tempi di recupero del paziente.

Il paracetamolo rappresenta l’analgesico odontoiatrico maggiormente impiegato, certamente in età pediatrica e probabilmente anche nell’adulto, nella gestione del dolore lieve-moderato. Di solito, il dosaggio nel paziente adulto varia da 500 a 1000 mg; a dose maggiore corrisponde, evidentemente, efficacia maggiore: la dose da 1000 mg risulta più indicata se si vuole ottenere un effetto analgesico. La dose massima è indicativamente quella dei 4 g nelle 24 ore, dopodiché il farmaco può indurre epatotssicità anche grave.

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Recentemente, un gruppo di lavoro brasiliano ha condotto un trial clinico randomizzato volto a confrontare l’efficacia, nel trattamento analgesico dell’ascesso apicale acuto, del solo paracetamolo e del paracetamolo associato al blando oppiaceo codeina.

Con o senza codeina: come somministrare il paracetamolo in caso di ascesso

Lo studio ha incluso un campione complessivo di 39 pazienti, suddivisi in due gruppi: uno ha ricevuto una somministrazione di solo paracetamolo 1000 mg, l’altro di paracetamolo 1.000 mg associato a codeina 30 mg. La posologia è sempre stata di una somministrazione ogni 6 ore per 3 giorni. I livelli dolorifici sono stati valutati tramite scala visuo-analogica (VAS) a 6, 12, 24, 48 e 72 ore dalla fine del trattamento clinico.

Entrambi i gruppi hanno evidenziato, lungo il periodo di valutazione, una riduzione dello score dolorifico. Le differenze rilevate tra i due gruppi sono risultate statisticamente significative, così come non lo sono state le differenze di frequenza delle reazioni avverse.

Lo studio presenta limitazioni solo per quei casi in cui non viene reputata utile la somministrazione di antibiotici. Per il resto, i risultati attesta come, normalmente, il paracetamolo 1000 mg da solo possa essere efficace e indicato nella gestione del dolore in corso di ascesso apicale acuto.

Riferimenti bibliografici sull'uso del paracetamolo

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32651644/

Paracetamolo con o senza codeina nel trattamento analgesico dell’ascesso apicale acuto - Ultima modifica: 2020-12-04T06:46:43+00:00 da redazione

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