In attesa di nuove norme fiscali che riescano, come si spera, ad agevolare le professioni ordinistiche, i dentisti si domandano se esistono configurazioni organizzative della professione, migliori, se possibile, della classica libera professione individuale rispetto ai tempi incerti che si stanno attraversando. Proponiamo una breve introduzione ad alcuni degli argomenti chiave dei ragionamenti sul “rimanere professionista o cambiare”.

 

La diffusione della Covid-19 sta generando l’attesa di profonde riforme del funzionamento della società, dunque anche dell’economia. La pandemia potrebbe causare una sorta di rimescolamento di carte, quelle vincenti potrebbero cambiare proprietario, in quanto si verrà a determinare una mutata sensibilità pubblica rispetto a molti aspetti della vita sociale, dunque modifiche nelle abitudini di spesa, il sorgere di nuova attenzione per la salute e il benessere e chissà quali altri cambiamenti. Si sono già sentite le dichiarazioni dei politici sulla riforma fiscale, e in particolare di quella della fiscalità dei lavoratori autonomi, per i quali, essendosi rivelati meno tutelati delle imprese nel corso della pandemia, si preparano maggiori attenzioni da parte del Legislatore. Queste le dichiarazioni. Si vedrà fra poco tempo come andrà a finire, se cioè alle promesse e agli auspici seguiranno i fatti, cioè nuove norme che riescano a valorizzare e ad agevolare le professioni ordinistiche.

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Lo studio dentistico e l’impresa - Ultima modifica: 2021-02-08T09:06:40+00:00 da monicarecagni

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