La tecnica Invisalign dopo 25 anni: predicibilità clinica e workflow digitale

Un’ortodonzia predicibile per lo specialista e una nuova frontiera nell’approccio interdisciplinare per il dentista generico. Scopo di questo aggiornamento monografico è quello di delineare i principi di base della tecnica ortodontica digitale con allineatori trasparenti nel trattamento delle malocclusioni nel paziente in crescita e nel paziente adulto, definendo i criteri di predicibilità

Silvia Caruso
Odontoiatra, specialista in Ortodonzia. Ricercatrice. Insegnamento di Materiali dentari e Odontoiatria preventiva e di Comunità presso l’Università degli Studi de L’Aquila. Invisalign Diamond Apex Provider. Speaker Internazionale Align Technology dal 2018.
Sara Caruso
Odontoiatra. Specializzanda in Ortognatontodonzia presso l’Università degli Studi de L’Aquila. Platinum Élite II Provider.
Roberto Gatto
Professore Ordinario di Odontoiatria pediatrica. Direttore della Scuola di Specializzazione in Odontoiatria pediatrica presso l’Università degli Studi de l’Aquila. Presidente ADI – Associazione Dentisti Italiani

Dalla sua fondazione nel 1997 a opera di due studenti della Stanford University, Align Technology ha rivoluzionato il modo in cui praticavamo l’ortodonzia introducendo il sistema Invisalign®, che utilizza allineatori trasparenti invece dei brackets convenzionali e un software che consente la pianificazione digitale di movimenti ortodontici (ClinCheck®). Tali aspetti, tuttavia, hanno giocato ruoli molto diversi nell’adozione di questa tecnica, la quale si è continuamente evoluta negli ultimi 25 anni. In questo momento storico non ci sono più solo gli allineatori e il software, ma una tecnica sempre più avanzata, un workflow digitale che migliora ogni giorno la predicibilità del trattamento e lo scanner intraorale Itero® che guida il workflow del dottore. Lo specialista in ortodonzia oggi si chiede dove può arrivare con questa tecnica e quali sono i limiti clinici degli allineatori, il dentista generico si domanda come poter approcciare il trattamento interdisciplinare con il prodotto Invisalign® GO. Lo scopo del nostro lavoro è quello di focalizzarci sul presente della tecnica Invisalign®, guardando al passato e analizzando per quello che è possibile la letteratura. 

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L’occhio critico al trattamento ortodontico con allineatori si basa sul ragionamento che dovremmo fare in fase di diagnosi e nella richiesta al software per soddisfare alcune correzioni specifiche, ma soprattutto nella valutazione dell’espressione delle forze che generano quel movimento da noi richiesto ed auspicato. Anche se oggi sul mercato ci sono anche altri allineatori, il presente lavoro si limita alla sistematica Invisalign®, in quanto ogni azienda ha un proprio software e un proprio materiale, e nonostante i principi di biomeccanica siano gli stessi, ci sono sicuramente differenze nei software e nei materiali e l’esperienza degli autori è limitata a una sistematica unica. 

Negli ultimi anni, gli allineatori hanno rappresentato una soluzione sempre più diffusa per adulti e adolescenti, che hanno espresso il desiderio di ricorrere ad alternative estetiche e confortevoli rispetto agli apparecchi fissi convenzionali1. L’utilizzo di un dispositivo rimovibile ha anche portato a ridurre al minimo gli effetti “negativi” dell’ortodonzia tradizionale, che permette generalmente una maggiore possibilità di sviluppo di patologie parodontali, poiché è più semplice per i pazienti eseguire le diverse manovre di igiene orale2,3.  L’idea di poter proporre un trattamento ortodontico ai propri pazienti che sia più estetico, confortevole e che permetta di avere una migliore igiene orale e salute parodontale è ancora oggi il motivo principale che spinge dentisti e specialisti in ortodonzia ad affacciarsi a questa tecnica. Dopo 25 anni, però, non è più pensabile ragionare sulla scelta del trattamento focalizzandosi solo sull’estetica o sul miglioramento dell’igiene orale: è arrivato il momento di comprendere la predicibilità, la biomeccanica e essenzialmente anche i limiti di questa tecnica. 

La rivoluzione digitale del trattamento ortodontico è iniziata con protocolli per trattamenti di pazienti adulti; solo negli ultimi anni è emersa la possibilità, grazie a un software sempre più performante e a specifiche features ottimizzate per corone cliniche più piccole, di trattare pazienti in crescita, quali adolescenti in dentizione permanente e in fase di sviluppo scheletrico e bambini in dentizione mista precoce. Negli ultimi anni, Align Technology ha sviluppato un approccio biomeccanico avanzato con l’introduzione di optimized attachments (attachementsottimizzati) per movimenti specifici, che cambiano forma e posizione a seconda del tipo di dente e della dimensione della corona. Oltre agli attachments ottimizzati, abbiamo una gamma di “features” sull’allineatore che permettono movimenti specifici, come le aree di pressione, i power ridge o i precision cut, che consentono la possibilità di combinare la tecnica con ausiliari, quali elastici o mini viti3. Tutte queste innovazioni introdotte sono state supportate nel 2011 da un sistema di forze progettato per migliorare il controllo del movimento coinvolgendo radice e corona (SmartForce® Features), nel 2013 dall’avvento di un materiale completamente nuovo che favorisce la possibilità di esercitare forze leggere e costanti, aumentando la predicibilità dei movimenti e il comfort dei pazienti (SmartTrack), e nel 2015 da un nuovo algoritmo avanzato che stabilisce il percorso ottimale dei movimenti dentali e la forma dell’aligner in ogni fase del trattamento Invisalign® (SmartStage), oggi evolutosi nella SmartForce Aligner Activation. L’obiettivo di questo articolo è quello di approfondire clinicamente e in letteratura i limiti e le opportunità di un sistema così sofisticato e altamente digitalizzato per permettere allo specialista di comprendere l’importanza di un percorso di formazione dedicato. 

Predicibilità e stato dell'arte

Proprio perché sono passati 25 anni, è il momento di approfondire in letteratura quali sono i reali limiti della tecnica e quali sono i protocolli clinici che possiamo definire più predicibili per migliorare l’uso del software, ma soprattutto cosa accade clinicamente. Nel 2009, Kravitz et al hanno condotto il primo studio clinico prospettico su Invisalign® (Align Technology, Santa Clara, California) per valutarne l’efficacia. I dati pubblicati in precedenza hanno incluso case report, studi sui materiali, articoli tecnici, editoriali, sondaggi, studi di confronto tra Invisalign® e apparecchi fissi convenzionali e una revisione sistematica, nessuno dei quali ha fornito prove scientifiche sull’efficacia o sui limiti di Invisalign® . Solamente dieci anni dopo l’introduzione di Invisalign®, gli ortodontisti hanno iniziato a quantificare quanto e come muovesse i denti. Invisalign® indica che sono considerate più semplici da risolvere, senza l’uso di tecniche aggiuntive, rotazioni < 40° negli incisivi centrali superiori e inferiori, < a 45° nei canini e nei premolari, < a 30° negli incisivi laterali superiori e < a 20° nei molari. Nei denti anteriori si possono ottenere estrusioni e intrusioni di circa 2,5 mm; nei denti posteriori si possono ottenere movimenti radicolari inferiore a 4 mm. Tuttavia, pochi studi in letteratura sono stati pubblicati per supportare l’efficacia di questa tecnica e l’effettiva predicibilità clinica. Nonostante l’evoluzione che Invisalign® ha avuto nel corso degli anni e il numero di case report esistenti che mostrano la risoluzione di un’ampia gamma di malocclusioni con questa tecnica4,5,6,7, c’è ancora carenza di supporto scientifico e soprattutto di una metodologia ripetibile; il grado di evidenza scientifica è ancora limitato, principalmente a causa di  bias legati alla progettazione dello studio, dimensione del campione e mancanza di gruppi di controllo.

Fig. 2. Clincheck® software, fase iniziale. È possibile valutare la tabella dei movimenti che indica quali movimenti eseguiranno tutti gli elementi, quali sono i movimenti più lunghi e dove è attivo il G8

Prima di analizzare in dettaglio i dati esistenti sui diversi movimenti dentali possibili con Invisalign®, è doveroso precisare che la quasi totalità degli articoli oggi disponibili si basano su casi che sono stati trattati senza utilizzare molte delle modifiche ottenute grazie agli ultimi miglioramenti; alcuni lavori presentano addirittura l’uso del vecchio materiale per allineatori (Ex30), che, come detto in precedenza, è stato sostituito nel 2013 con il materiale SmartTrack.

Tuttavia, grazie alla crescente diffusione di questa tecnica, il numero di studi è cresciuto negli ultimi anni e l’auspicio è che sempre più autori si occupino di questo argomento per ottenere un accesso basato sull’evidenza a questa tecnologia.

Intrusione ed estrusione
L’intrusione di un singolo elemento o di più elementi è stata inizialmente considerata un movimento difficile con allineatori rimovibili8,9. In uno dei pochi articoli disponibili in letteratura che presenta dati sull’intrusione in modo specifico, gli autori hanno utilizzato la sovrapposizione per confrontare il modello virtuale ClinCheck® di 189 denti con la posizione effettiva raggiunta alla fine del trattamento10. I risultati con minore predicibilità sono stati ottenuti per gli incisivi centrali mascellari (45%) e mandibolari (47%). L’intrusione media è stata di 0,72 mm.
Krieger et al., d’altra parte, confrontando i risultati clinici di 50 pazienti con i loro modelli ClinCheck®, indicano il morso profondo come tipologia di malocclusione più predicibile10. 

I miglioramenti introdotti nel G5 facilitano i movimenti di intrusione e il livellamento della curva di spee grazie all’uso di bite ramps integrati negli allineatori posteriormente a incisivi o canini superiori e attachments ottimizzati. Align Technology attualmente indica movimenti di intrusione fino a 2,5 mm per incisivi e canini e fino a 0,5 mm per premolari e molari come movimenti predicibili. Questi dovrebbero essere supportati da attachments posteriori per aumentare la ritenzione dell’aligner.
Ciò è particolarmente vero durante le intrusioni importanti che coinvolgono i canini e gli incisivi inferiori. 

Inoltre, con il recente avvento del G8 abbiamo avuto ulteriormente la possibilità di migliorare la predicibilità nella correzione del morso profondo e dell’affollamento dell’arcata inferiore, proprio grazie alla modalità di espressione delle forze. A causa della forma stessa degli elementi dentali e della mancanza di ritenzione naturale dell’aligner durante questo movimento, l’estrusione è uno dei movimenti dentali più difficili da ottenere con questa tecnica. 

Dal 2009, Align Technology ha sviluppato attachments ottimizzati per l’estrusione di un singolo incisivo e da allora ha aggiunto protocolli per l’estrusione di più denti. Attualmente, per i movimenti di estrusione, sono predicibili fino a 2,5 mm per incisivi e canini e fino a 0,5 mm per premolari e molari.

Fig. 4. Fase finale Clincheck® arcata inferiore

Rotazioni
Alcuni studi prospettici11 hanno generalmente rivelato un moderato grado di predicibilità e controllo per i movimenti di rotazione. Risultati simili sono stati mostrati nel 2006 da Nguyen e Chen12, dove gli incisivi hanno raggiunto il 60 % della rotazione pianificata, mentre canini e premolari hanno raggiunto solo il 39 %. L’utilizzo di attachment ottimizzati migliora la precisione di questo movimento13, che è perfezionato dalla possibilità di eseguire stripping intorno al dente14. Analizzando le rotazioni dei premolari, Simon et al. hanno concluso che l’uso di attachment ottimizzati e la quantità di movimento hanno un grande impatto sulla predicibilità della rotazione15. Un consiglio utile può essere quello di aggiungere un attachment convenzionale sulla superficie linguale del dente (per creare diverse forze/rotazione canina) o riducendo lo staging a meno di 1,5° per allineatore.
I parametri indicati da Align Technology sulle rotazioni specificano: < 20° per i molari, < a 30° per gli incisivi laterali superiori (con l’introduzione di G7 ora esiste un protocollo specifico per aumentare la predicibilità), < a 45° per canini e premolari e < a 40° per gli incisivi centrali.
Il range di movimento è indicato come 2° per stadio.

Allineamento
L’affollamento può essere risolto mediante estrazione, riduzione interprossimale (IPR) o aumento della larghezza dell’arcata tramite distalizzazione, protrusione degli incisivi o espansione dell’arcata. Tuttavia, la letteratura afferma chiaramente che ridurre l’inclinazione degli incisivi ha benefici sia dal punto di vista parodontale che di stabilità16. Il controllo dell’inclinazione degli incisivi può ridurre il rischio di recidiva e l’aumento della loro superficie di contatto mediante IPR ha mostrato una maggiore stabilità a lungo termine in numerosi articoli16,17. Pertanto, il controllo della posizione degli incisivi inferiori è un elemento chiave nella quasi totalità dei casi ed è fondamentale sapere come utilizzare gli allineatori. 

Fig. 5. Paziente alla fine del trattamento ortodontico

Uno studio retrospettivo del 2003 di Clements et al., insieme con diversi studi recenti e una revisione sistematica17,18,19 concordano sul fatto che l’efficacia degli allineatori rimovibili negli allineamenti dell’arcata mostra risultati migliori per l’affollamento lieve e moderato rispetto agli apparecchi fissi. In dettaglio, Krieger et al., concentrandosi in particolare sui movimenti nella parte anteriore di entrambe le arcate, hanno mostrato una diminuzione dell’indice di irregolarità di Little da 5,96 a 0,82 con uno scarto minimo tra i movimenti pianificati e quelli raggiunti (0,01 mm – SD ± 0,48) per la lunghezza dell’arcata anteriore inferiore18. 

Hennessy et al. hanno confrontato in uno studio recente la proclinazione dell’incisivo mandibolare prodotta da apparecchi fissi e allineatori nel risolvere l’affollamento inferiore a 4 mm in 44 pazienti. Il risultato è stato un aumento di 5,3 ± 4,3° per gli apparecchi fissi e di 3,4 ± 3,2° per gli allineatori trasparenti, il che significa che la differenza non è significativa19.  Il primo caso clinico presentato è l’esempio di una buona pianificazione del trattamento ortodontico digitale in una paziente adulta con affollamento severo (Figure 1-5) 

Movimenti corporei
Alcuni autori20 si sono chiesti, in passato, se fossero possibili movimenti corporei o coppie di forze con allineatori rimovibili o se in realtà si potessero utilizzare solo per movimenti di tipping. Per superare queste difficoltà, Align ha sviluppato gli attachment ottimizzati, che aiutano a migliorare la biomeccanica esercitata dagli allineatori in questi tipi di movimenti e che nel 2016 sono stati integrati nel protocollo G6 per protocolli estrattivi dei premolari. 

Torque degli incisivi
L’espressione del torque a livello degli incisivi è un argomento
molto discusso anche nell’ambito della terapia ortodontica fissa.
Uno studio recente dimostra invece che grazie all’utilizzo
di power ridges, la perdita di torque in correzioni di circa 10°
è risultata trascurabile, avendo raggiunto una predicibilità maggiore del 95%20. Successivamente, parleremo ampliamente dell’utilizzo
dei power ridges. Attualmente, in presenza di power ridge,
il range di movimento nei protocolli Invisalign® è di circa massimo
1° di torque radicolo-palatale per allineatore. 

Distalizzazione
A differenza di molti movimenti analizzati in precedenza, la distalizzazione con allineatori è stata affrontata in letteratura soltanto di recente ed è risultata essere tra i movimenti più predicibili con questa tecnica, con vantaggi anche rispetto ad apparecchiature fisse. In precedenza, erano presenti solo dei case report, che mostravano la possibilità di ottenere una correzione di classe II in pazienti adulti, con una distalizzazione sequenziale dei molari superiori21. I molari possono essere distalizzati tramite forze extra o intra orali e negli anni sono state sviluppate sempre più tecniche e dispositivi per ridurre la dipendenza dalla collaborazione del paziente. Per quanto riguarda gli allineatori, i protocolli utilizzati dal ClinCheck® pianificano una quantità massima di movimento lineare di 0,25 mm ad allineatore. Simon et al. hanno riscontrato un’accuratezza dell’88% del movimento corporeo dei molari superiori, con una richiesta di almeno 1,5 mm di distalizzazione. Nessuno dei pazienti dello studio aveva usato elastici di II classe, ma bisogna notare che il movimento è stato calcolato alla fine della fase di distalizzazione dei primi e secondi molari (movimento medio 2,6 mm) e quindi non prende in considerazione la successiva fase di arretramento, dove il supporto degli elastici di II classe risulta fondamentale per mantenere l’ancoraggio posteriore. La predicibilità è stata maggiore quando il movimento era supportato dalla presenza di attachment. Quali attachments? L’utilizzo di attachments ottimizzati o di attachements verticali rettangolari è consigliato per aumentare la predicibilità nella pianificazione del movimento. 

Espansione trasversale
L’espansione dell’arcata è un movimento predicibile con la tecnica Invisalign® sia nel trattamento del paziente adulto che del paziente in crescita. Ci sono numerosi articoli in letteratura che mostrano come l’espansione dell’arcata può essere ottenuta con successo con Invisalign®. Vlaskalic nel 2001 indica un intervallo da 2 a 4 mm; Ali et al. raccomandano invece di limitare l’intervallo di espansione a 2-3 mm per quadrante, per ridurre al minimo il rischio di recidive e recessioni gengivali, le stesse cosiderazioni che dovrebbero essere prese in esame durante qualsiasi espansione dentoalveolare. Pavoni et al., confrontando l’efficacia dell’espansione dell’arcata mediante brackets autoleganti e allineatori rimovibili, mostrano un aumento significativo della larghezza del secondo inter-premolare (0,45 mm) e della larghezza intermolare (0,5 mm) con Invisalign®.  Con l’avvento di Invisalign First, anche il protocollo nel paziente in crescita ha previsto una buona espansione predicibile, con la richiesta nella prescrizione della possibilità di espansione da 4 a 6 mm per arcata. 

Pianificazione digitale del trattamento ortodontico con il software 

Quali possono essere le richieste e gli accorgimenti dell’ortodontista nel pianificare un trattamento con il software ClinCheck® in base alle caratteristiche specifiche delle diverse malocclusioni? È importante sottolineare che non è il software che da solo elabora la diagnosi, ma è lo specialista che, facendone un uso adeguato, lo pianifica “predicibilmente”. Vi riportiamo alcuni esempi di movimenti dentali, features, richieste e accorgimenti specifici come l’utilizzo dei power ridges o le diverse possibilità del software nella risoluzione dell’affollamento.
I power ridges sono features inserite negli aligners realizzate per applicare torque radicolo-linguale a livello degli incisivi superiori e inferiori. Queste features compaiono sugli allineatori all’altezza dei margini gengivali dal lato vestibolare degli incisivi superiori e inferiori e a livello del margine incisale sul lato palatale degli incisivi superiori. Appena il power ridge trasmette pressione al dente consente la modifica dell’inclinazione del dente stesso.
L’allineatore è modellato in maniera tale da spingere a livello del margine gengivale sul versante vestibolare mentre sul versante palatale a livello del margine incisale preme nel verso opposto, generando così dalla coppia di forze un momento rotazionale risultante con azione attorno al centro di rotazione.
A partire dall’evoluzione G3 di Invisalign®  (2010), i power ridge vestibolari si possono avere sia su incisivi superiori che inferiori  a livello vestibolare che in presenza di 3° di torque radicolo-linguale, mentre possono essere presenti sulle superfici palatali a livello degli incisivi superiori in presenza di 3° di torque radicolo-palatale e arretramento. Questa feature assolve due scopi contemporaneamente: irrigidisce il terzo gengivale dell’aligner allo scopo di renderlo maggiormente resiliente e fornisce una forza accessoria tanto più vicino al margine gengivale per incrementare il braccio di leva effettivo. L’ovvio vantaggio dei power ridge è che non c’è optimized attachment che debba essere prima posizionato poi rimosso e sono quindi maggiormente accettati esteticamente
dal paziente (Figura 8). 

Fig. 8. Power ridges, features presente su incisivi centrali per poter modificare il torque

Ma come utilizzarli e quando richiederli? Nel caso di incisivi centrali proclinati dove è richiesta retro-inclinazione, l’aligner esprime forza vestibolo-coronale; il movimento provoca: 

  • retrazione e chiusura di diastemi anteriori;
  • estrusione relativa;
  • ottimizzazione overbite.

Nello specifico, con denti normo inclinati l’aligner riesce a traslare incisivi superiori in modo corporeo tramite una coppia di forze espressa dal power ridge vestibolo gengivale e dal power ridge palatale incisale. Tra le due casistiche sopracitate, consideriamo più predicibili i casi con: 

  • incisivi proclinati;
  • diastemi multipli sia su arcata superiore che inferiore;
  • arcate ampie perché non c’è movimento estrusivo. 

Se alle spaziature si associa un openbite anteriore la cui risoluzione prevede una estrusione pura superiore a 0,5 mm, il sistema potrebbe prevedere attachments ottimizzati di estrusione.
Se per retrarre e risolvere open non fossero sufficienti le spaziature presenti, il medico può valutare IPR aggiuntiva, chiedendola in prescrizione o aggiungendola tramite modifica al ClinCheck® (controlli 3D o commento scritto).

Un altro esempio è la pianificazione nella correzione di casi di affollamento, dove può essere richiesta l’espansione trasversale. Quest’ultima può essere da canino a primo molare o da canino a primo premolare. È tanto più predicibile su corone palatoverse poiché sfrutta espansione dentoalveolare con torque corono vestibolare, radicolo-palatale rispetto alla traslazione corporea, che è meno predicibile. Un aspetto da considerare è la proclinazione anteriore. Quest’ultima, in base alle necessità può essere con tip corono vestibolare oppure con torque radicolopalatale coronovestibolare o combinato delle due. Infine, l’IPR
(interproximal reduction) può essere un’ulteriore eventualità. 

Proclinazione
In base alle esigenze con limiti parodontali
ed estetica. La quantità “in base alle esigenze” deve essere valutata dal medico responsabile del trattamento e comunicata all’azienda tramite prescrizione, compilando il riquadro “Affollamento” e specificando nelle istruzioni speciali quantità espresse in gradi e qualità di movimento, se tip/torque o entrambe.

IPR (Riduzione Interprossimale)
Può essere richiesta anteriore e lateroposteriore. Il software aggiunge, in base alla prescrizione, IPR entro un range 0,2 a 0,5 mm per spazio interprossimale (come suddividerla sulle due superfici è di competenza del medico). Il software, sempre in base alla prescrizione, non estende IPR mai ai settori posteriori dell’arcata. Ma il medico può autorizzare o aggiungere una quantità maggiore o minore sia su arcata superiore che inferiore sia tramite commento scritto che tramite controlli 3D su interfaccia del software.  

Features e attachements
Torque radicolo palatale: in caso di proclinazione per caso di torque radicolopalatale e coronovestibolare, il software applica power ridge quando rileva un minimo di tre gradi di torque.
La features prevede applicazione di una forza in zona gengivo vestibolare (il più vicino al centro di resistenza) con movimento della radice da vestibolare a palatale/linguale.
Tipping corono vestibolare: non c’è fetaures specifica, ma l’aligner applica una forza che spinge incisivi sup/inf generando proclinazione. Durante la risoluzione dell’affollamento, se il software individua per singolo dente un movimento guida che supera un dato valore soglia, posizionerà gli attachments ottimizzati. Totalmente differente la biomeccanica del movimento degli allineatori che non generano alcuna rotazione al livello dello slot del bracket, bensì generano una coppia di forze agenti sul versante vestibolare e linguale dell’elemento dentale. 

Lo scanner iTero® e il software Outcome Simulator® forniscono un mezzo per valutare l’avanzamento di un piano di trattamento in qualsiasi punto del processo

Integrazione del trattamento con lo scanner intraorale

Nel 2015, Align Technology introduce nel mercato internazionale un nuovo sistema di scansione intraorale (iTero® Element), una “gipsoteca” virtuale dove analizzare con precisione digitale la quantità di affollamento, indice di Bolton e altro, o dove sarà possibile prendere nota di tutte le informazioni rilevate dallo studio dei modelli. Con lo scanner, il flusso è estremamente più rapido, fino a ridurre di tre volte il tempo necessario e ad apportare un notevole vantaggio riguardo la comunicazione con il paziente4.
Riuscire a comunicare al paziente le potenzialità cliniche di Invisalign® è un passo fondamentale per l’accettazione di una tecnica ortodontica così innovativa e ancora poco conosciuta.
Lo strumento che ci permette di comunicare è Outcome Simulator®, un’applicazione brevettata per la creazione, la rappresentazione, la visualizzazione e la modifica della simulazione dei risultati dei piani di trattamento ortodontici, inclusa la rappresentazione virtuale in un modello 3D della posizione iniziale dei denti del paziente. Un’altra opzione è la valutazione dell’avanzamento del trattamento Invisalign®  attraverso lo scanner. Lo scanner iTero® e il software Outcome Simulator® forniscono un mezzo per valutare l’avanzamento di un piano di trattamento in qualsiasi punto del processo. Durante una terapia Invisalign® già iniziata, attraverso una nuova scansione completa della dentizione attuale del paziente è possibile procedere alla valutazione. La schermata appare con il piano di trattamento originario confrontata con la dentizione corrente insieme a un dettagliato report sulla situazione di ogni singolo elemento dentario. Nel trattamento del paziente in crescita, considerando la permuta, sarebbe opportuno usare lo scanner intraorale iTero® con un protocollo totalmente digitale, più accurato e veloce.Avere la possibilità di utilizzare uno scanner per l’ortodonzia non significa solamente sostituire le classiche impronte in alginato o in materiale siliconico, ma aprirsi anche a un nuovo mondo di possibilità diagnostiche e terapeutiche. Inoltre, essendo il paziente in crescita e in permuta, potrebbe essere necessario, durante il trattamento, eseguire più scansioni. Vi è la possibilità, grazie all’uso dello scanner, di essere più veloci nell’organizzazione del work flow digitale all’interno dello studio dentistico. 

Conclusioni

Il futuro degli allineatori trasparenti probabilmente subirà nuove e continue evoluzioni in tempi sempre più stretti: ci sarà l’integrazione della CBCT con il software di pianificazione del trattamento, un aumento del numero di laboratori e aziende di allineatori, riduzione del prezzo. Si pensa che prima del 2030 il 90% dei trattamenti ortodontici verrà eseguito con allineatori e che gli specialisti in Ortodonzia copriranno con questi una buona parte delle malocclusioni da trattare, ma soprattutto saranno sempre più utilizzati anche dai generalisti. Non entrando assolutamente in competizione con lo specialista, bensì approcciando digitalmente al trattamento interdisciplinare estetico, con rispetto alla funzione e alla salute parodontale.

Corrispondenza:
silvia.caruso21@gmail.com

Riassunto
Dalla sua fondazione nel 1997 ad opera di due studenti della Stanford University, Align Technology ha rivoluzionato il modo in cui praticavamo l’ortodonzia introducendo il sistema Invisalign®, che utilizza allineatori trasparenti invece dei brackets convenzionali, e un software che consente la pianificazione digitale di movimenti ortodontici, il software ClinCheck®. Questi due aspetti, tuttavia, hanno giocato ruoli molto diversi nell’adozione di questa tecnica, la quale si è continuamente evoluta negli ultimi 25 anni. In questo momento storico non ci sono più solo gli allineatori e il software, ma una tecnica sempre più avanzata e un workflow digitale che migliora ogni giorno la predicibilità del trattamento; guidando il paziente ed il dottore in un percorso digitale, c’è lo scanner intraorale Itero® fondamentale in tutto il processo di digitalizzazione del trattamento. Lo specialista in Ortodonzia oggi si chiede dove può arrivare con questa tecnica e quali sono i limiti clinici degli allineatori, il dentista generico si chiede come può approcciare il trattamento interdisciplinare con il prodotto Invisalign GO. Lo scopo del nostro lavoro è quello di focalizzarci sul presente di questa tecnica, guardando al passato nell’analisi della letteratura ed i risultati scientifici pubblicati. 

The invisalign orthodontic technique after 25 years: clinical predicability and digital workflow

Since its founding in 1997 by two Stanford University students, Align Technology has revolutionized the way we practiced orthodontics by introducing the Invisalign® system, which uses clear aligners instead of conventional brackets, and software that enables digital planning of orthodontic movements, the ClinCheck® software. These two aspects, however, have played very different roles in the adoption of this technique, which has continually evolved over the past 25 years. In this historical moment there are no longer only the aligners and the software, but there is an increasingly advanced technique that goes beyond its limits, there is a digital workflow that improves the predictability of the treatment every day, there is the Itero intraoral scanner that guides the doctor’s workflow. Today the Orthodontic specialist asks himself where he can get with this technique and what are the clinical limits of the aligners, the general dentist asks himself how he can approach interdisciplinary treatment with the Invisalign GO product; The purpose of our work is to focus on the present of this technique, looking at the past, analyzing the literature and scientific results published.

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La tecnica Invisalign dopo 25 anni: predicibilità clinica e workflow digitale - Ultima modifica: 2022-05-13T12:21:16+00:00 da Emanuele Razzani
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