L'ipofosfatasia (HPP) è una malattia ereditaria che colpisce lo sviluppo delle ossa e dei denti. Può esordire ancor prima della nascita, in età evolutiva, ma anche in altri momenti della vita e presentarsi in forme più o meno gravi. Dal punto di vista odontoiatrico, i soggetti che ne sono colpiti nelle forme meno gravi e tardive, pur conservando la dentizione, sono più esposti al rischio di parodontite. È quanto dimostra uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology che ha analizzato la salute orale di pazienti adulti affetti da questa rara patologia metabolica.

Il focus dello studio sull'ipofosfatasia

L'HPP è causata da alterazioni del gene della fosfatasi alcalina di tipo fegato/osso/rene (ALPL), che può presentarsi con una o più varianti. I ricercatori hanno messo a confronto un gruppo dei pazienti con HPP a una variante del gene ALPL con quello di malati a doppia variante. Il secondo gruppo mostrava un livello di salute orale più scadente, rispetto al primo che invece era pressoché sovrapponibile allo stato di salute orale delle persone sane.

La salute orale analizzata nello studio

Per valutare il grado di salute orale nei due gruppi di soggetti affetti da HPP, i ricercatori hanno preso in esame parametri specifici. Oltre all'indice DMFT, sono stati inclusi la profondità della tasca al sondaggio e il livello di attacco clinico (CAL), ma anche i criteri CCD/AAP sulla perdita dei denti e sullo stato di salute parodontale. Come termine di riferimento sullo stato di salute orale correlato all'età, invece, sono stati assunti i dati nazionali riferiti all'indagine DMS V.

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Cosa mostrano i risultati

I pazienti HPP con due varianti del gene della fosfatasi alcalina hanno fatto registrare, in tutti i parametri analizzati, valori più elevati, mostrando dunque una maggior compromissione dello stato di salute orale. Più nel dettaglio, hanno totalizzato un tasso di perdita dei denti più alto: 14,0 rispetto a 4,1 riscontrato nel gruppo con una sola variante ALPL. Anche il punteggio DMFT e quello delle gravi malattie parodontali (PD) è risultato sostanzialmente più alto nel gruppo con due varianti. Il punteggio riferito al gruppo con una variante, infatti, aumentava solo con l'avanzare dell'età.

Uno studio utile alla diagnosi della malattia in forma tardiva

I risultati di questo studio sono utili per quantificare i rischi di malattia parodontale grave nei pazienti HPP con due varianti del gene ALPL. Tuttavia, la ricerca rappresenta un passo in avanti anche nella diffusione delle nozioni su questa malattia che può esordire anche in età adulta. Negli altri casi, infatti, le manifestazioni orodentali sono così precoci ed evidenti da compromettere la salute orale dei pazienti sin dalla più tenera età. È l'esordio più tardivo a richiedere la giusta attenzione da parte dell'odontoiatra che in alcuni casi potrebbe anche contribuire alla diagnosi della malattia.

 

Con l’ipofosfatasia aumenta il rischio di parodontite - Ultima modifica: 2023-01-16T18:00:10+00:00 da Pierluigi Altea

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