Invisalign, gli allineatori quasi invisibili

Il sistema di aligner trasparenti Invisalign è stato ideato per digitalizzare il flusso di lavoro negli studi dentistici offrendo al contempo ai pazienti una soluzione pratica, che può ridurre i tempi di trattamento ben del 50% (con il cambio settimanale delle mascherine di contro al cambio bisettimanale) senza andare ad impattare sui rapporti sociali o sulle attività quotidiane del paziete. Il sistema Invisalign, introdotto da Align Technology, è stato il protagonista dell’Align Italian Summit che si è tenuto a Torino lo scorso novembre; un’occasione per gli ortodonzisti certificati Invisalign di esplorare in dettaglio il funzionamento e le potenzialità della terapia con aligner trasparenti, che ha nella digitalizzazione e nella predicibilità due dei suoi punti di forza principali, come testimoniano il dottor Alessandro Mario Greco, ortodontista e Visiting Professor presso l’Università di Ferrara e l’Università de L’Aquila, e la dottoressa Simonetta Meuli, specialista in ortognatodonzia e Visiting Professor presso l’Università Tor Vergata di Roma e presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Un processo completamente digitalizzato

Alessandro Mario Greco, ortodontista e Visiting Professor presso l’Università di Ferrara e l’Università de L’Aquila

«L’esperienza clinica e la ricerca condivisa da alcuni dei massimi esperti italiani – racconta Greco – ci hanno fornito gli strumenti necessari per poter affrontare con assoluta predicibilità il trattamento ortodontico in pazienti in crescita, mantenendo un approccio digitale e minimamente invasivo nei piccoli pazienti, in particolare nelle Classi II con avanzamento mandibolare, approccio rivoluzionario in questo ambito».

Invisalign, infatti, non prevede solo l’utilizzo di un materiale brevettato (SmartTrack) per realizzare aligner trasparenti, rimovibili e più confortevoli, ma introduce strumenti digitalizzati che sostituiscono ogni fase del processo. A iniziare dalla diagnosi, che può essere effettuata tramite scansione intraorale 3D: lo scanner iTero sostituisce le impronte fornendo uno strumento diagnostico digitale preciso: «Assunto che l’analisi diagnostica è alla base di tutti i processi di correzione delle malocclusioni – ha spiegato Simonetta Meuli – avere una nuova visualizzazione in formato tridimensionale delle varie componenti coinvolte nel trattamento ortodontico è uno strumento nelle mani dell’ortodontista che non lascia più nulla al caso, ma tutto viene sottoposto ad attenta analisi». Un’opinione che trova conferma nelle parole di Greco: «La verifica e l’analisi più approfondita e automatica di una serie di valori diagnostici sono un valore aggiunto che ci consente una diagnosi e un piano di trattamento decisamente più precisi e completi».

Una grande predicibilità

Simonetta Meuli, specialista in ortognatodonzia e Visiting Professor presso l’Università Tor Vergata di Roma e presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Le funzionalità del sistema non si fermano qui perché grazie al software 3D ClinCheck è oggi possibile programmare e simulare ogni aspetto del trattamento ortodontico da realizzare: «La possibilità di eseguire una evoluzione del trattamento dall’inizio alla fine con estrema predicibilità e sempre in veste tridimensionale – aggiunge Meuli – è di estremo aiuto nella nostra professione in cui noi siamo i registi di movimenti scheletrici e dentali. E I risultati clinici visti nello sharing dei casi nelle varie presentazioni sono caratterizzati da una predicibilità di altissimo livello tecnologico e clinico». La possibilità di prevedere e osservare in modo virtuale i possibili sviluppi della situazione clinica permette di accostarsi in modi completamente nuovi al trattamento, soprattutto per alcune malocclusioni: «Gli allineatori, e soprattutto la pianificazione digitale, rappresentano un modo diverso di approcciare l’ortodonzia – afferma Greco. - Ragionare in maniera proattiva ci permette di poter trattare, con maggior efficacia rispetto all’approccio convenzionale, specifiche malocclusioni come l’openbite, il deepbite, le Classi II con avanzamento mandibolare, le Classi III con recupero di spazio posteriore». Un approccio – aggiunge Meuli - che gratifica anche il paziente e ne aumenta la compliance: «Uno dei vantaggi che spesso mi viene riferito è l’essere coinvolti in un progetto che possono vedere prima di intraprenderlo. Come vedere il progetto di un edificio che verrà costruito in seguito. Consapevoli del loro viaggio, affrontano tutti i giorni il loro percorso, che alla fine li vedrà vincitori perché consapevoli del loro punto di arrivo oltre che di quello di partenza».

Innovazione e ruolo del dentista

Proprio per il suo approccio altamente innovativo, il trattamento Invisalign sta suscitato un profondo interesse tra dentisti e ortodontisti. «L’intero mondo ortodontico si sta muovendo verso questo tipo di apparecchiature che prevedono un’elevata complessità nel loro utilizzo e un’immediata applicabilità allo stesso tempo» è stata la testimonianza di Meuli, che ha aggiunto: «In ogni campo delle branche mediche – e non solo – la tecnologia sta mettendo in evidenza livelli di progressione incredibili. Non si può più pensare di accontentarsi di tecnologie obsolete, bisogna continuare negli aggiornamenti non solo di nozioni e conoscenza nel nostro specifico settore, ma facendo nostri strumenti e mezzi che sono già a disposizione per ottenere trattamenti sempre più performanti, efficaci ed efficienti».

Il sistema, in ogni caso, non può – né intende – sostituire il ruolo del dentista nella diagnosi, come spiega Meuli: «Va ancora una volta messo in evidenza il concetto che l’ortodonzia è una branca medica che prevede, in quanto tale, la formulazione di un giudizio clinico frutto di analisi diagnostiche ben determinate e che, se non viene eseguito un corretto iter diagnostico, qualsiasi apparecchiatura, anche la più sofisticata, non ha un corrispondente risultato clinico positivo».

Il sistema Invisalign è stato il protagonista del recente Align Italian Summit: un’occasione per gli ortodonzisti certificati Invisalign di esplorare in dettaglio il funzionamento e le potenzialità della terapia con aligner trasparenti, che ha nella digitalizzazione e nella predicibilità due dei suoi punti di forza principali

L’esperienza dei pazienti

Il trattamento Invisalign non offre solo vantaggi clinici e operativi: l’esperienza è vissuta positivamente anche dai pazienti che apprezzano il comfort delle apparecchiature, più confortevoli da indossare e, naturalmente, il minimo impatto sull’estetica. Quest’ultimo fattore, evidenzia Meuli, si rivela particolarmente delicato per adolescenti e ragazzini: «Nella società di oggi l’apparire è purtroppo diventato un modo di essere. Per gli adolescenti, e anche per i bambini, l’estetica e il modo di essere visti dai coetanei sono un aspetto sociale importante. Queste sono apparecchiature che nella loro caratteristica essenziale riportano feedback tutti positivi perché non interferiscono con i loro rapporti sociali e con le complesse attività quotidiane». Nel caso dei pazienti in crescita – aggiunge Greco – un fattore da non trascurare è anche la «riduzione dei rischi legati a una non perfetta igiene orale, che porterebbe, in caso di un approccio convenzionale, a uno stato di maggiore infiammazione». «Purtroppo – conferma Meuli – i nostri bambini stanno cambiando la tipologia della flora batterica del cavo orale, pertanto si stanno sviluppando agenti sempre più patogeni. Questo probabilmente perché ingeriscono una quantità di carboidrati superiore rispetto alle generazioni passate. In virtù di questa considerazione, applicare apparecchiature ortodontiche fisse nelle nuove generazioni è altamente pericoloso perché si ha maggiore difficoltà a contrastare la cario-recettività e a mantenere la corretta igiene quotidiana. Applicare apparecchiature rimovibili che consentano le normali procedure quotidiane di igiene orale sono da preferire in modo assoluto».

Greco ricorda infine un altro aspetto che andrebbe portato a conoscenza de i pazienti: «A oggi, oltre a quanto espresso in precedenza, ciò che cerco di evidenziare ai miei pazienti è basato su un concetto di maggior precisione, grazie a un sistema interamente digitale che permette variazioni nell’ambito del decimo di mm, che manualmente sarebbero più complesse e richiederebbero più tempo. Inoltre, per tutti i pazienti, ma soprattutto per quelli in crescita, il beneficio numero uno è rappresentato da un apparecchio ortodontico anallergico e dalla totale assenza di metalli in bocca che convenzionalmente costituiscono un problema di non facile risoluzione».

Invisalign, gli allineatori quasi invisibili - Ultima modifica: 2019-12-19T14:17:20+00:00 da redazione
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