Il contratto di lavoro negli studi odontoiatrici: a chi versare i contributi?

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Il contratto dipendenti degli studi odontoiatrici firmato da Associazione Italiana Odontoiatri (AIO), Cifa e Confsal Fials ad aprile 2017 fa non lascia indietro nessuno. È stato infatti pensato per tutelare gli assistenti di studio e gli igienisti, ma anche gli odontoiatri, alle prime armi, o impiegati nelle società e nelle catene. L’occasione per fare il punto sul nuovo contratto e sulle prospettive future è stata quella dell’8° Congresso politico AIO che si è tenuto presso la sede ex ENPAM a Roma lo scorso 24 novembre.

Proprio in tale occasione abbiamo chiesto al presidente nazionale AIO Fausto Fiorile un chiarimento sul contratto quando applicato alla figura dell’odontoiatra, per spiegare, in particolare, in che misura il professionista dovrà versare i propri contributi all’Inps o all’Enpam.

Secondo quanto dichiarato da Pierluigi Delogu, past president AIO, che ha introdotto i lavori dell’8° Congresso, «l’Enpam è la casa comune di tutti gli odontoiatri e noi intendiamo far sì che là si indirizzino i contributi dei dentisti contrattualizzati. I contenuti della nostra attività, quale sia l’inquadramento, devono trasformarsi in contributi per l’Ente previdenziale di medici e odontoiatri. Questo non è l’ennesimo contratto, ma la strada per valorizzare la complessità del team dello studio odontoiatrico».

I punti di forza del contratto di lavoro

Il CCNL sottoscritto da AIO è il primo contratto collettivo nazionale esclusivo per il personale di studio, ovvero assistenti, igienisti dentali, collaboratori del team. È attivo da un anno e mezzo.

Il contratto presenta innovazioni estremamente importanti per il team delle cure odontoiatriche a partire dai regimi contrattuali. Tra le principali novità:

  • primo impiego: rivolto a personale privo di esperienza specifica indipendentemente dall’età, che potrà essere inquadrato nel IV livello per 24 mesi;
  • reimpiego: un regime con percorso formativo obbligatorio rivolto anche agli over 50, donne prive di contratto da 24 mesi,ecc.

Presenta inoltre misure di flessibilità vantaggiose per datore di lavoro e lavoratore ed elementi di Welfare:

  • Banca Ore: un istituto che a seconda dei periodi, di maggiore o minore intensità lavorativa, può consentire di convertire le ore di straordinario prestate in riposi compensativi;
  • adesione al Fonarcom, un fondo che consente di finanziare l’attività formativa volta ai dipendenti.

 

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