È questo il volontariato per Evangelista Giovanni Mancini, presidente di Fondazione ANDI, l’onlus nata nel 2005 da una costola dell’Associazione nazionale dentisti italiani. Ecco la sua testimonianza insieme a quella di due altri volontari che portano avanti con impegno e passione i progetti della Fondazione dedicati alla promozione della salute orale in Italia e nel mondo, a tutela dei più deboli.

 

 

In Italia, Fondazione ANDI onlus gestisce alcune strutture odontoiatriche insieme ad altre associazioni di volontariato, come l’ormai storico presidio odontoiatrico di Roma presso ACSE, l’Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi. Qui, dal 2012, la Fondazione sostiene concretamente l’ambulatorio con molti soci volontari, finanziando parte delle spese di gestione annuali, contribuendo all’acquisto di alcuni materiali di consumo e altro, come nel 2019 quando ha donato due nuove poltrone odontoiatriche. A Firenze, invece, Fondazione ANDI onlus insieme con ANDI Firenze, la Caritas Diocesana e l’Associazione Niccolò Stenone offre cure odontoiatriche a persone senza fissa dimora e in stato di estrema indigenza. Ambedue le strutture recentemente hanno subìto dei contraccolpi a causa della pandemia e sono rimaste chiuse, ma da alcuni mesi hanno ripreso a funzionare, seppur con limitazioni negli appuntamenti.

“Negli ambulatori”, spiega Evangelista Giovanni Mancini, presidente di Fondazione ANDI onlus “operiamo spesso con team multietnici che eseguono terapie di tipo conservativo (otturazioni in materiale composito e in amalgama), terapie di igiene e profilassi (ablazione del tartaro), ma anche terapie endodontiche (cure canalari) e terapie chirurgiche (estrazioni dentali). Sono eseguite inoltre operazioni di screening e prevenzione delle patologie della mucosa orale e, nonostante le condizioni di vita della maggior parte degli utenti, ci impegniamo a suggerire loro un adeguato programma di educazione e prevenzione, consegnando in prima visita spazzolino e dentifricio e dando loro opportune istruzioni di igiene orale”.

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Che cos'è per me il volontariato?

“Cos’è per me il volontariato? Sicuramente un modo per cercare di arginare ed equilibrare le troppe e intollerabili diseguaglianze di questo nostro mondo e, sinceramente, anche un sistema per contribuire a migliorare la salute di tanti. Sul piano umano qualsiasi impegno volontario in ambito sanitario è un’opportunità di crescita individuale, la possibilità di interpretare un’odontoiatria di servizio e solidale”

Evangelista Giovanni Mancini, presidente di Fondazione ANDI onlus. È presidente regionale di ANDI Lombardia. Oltre a essere titolare di studio, collabora con l’IRCCS Ortopedico Galeazzi come consulente presso l’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale. È professore a contratto presso la Scuola di specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università degli Studi di Milano e presso la UOC di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale dell’IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore.

I problemi da affrontare, i progetti in essere

Nella maggioranza dei casi, i problemi che devono affrontare gli ambulatori gestiti da Fondazione ANDI onlus sono simili a quelli di uno studio privato, con l’aggravante che “dovendoci basare esclusivamente sul lavoro volontario, in questo periodo, a volte”, fa sapere Mancini, “facciamo fatica a coprire tutti i turni. Mentre il tipo di utenza non sempre riesce a essere costante negli appuntamenti o a seguire con continuità le cure più prolungate”.

Per il resto, vengono rispettate tutte le procedure anti-Covid e questo, come negli studi privati, ha appesantito la gestione quotidiana e aumentato le spese di conduzione. “I problemi più significativi”, aggiunge Mancini, “sono, però, legati alla grande richiesta e alla equa valutazione delle liste di accesso”. Rispetto ai progetti in essere, ricopre particolare importanza quello per l’allestimento di un ambulatorio mobile odontoiatrico, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Rotary e Unilever. “È nato per offrire cure e visite di screening a soggetti fragili come bambini e anziani”, spiega Mancini, “ed è un progetto di cui sicuramente daremo ampia informazione a partire dal prossimo autunno. Inoltre, stiamo per attivare un programma di prevenzione e igiene orale nelle RSA della Liguria di Ponente”.

Le prossime sfide

“La sfida principale”, dice il presidente di Fondazione ANDI onlus, “resta sempre quella di mettere la salute orale al centro dell’attenzione di tutti. Perché il nostro compito non è solo quello di aiutare chi non riesce ad accedere a cure odontoiatriche adeguate, ma anche continuare a fare informazione e prevenzione in diversi ambiti: dai tumori orali, alle apnee notturne, dalla diffusione del concetto di bocca sana in corpo sano, all’insegnamento nelle scuole primarie delle principali regole di igiene orale e di corretti stili di vita. Dal 2019, come Fondazione ANDI, siamo entrati ufficialmente in FDI in qualità di Supporting Member e questo ci ha aperto nuovi orizzonti di collaborazione e di impegno nella diffusione di una cultura della salute della bocca. Inoltre, sul fronte interno all’Associazione, dobbiamo continuare ad accrescere, oltre ogni misura, la consapevolezza tra i soci dell’importanza di Fondazione ANDI onlus come strumento utile a dare ancora maggior dignità all’impegno dei dentisti nell’aiuto ai cittadini, ai pazienti e anche alla nostra professione”.

Il volontariato, qualcosa di più di una semplice esperienza

Giuseppe Teofili,
volontario, è consigliere di Fondazione ANDI onlus e direttore sanitario dell’ambulatorio ACSE.

“Credo che Fondazione ANDI rappresenti la più importante realtà di odontoiatria solidale presente in Italia e che, in un mondo in continuo cambiamento, poter fare esperienze in realtà multiculturali e multietniche sia uno stimolo continuo a migliorare l’approccio verso i pazienti e verso le loro problematiche, necessariamente diverse da quelle che fronteggio quotidianamente nel mio studio privato. Lavorare con e per Fondazione ANDI mi spinge a cercare nuove modalità d’intervento, a conoscere e ad affrontare situazioni diverse. In poche parole, ad applicare un metodo sempre aperto e in continua evoluzione. In ACSE, prima di questa pandemia, riuscivamo a curare circa 3.000 persone l’anno, di ben 85 Paesi diversi e questo costante interscambio fra culture differenti è davvero arricchente, anche a livello personale”.
“Purtroppo anche quest’estate non potremo organizzare missioni, ma ci stiamo preparando per l’anno prossimo. Lavorare con Fondazione ANDI, in più su un progetto all’estero, è la giusta combinazione di avventura, impegno e molteplici soddisfazioni. Muoversi in quei territori rappresenta sempre una sfida e un continuo stimolo. Lavorare nella piccola clinica di Padum, andare nelle minuscole scuole o nei monasteri di villaggi remoti per curare bambini e anziani è un’opportunità unica per mettersi continuamente in gioco, umanamente e professionalmente”.

Enrico Carlino,
odontoiatra volontario, Master di 1° livello in Salute Orale nelle comunità svantaggiate e nei Paesi a basso e medio reddito, è responsabile del progetto di cooperazione internazionale in Ladakh (India).

I bisogni di Fondazione ANDI

Sebbene la mission della Fondazione sia quella di risolvere i problemi intorno al tema della salute orale, anche Fondazione ANDI ha molteplici necessità, fa notare il presidente della onlus nata in seno ad Andi nel 2005. “Un tema importante”, dice Mancini, “è rappresentato dall’interlocuzione con le istituzioni pubbliche sanitarie non ancora adeguata ai problemi e alle necessità reali. Naturalmente, poi, i fondi non bastano mai, così come i materiali di consumo che le aziende più sensibili a volte ci donano.

Purtroppo, questa terribile pandemia ha interrotto tutte le nostre attività di cooperazione internazionale e, come dicevo sopra nel caso di ACSE, scoraggiato chi, magari, voleva iniziare ad approcciare un percorso di volontariato”.

Sul piano ancor più concreto, c’è uno strumento come il 5x1000 che non costa nulla a chi decide di devolverlo alla Fondazione che ogni anno, dice Mancini, fatica molto ad aumentare il numero delle sottoscrizioni. “Abbiamo firmato l’uno per l’altro” è il messaggio con cui quest’anno ci rivolgiamo ai nostri colleghi”, spiega Mancini, “perché scelgano di devolvere il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi per sostenere la nostra Fondazione. Fare questa scelta significa supportare i nostri progetti sociali, ma anche la nostra categoria, specialmente nei momenti difficili”.

Fondazione ANDI, infatti, utilizzerà i fondi raccolti per aiutare concretamente i dentisti che in caso di emergenze o calamità ne avessero bisogno, per cercare di istituire borse di studio per gli studenti di odontoiatria più meritevoli, per portare cure odontoiatriche ai pazienti in difficoltà, sia in Italia sia all’estero, infine per continuare a promuovere campagne di prevenzione della salute orale. Basta inserire nella casella “Sostegno del volontariato” presente nella dichiarazione dei redditi il Codice Fiscale 08571151003 e firmare.

Fondazione ANDI onlus
Nasce nel 2005 per volontà di ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani che, con gli oltre 27mila soci certificati, è l’associazione odontoiatrica maggiormente rappresentativa in Italia. Fondazione ANDI Onlus si impegna a promuovere la salute orale e garantire l’accesso alle cure per le fasce più deboli della popolazione. Grazie al lavoro dei dentisti volontari, la Fondazione realizza in Italia e nel mondo progetti di sostegno e assistenza rivolti a chi si trova in condizioni di particolare disagio fisico, economico e sociale. Svolge un’importante attività di informazione e sensibilizzazione per promuovere la cultura della prevenzione, soprattutto delle patologie orali.

Uno sguardo ai volontari di Fondazione ANDI onlus

“A parte uno zoccolo duro di volontari di lungo corso, i giovani odontoiatri sono i più entusiasti”, dice Giovanni Evangelista Mancini. “Spesso ci contattano appena laureati o in procinto di esserlo”, spiega, “ansiosi di dare una mano o partire per missioni di cooperazione internazionale”. Da loro arrivano idee, stimoli a fare di più e meglio e tanta passione per la loro futura, o appena iniziata, professione. “Da Fondazione, invece”, conclude Mancini, “ricevono l’opportunità di incominciare un percorso, una formazione specifica e la guida di volontari più esperti”.

Fondazione ANDI: un dovere di servizio verso chi ha più bisogno - Ultima modifica: 2021-09-13T17:15:58+00:00 da Pierluigi Altea

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