Etica odontoiatrica significa rispettare principi e regole professionali, ma questo potrebbe non essere sufficiente per affrontare le situazioni che caratterizzano l'odontoiatria contemporanea. È la riflessione proposta da Carlos S. Smith, del Department of Dental Public Health and Policy della Virginia Commonwealth University, negli Stati Uniti. L'autore invita a superare una concezione dell'etica basata prevalentemente sull'applicazione di principi astratti e propone un modello nel quale assumono maggiore importanza la relazione con il paziente, il contesto sociale, la fiducia e le condizioni nelle quali vengono realmente erogate le cure.

Etica odontoiatrica, dai principi alla relazione

L'etica odontoiatrica tradizionale si fonda su principi ormai consolidati. Tra questi rientrano autonomia, beneficenza, non maleficenza, giustizia e veridicità. Sono riferimenti essenziali per orientare il comportamento professionale e tutelare il paziente. Il problema, secondo Smith, nasce quando questi principi vengono considerati separatamente dalla realtà nella quale opera il professionista. L'odontoiatria è infatti cambiata. Nuovi modelli organizzativi, grandi strutture, pressioni economiche e obiettivi di produttività possono creare situazioni nelle quali il dentista deve conciliare le esigenze del paziente con quelle dell'organizzazione. Anche le disuguaglianze nell'accesso alle cure e le condizioni sociali ed economiche dei pazienti possono condizionare le decisioni. L'etica odontoiatrica, sostiene l'autore, deve riuscire a tenere conto anche di questi elementi.

Che cos'è l'etica relazionale

La proposta prende il nome di “relational ethics”, cioè etica relazionale. In questo modello, l'etica non rappresenta soltanto un insieme di principi che il professionista deve applicare. Nasce anche dalle relazioni che si creano tra odontoiatri, pazienti, collaboratori, istituzioni e comunità. Fiducia e reciprocità acquistano quindi un ruolo centrale. Lo stesso vale per la capacità di comprendere il contesto nel quale si trova il paziente. L'etica odontoiatrica diventa così qualcosa che si realizza concretamente durante l'incontro clinico. La decisione corretta non dipende soltanto dal trattamento indicato, ma anche dal modo in cui quella decisione viene costruita insieme alla persona.

Etica odontoiatrica e rifiuto delle cure

L'autore utilizza alcuni scenari clinici per mostrare la differenza tra i due approcci. Il primo riguarda un paziente con una grave malattia parodontale al quale vengono consigliate diverse estrazioni. Il paziente rifiuta. Un'applicazione essenziale dei principi dell'etica odontoiatrica porterebbe il professionista a spiegare rischi e benefici, verificare la comprensione delle informazioni e rispettare l'autonomia del paziente, documentandone il rifiuto. L'etica relazionale aggiunge però una domanda: perché quella persona non vuole sottoporsi alle estrazioni? Nello scenario proposto dall'autore emergono precedenti esperienze odontoiatriche traumatiche e una storia familiare segnata da cure vissute come coercitive. Il rifiuto non rappresenta più soltanto una decisione da registrare nella cartella clinica. Diventa il risultato di un'esperienza che condiziona la fiducia verso il dentista. Il professionista può allora procedere gradualmente, iniziando eventualmente con trattamenti non invasivi e costruendo nel tempo un rapporto che permetta di arrivare a una decisione condivisa.

Estrarre un dente perché costa meno?

Un secondo esempio porta l'etica odontoiatrica direttamente nella scelta terapeutica. Uno studente osserva un docente proporre l'estrazione di un elemento dentale che potrebbe essere restaurato. La motivazione è apparentemente pragmatica: estrarre il dente costa meno, richiede meno tempo e il paziente ha poche risorse economiche. Si presume inoltre che difficilmente riuscirà a mantenere il restauro nel tempo. Per Smith il problema non riguarda soltanto la scelta tra estrazione e terapia conservativa. Riguarda il presupposto sul quale viene presa la decisione. Il rischio è stabilire anticipatamente quale trattamento meriti un paziente sulla base delle sue condizioni socioeconomiche, limitandone di fatto la possibilità di partecipare alla scelta. L'etica odontoiatrica relazionale richiede invece di spiegare apertamente possibilità e limiti, discutere le alternative e conoscere preferenze e obiettivi della persona prima di decidere.

Etica odontoiatrica e barriere linguistiche

Un altro scenario riguarda una paziente che non parla fluentemente la lingua del dentista e arriva nello studio accompagnata dalla figlia, che assume informalmente il ruolo di interprete. Il professionista deve ottenere il consenso per un intervento parodontale. Ha poco tempo e affida alla figlia la traduzione delle informazioni. La paziente sembra acconsentire, ma successivamente manifesta paura e confusione e non si presenta all'appuntamento. Da un punto di vista formale, il consenso potrebbe sembrare acquisito. Secondo l'etica odontoiatrica relazionale, invece, bisogna domandarsi se siano state realmente create le condizioni necessarie perché la paziente potesse comprendere. La soluzione proposta passa anche attraverso il ricorso a un interprete qualificato. L'obiettivo non è soltanto trasferire correttamente le informazioni, ma permettere alla persona di partecipare consapevolmente alle decisioni sulla propria salute.

Quando la produttività condiziona il dentista

Smith affronta anche un aspetto particolarmente attuale: le pressioni legate alla produttività. In un sistema ad alto volume di prestazioni, obiettivi economici, tempi ridotti e necessità di contenere i costi possono entrare in conflitto con le esigenze dei professionisti e dei pazienti. L'autore non sostiene che produttività ed etica odontoiatrica siano incompatibili. Il problema nasce quando gli obiettivi organizzativi diventano predominanti e finiscono per modificare le decisioni cliniche o la qualità delle relazioni all'interno del team. L'etica relazionale allarga infatti il campo anche ai rapporti tra colleghi e collaboratori. Un ambiente professionale rispettoso delle esigenze di chi vi lavora contribuisce, secondo questa prospettiva, anche alla qualità dell'assistenza offerta ai pazienti.

Etica odontoiatrica, un modello per decidere

L'articolo non si limita alla riflessione teorica. Smith propone un modello decisionale di etica odontoiatrica relazionale pensato per studenti, professionisti e istituzioni. Il modello invita a considerare non soltanto il problema clinico, ma anche il contesto dell'incontro. Occorre ascoltare l'esperienza del paziente, riconoscere eventuali squilibri nelle relazioni e individuare i fattori sociali e organizzativi che possono influenzare la decisione. Professionista e paziente possono quindi costruire insieme le possibili soluzioni, valutandone anche le conseguenze sul piano dell'equità e della fiducia. Non si tratta, precisa l'autore, di una nuova checklist da applicare meccanicamente. È piuttosto uno strumento di riflessione che sposta l'attenzione dalle sole regole alla relazione nella quale nasce la decisione clinica.

Dalla teoria alla pratica quotidiana

L'articolo, pubblicato su Frontiers in Dental Medicine, propone quindi un modello teorico-pratico che dovrà essere ulteriormente valutato e sviluppato attraverso la ricerca. Il messaggio centrale riguarda però direttamente la pratica quotidiana. L'etica odontoiatrica non dovrebbe esaurirsi nel rispetto formale di principi e codici professionali. Autonomia, beneficenza, non maleficenza, giustizia e veridicità restano fondamentali, ma devono confrontarsi con persone che hanno storie, possibilità economiche, paure e aspettative differenti. In questa prospettiva, una buona etica odontoiatrica non si misura soltanto dalla correttezza della decisione clinica. Perché conta anche il percorso attraverso il quale odontoiatra e paziente arrivano a quella decisione. Ascolto, fiducia, trasparenza e partecipazione diventano così parte integrante della qualità della cura.

Etica odontoiatrica: la proposta di un modello decisionale - Ultima modifica: 2026-09-02T09:18:09+02:00 da Pierluigi Altea
Etica odontoiatrica: la proposta di un modello decisionale - Ultima modifica: 2026-09-02T09:18:09+02:00 da Pierluigi Altea