Enpam, nuove risorse da destinare ai liberi professionisti in difficoltà

Gianpiero Malagnino, vicepresidente vicario Enpam

Le società operanti nel settore odontoiatrico dovranno versare un contributo pari allo 0,5% del fatturato annuo alla gestione “Quota B” del Fondo di previdenza generale dell’Ente di previdenza e assistenza dei medici e dei dentisti entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello della chiusura dell’esercizio. È una delle novità contenute nella legge di Bilancio 2018: le società che erogano servizi di cura in ambito odontoiatrico, dunque, dovranno versare all’Enpam entro il 30 settembre del 2019 lo 0,5% del fatturato prodotto nel corso di quest’anno. Le nuove risorse disponibili offriranno all’Ente la possibilità di erogare nuove prestazioni, come spiega Gianpiero Malagnino, vicepresidente vicario dell’Ente di previdenza e assistenza dei medici e dei dentisti.

Dottor Malagnino in proporzione, la novità ha creato più malcontento tra le società operanti nel settore odontoiatrico o soddisfazione tra i liberi professionisti?

Sono convinto che la novità della norma stia non tanto nell’entità della contribuzione, quanto nel principio che il legislatore sembra aver, per la prima volta e parzialmente, adottato: la creazione di valore in campo professionale, in qualsiasi forma effettuato, deve contribuire alla previdenza della professione interessata. Infatti lo prevede anche per le società di farmacie. E non a caso sono le due professioni che con il decreto concorrenza possono essere esercitate in forma societaria. Detto questo, non credo che sia una vittoria dei professionisti e una sconfitta delle società proprio perché è l’affermazione di un principio. Mi rendo, però, conto che le “società” non sono certamente contente e che, probabilmente, cercheranno di resistere. Come anche le Srl di proprietà di iscritti all’Albo. I professionisti sono anche loro preoccupati per la possibile applicazione della norma anche alle Stp (Società tra professionisti). Quindi una norma nuova e innovativa, anche se valutata positivamente, crea sempre qualche dubbio e perplessità sull’applicazione. Io sono molto soddisfatto soprattutto per il principio che il legislatore sembra aver adottato e che mi auguro che anche il nuovo Parlamento voglia farlo proprio e andare avanti nella sua applicazione.

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Come utilizzare le nuove risorse sarà deciso dalla Consulta della libera professione e dal Consiglio di amministrazione di Enpam, tuttavia, come lei stesso ha dichiarato, potrebbero essere indirizzate alla costruzione di un Welfare più moderno e inclusivo per i liberi professionisti: potrebbe farmi un esempio di come lo immagina?

I liberi professionisti, dopo 10 anni di crisi, non sono più autosufficienti come prima, spesso non hanno più un reddito che consenta loro di affrontare con serenità periodi di non lavoro o di difficoltà. Non è più semplice iniziare una attività autonoma per le spese che comporta l’apertura di uno studio o avere la sicurezza di continuità di lavoro. Molto stiamo facendo come Enpam (mutuo per l’acquisto della prima casa o dello studio, sostegno al reddito dal 31esimo giorno fino a 2 anni in caso di malattia che renda inabili al lavoro, deliberato dal Cda è in attesa di autorizzazione ministeriale, un sostegno economico alla genitorialità). Con quelle risorse in più potremmo migliorare queste prestazioni e dare maggiori tutele in caso di malattia o di mancanza di lavoro o di avvio al lavoro. Certamente queste decisioni andranno prese d’intesa con tutta la categoria.

Per concludere, da tempo il settore dentale ‒ ma anche Enpam ‒ chiede un provvedimento quadro che tuteli sia i cittadini sia i professionisti: a suo avviso, quali elementi dovrebbe contenere?

Come Enpam, la cosa che mi interessa di più è un chiarimento organico sull’esercizio della professione: a mio modo di vedere bisogna escludere che soggetti non iscritti all’Ordine possano esercitare l’odontoiatria, una professione sanitaria la cui attività, in quanto tale, è normata dalla Costituzione. L’iscrizione all’Ordine obbliga al rispetto del codice deontologico che tutela i cittadini e obbliga gli iscritti a un comportamento professionale, e non solo, mirato alla difesa della salute e al rispetto del paziente e, più in generale, del cittadino. Altri argomenti, che interessano meno la previdenza, sono il modello di assistenza odontoiatrica e il ruolo della sanità pubblica (quali sono le prestazioni odontoiatriche che il Ssn deve garantire e a chi), facilitazioni fiscali importanti per chi paga di tasca propria, semplificazioni e chiarezza per l’autorizzazione all’apertura dello studio e, ma questo è comune a tutti, rendere meno burocratica la gestione dello studio e della professione in generale.

Enpam, nuove risorse da destinare ai liberi professionisti in difficoltà - Ultima modifica: 2018-01-25T16:08:20+00:00 da redazione

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