Il minerale triossido aggregato (MTA) gode da anni di una fama di materiale quasi “miracoloso” nel trattamento delle perforazioni canalari. Tale fama verrà confermata dalla revisione sistematica di studi istologici su modello animale, che ne ha valutato l’efficacia nella sede forse più rischiosa, quella della forcazione?

Le perforazioni accidentali rappresentano fino al 29% delle complicanze iatrogene associate a trattamento canalare. Una perforazione della forcazione, nello specifico, si definisce come una patologica comunicazione fra il sistema dei canali radicolari e la superficie esterna del dente nella regione interradicolare dei denti multiradicolati.

Una perforazione della forcazione può determinare reazioni infiammatorie che interessano il tessuto parodontale, con formazione di tessuto di granulazione, predisponendo alla perdita di osso alveolare e, in definitiva, concorrere alla perdita del dente.

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Pur trattandosi evidentemente di una condizione ad alto rischio, sono contemplate alcune procedure terapeutiche di salvataggio. In prima battuta, si tenderà a preferire le opzioni non chirurgiche, le quali, stando alla letteratura, permettono di risolvere positivamente il 70% delle perforazioni canalari.

Tra i fattori indipendenti dal paziente che concorrono al successo della terapia, la scelta del materiale presenta senza dubbio un ruolo preminente. In questo senso, il minerale triossido aggregato (MTA) è stato il primo silicato calcico comparso sul mercato e, per bcompatibilità e attività biologiche, si è guadagnato il ruolo di punto di riferimento, a dispetto di alcune criticità – difficoltà di manipolazione, setting time prolungato, comportamento in ambiente umido, scarsa radiopacità, discolorazione a contatto con NaClO.

Al MTA si sono aggiunti, con il tempo, altri materiali della stessa classe, come ad esempio biodentina e bioaggregato. A questi va poi aggiunta la serie di materiali, a diverso pattern di attività, proposti per lo stesso impiego clinico.

Rilevando la necessità di evidenze solide a livello di valutazione istologica, un gruppo di ricercatori brasiliani ha condotto una revisione sistematica di studi su modello animale, la quale è stata recentemente pubblicata sull’International Endodontic Journal.

La ricerca ha coinvolto le banche dati EMBASE, PubMed, Scopus e Web of Science, aggiornate al 2 settembre 2020. Partendo da una base di quasi 1500 report, al netto dei doppioni, gli autori hanno selezionato 54 lavori per l’analisi dell’abstract e, di questi, 20 per la valutazione del full text e, in seguito, per l’analisi quantitativa.

La maggior parte dei lavori (17) è stata condotta su modello canino, i rimanenti 3 su modello murino. Gli autori hanno riscontrato una qualità generalmente bassa e un’elevata eteroigenità biologica. Ciò nonostante, hanno potuto ricavare alcune interessanti indicazioni.

I materiali più frequentemente posti a confronto sono stati proprio MTA e biodentina. Questi hanno, in primo luogo, dimostrato di essere in grado di contenere la risposta infiammatoria sopra descritta.

In tutti gli studi è stata riscontrata la formazione di tessuto mineralizzato. La risposta del MTA, in tal senso, è stata equivalente o superiore rispetto a quella di tutti gli altri materiali messi a confronto.

Le evidenze riscontrate, dunque, depongono positivamente per l’impiego del MTA nel trattamento di perforazioni della forca interradicolare. Nel prossimo futuro queste necessiteranno della legittimazione scientifica degli studi clinici.

Riferimenti bibliografici su MTA

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34418122/

Efficacia del MTA nel trattamento delle perforazioni della forcazione - Ultima modifica: 2021-08-26T06:03:59+00:00 da redazione

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