Dove si sta indirizzando la ricerca su “laser e odontoiatria”?

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Paolo Vescovi

Lo abbiamo chiesto a Paolo Vescovi, direttore del Reparto di Patologia e Chirurgia Orale Laser presso il Centro Universitario di Odontoiatria dell’Università degli Studi di Parma, nonché presidente nazionale di SILO, la Società Italiana di Laser in Odontostomatologia.

 

Digitando su Google “laser in dentistry” compaiono sul Web quasi otto milioni di voci, inclusi migliaia di articoli scientifici pubblicati sulle maggiori riviste di medicina, chirurgia e biologia con diffusione mondiale. «Per avere un’idea dello stato della ricerca scientifica in questo settore», suggerisce Paolo Vescovi, direttore del Reparto di Patologia e Chirurgia orale Laser presso il Centro Universitario di Odontoiatria dell’Università degli Studi di Parma, nonché presidente nazionale SILO (Società Italiana di Laser in Odontostomatologia), «possiamo analizzare i 666 studi internazionali più recenti, comparsi su PubMed nell’anno appena trascorso. La maggioranza delle ricerche è inerente all’impiego del laser a bassa energia e sull’azione biologica delle diverse lunghezze d’onda».

Biostimolazione laser, un campo in pieno sviluppo

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«Sarebbe più corretto parlare di biomodulazione», precisa Vescovi, «in quanto il laser può comportare anche effetti inibitori e non solo stimolanti. La riparazione di difetti mucosi e ossei, e l’azione sull’apparato vascolare e nervoso sono effetti documentati da ricerche che dimostrano l’azione di diverse lunghezze d’onda su cheratinociti, fibroblasti, osteoblasti, cellule endoteliali e mesenchimali.

L’azione battericida e decontaminante del laser è stata ampiamente dimostrata in letteratura sui principali patogeni. «Le ricerche nel campo della PDT (terapia fotodinamica) attraverso la reazione del raggio laser e di sostanze fotosensibili», spiega Vescovi, «hanno permesso di neutralizzare biofilm complessi di microrganismi, con la possibilità futura di ridurre la somministrazione di farmaci antibatterici e di gestire infezioni resistenti agli antibiotici».

Gli effetti del laser

«L’azione del fascio laser sui tessuti vascolari e nervosi», spiega Vescovi, «trova già da diverso tempo un’indicazione nella gestione delle patologie dolorose delle mucose orali (afte, ulcerazioni traumatiche, herpes, fasi post-chirurgiche), muscolari o articolari. Attualmente sono disponibili in commercio dei dispositivi laser a bassa potenza at home che il paziente può gestire a domicilio su indicazioni del clinico. I disagi conseguenti alla chirurgia orale (dolore ed edema) sono più contenuti negli interventi effettuati con il laser rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali e comunque la biostimolazione laser nel periodo post-operatorio migliora la qualità di vita». A questo proposito, fa sapere Vescovi, la SILO (Società Italiana di Laser in Odontostomatologia) sta realizzando uno studio multicentrico randomizzato sugli effetti della LLLT (Low Level Laser Therapy) successivamente alle estrazioni dei terzi molari.

«L’azione battericida e decontaminante del laser, invece, dimostrata ampiamente in letteratura», prosegue Vescovi, «rappresenta un importante supporto nella terapia parodontale ed endodontica. Con la realizzazione di laser sempre più efficienti nell’ablazione dei tessuti duri (osso, smalto, dentina) a impulsi brevissimi, l’eliminazione o comunque la riduzione dell’anestesia locale è diventata una effettiva realtà per interventi di chirurgia orale e in odontoiatria conservativa, e potrebbe configurare una potenziale progressiva sostituzione dei tradizionali strumenti rotanti».

Cosmesi e rigenerazione tissutale

Negli anni più recenti, con l’espansione dell’interesse dell’odontoiatria nel campo cosmetico, si sono diffuse particolari applicazioni del laser anche in questo settore. «Oltre allo sbiancamento dentale, al dentista vengono sempre più richiesti la gestione dell’estetica labiale e della cute periorale», dice Vescovi, «ma il laser può essere utilizzato con successo anche per il resurfacing, la gestione delle rughe e degli inestetismi cutanei. Infine, la combinazione tra biomateriali, emocomponenti, cellule staminali e l’azione della biomodulazione del fascio laser, potrà senza dubbio rappresentare il futuro della rigenerazione tissutale nei differenti campi dell’odontostomatologia».

Leggi anche l’inchiesta su Il Dentista Moderno, febbraio 2017

Dove si sta indirizzando la ricerca su “laser e odontoiatria”? - Ultima modifica: 2017-02-06T17:21:30+00:00 da redazione

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