Determinare in fase preoperatoria la gravità dei sintomi post-estrazione del terzo molare

DM_IL DENTISTA MODERNO_terzo molare_dente del giudizio

La chirurgia del terzo molare rappresenta uno degli interventi più comuni della pratica odontoiatrica e, per questo, si trova a essere gravata da un impatto importante in termini di morbilità per il paziente. Gravità dei sintomi postoperatori e complicanze, però, sono soggetti anche alla variabilità delle condizioni, morfologiche e cliniche, che si trovano a monte del trattamento stesso. I possibili fattori descritti in letteratura, in realtà, sono assai eterogenei: poterli incrociare sarebbe utile per fornire un approccio individualizzato e sicuro al singolo paziente, partendo dal presupposto che chi riporta sintomi più severi dovrebbe essere trattato più precocemente.

L’impiego di nomogrammi costituisce un’opzione efficace, in ambito medico, proprio nella visualizzazione di modelli a più variabili a fini predittivi. Un nomogramma è un grafico che, combinando dati diversi, permette di predire il decorso di un paziente. Un esempio è il nomogramma di Rumack-Matthew, il quale, combinando la concentrazione plasmatica di paracetamolo con il tempo trascorso dall'assunzione acuta del farmaco, permette di valutare il rischio di epatotossicità.

Recentemente, un gruppo di lavoro attivo presso la Medical University di TianJin, in Cina, si è proposto di validare, appunto, uno strumento di questo tipo, in grado di definire, subito dopo l’intervento, la severità di eventuali sintomi postoperatori nella chirurgia del terzo molare.
Gli autori hanno impostato uno studio prospettico di coorte, i cui risultati sono stati da poco pubblicati su Journal of Oral and Maxillofacial Surgery.

Quali sintomi quando si toglie un terzo molare?

Lo studio ha incluso un totale di 321 pazienti sottoposti a estrazione di terzo molare inferiore: il 74.5% era di sesso femminile e il 59.2% aveva più di 25 anni. La durata media dell’intervento è risultata di 14.8 minuti (da 8.3 a 22.1).

Le variabili combinate nel nomogramma sono state categorizzate come fattori demografici, anatomici, radiografici od operativi.
I primi includono sesso, età, indice di massa corporea (BMI) e abitudine al fumo. Tra i fattori anatomici è stato incluso esclusivamente il grado di apertura della bocca. Radiograficamente, sono stati considerati sia il grado di Winter sia quello di Pell & Gregory (il 56.4% del campione rientrava nella classe II), oltre a variabili intrinseche del dente, come numero delle radici, morfologia (conica, sferica, con biforcazione) e curvatura radicolari. Infine, tra gli operativi sono stati inseriti fattori sia paziente che operatore dipendenti: storia di pericoronite (e sintomi a essa correlati), tipo di procedura, durata della stessa, anni di esperienza clinica. Ciascuna di queste variabili ha un proprio rischio intrinseco: un’inclusione di classe III di Pell & Gregory sarà più a rischio di una classe I, un clinico con meno esperienza più di uno più esperto e così via.
Va osservato come il protocollo operativo adottato sia stato uguale per ciascun paziente.
Combinando tutte le variabili, il nomogramma definiva un punteggio di rischio crescente, da 0 a 300.

L’outcome primario valutato è rappresentato dalla severità della sintomatologia postoperatoria, misurata attraverso il Postoperative Symptom Severity (PoSSe) scale questionnaire, raccolto sempre a 7 giorni dalla chirurgia, all’atto della rimozione della sutura. I pazienti sono stati valutati, alla fine, come a basso o alto rischio.
L’area sottesa dalla curva ha mostrato buona validazione e il nomogramma è stato giudicato ben calibrato.

In conclusione, lo studio, pur gravato da talune limitazioni, è riuscito a costruire un nomogramma valido e ripetibile. Poter riconoscere, in fase postoperatoria immediata, i soggetti maggiormente esposti a sintomi severi, non ha solo valenza scientifica, ma anche clinica. Permetterebbe al chirurgo orale un approccio intercettivo più efficace nella chirurgia del terzo molare inferiore, tramite la somministrazione di una profilassi antinfiammatoria (ed eventualmente antibiotica) mirata.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32151651/

Determinare in fase preoperatoria la gravità dei sintomi post-estrazione del terzo molare - Ultima modifica: 2020-07-09T07:05:33+00:00 da redazione
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