Ceramiche densamente sinterizzate

1. Classificazione delle principali tipologie di ceramiche disponibili per la realizzazione di restauri metal-free e loro sensibilità all’azione dell’acido fluoridrico (HF).
Riassunto

Il successo clinico di restauri in ceramica integrale dipende da numerose variabili; tra queste, una corretta cementazione adesiva promuove la ritenzione del manufatto: un legame valido e duraturo all’interfaccia tra il cemento composito e la ceramica è auspicabile. In questo studio si è valutata l’influenza della sabbiatura sull’adesione, assistita da primer funzionale, di un cemento composito estetico a ceramiche densamente sinterizzate (zirconia e allumina). Dopo la preparazione dei campioni, l’interfaccia adesiva è stata analizzata con test di resistenza al taglio (SBS test) e visualizzazione al microscopio ottico. Indipendentemente dal trattamento di superficie (p = 0,7191), elevati valori adesione (controllo: 19,44 ± 5,11 MPa; abrasione: 18,68 ± 4,19 MPa) sono stati ottenuti per la ceramica in biossido di zirconio. Nel caso dell’allumina, l’irruvidimento meccanico ha contribuito positivamente (p (0,05) all’interazione del monomero fosfato funzionale (10-MDP) con la ceramica, permettendo di raggiungere legami più affidabili (23,31 ± 9,35 MPa) rispetto ai controlli (16,14 ± 4,56 MPa).

Summary

Densely sintered ceramics: effect of surface treatment on the adhesion of a composite resin cement

The clinical outcome of resin-bonded all-ceramic restoration is affected, among other factors, by the adhesive cementation procedure: in order to promote retention of the prosthesis, a reliable bond at the cement-ceramic interface is desirable. This study assessed the influence of alumina-blasting surface conditioning on the shear bond strength of a dual-cured resin luting agent to high-strength ceramics (based on zirconia and alumina), with the cementation process performed using an MDP-based ceramic primer. Following specimens preparation, cement-ceramic interface was analyzed: shear bond strength (SBS) was evaluated using a universal testing machine; mode of failure was checked using an optical light microscope. Regardless the surface treatment (p = 0.7191), high bond strength values were found for zirconia group (control: 19.44 ± 5.11 MPa; air-abrasion: 18.68 ± 4.19 MPa). For alumina specimens, a positive combined effect (p (0.05) of sandblasting and ceramic primer application produced highest shear bond strength values (23.31 ± 9.35 MPa).

• Dino Re
• Davide Augusti
• Gabriele Augusti
Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Scienze Chirurgiche Ricostruttive e Diagnostiche,
Direttore: professor Franco Santoro

I restauri protesici in ceramica integrale costituiscono un importante presidio terapeutico per la realizzazione di riabilitazioni orali a elevato valore estetico1,2: l’interfaccia sfumata tra le strutture biologiche e quelle artificiali si estrinseca in confini invisibili all’osservatore. Lo spettro dei materiali utilizzabili per la realizzazione di manufatti privi di metallo racchiude le ceramiche prevalentemente vetrose (feldspatiche, rinforzate con leucite, al disilicato di litio) e quelle ad alta resistenza, caratterizzate da un elevato contenuto cristallino (biossido di alluminio e zirconia)3; queste ultime possono essere sviluppate per mezzo di processi CAD/CAM (strutture finali densamente sinterizzate) oppure infiltrate con basse percentuali di vetro al lantanio per migliorarne le proprietà ottiche (tecnica di laboratorio slip-casting).

Pubblicità

Le ceramiche densamente sinterizzate sono dotate di favorevoli caratteristiche fisicomeccaniche (alta resistenza alla flessione e tenacità alla rottura) e trovano indicazione nella progettazione di sottostrutture protesiche interessate a intensi carichi masticatori. Una classificazione esemplificativa dei materiali ceramici oggi disponibili è proposta in figura 1. La cementazione adesiva si è dimostrata indispensabile nell’incrementare la resistenza alla frattura e la sopravvivenza nel tempo dei restauri in ceramica vetrosa, per mezzo di un meccanismo di rinforzo del cemento composito sulla struttura sovrastante4; anche per le ceramiche a elevata resistenza, l’utilizzo di materiali resinosi in abbinamento alle tecniche adesive è raccomandato, qualora le geometrie di preparazione siano sfavorevoli (forme di ritenzione e stabilità compromesse), oltre che per migliorare il sigillo marginale e limitare la microinfiltrazione5.

Per queste ragioni, il successo clinico del restauro dipende anche da una corretta scelta del cemento. L’adesione dei cementi o delle resine composite alle ceramiche feldspatiche è di norma ottenuta per mezzo della mordenzatura con acido fluoridrico (HF), seguita da silanizzazione; questo processo consente di alterare la topografia di superficie del substrato, esponendo particelle di silice e creando irregolarità favorevoli per un legame micromeccanico6. Il silano, molecola bivalente, realizza una connessione chimica tra la silice esposta e i gruppi metacrilato della resina. Al contrario, questo trattamento di superficie è inefficace per le ceramiche a elevato contenuto cristallino, più compatte e meno suscettibili alla frattura, ma acidoresistenti a causa della composizione essenzialmente priva di silice7,8; metodiche di condizionamento alternative, in particolare la sabbiatura e i trattamenti tribochimici9, sono state quindi impiegate per questa specifica tipologia di materiali particolarmente inerti (caratterizzati da bassa energia di superficie e scarsa bagnabilità)10.

In letteratura non c’è ancora accordo in merito al trattamento di superficie ideale per le ceramiche densamente sinterizzate, a causa della diversità topografica intrinseca dei materiali commercialmente disponibili11 (relativa a processi differenti di produzione) e degli eventuali danni strutturali derivanti da alcuni condizionamenti. I cementi resinosi che includono nella composizione chimica un monomero fosfato funzionale (in particolare, 10-MDP) hanno mostrato legami adesivi affidabili, sia immediati sia duraturi, dopo invecchiamento con termocicli, al biossido di zirconio12-14.

I cementi compositi estetici attuali (duali o foto), a eccezione di quelli universali auto-aderenti, sono accoppiati a un sistema adesivo per ottenere il legame ai tessuti dentali e a un agente funzionale per il trattamento di superficie dell’interfaccia ceramica. Le informazioni disponibili in letteratura, riguardanti i primer funzionali per ceramiche altamente sinterizzate (zirconia e allumina), sono ancora limitate15,16. L’obiettivo del presente studio è stato quello di valutare gli effetti del processo di sabbiatura sull’adesione di un cemento composito duale estetico a due differenti materiali policristallini ad alta densità, con l’ausilio di un primer funzionale dedicato; è testata l’ipotesi nulla che il trattamento di superficie non influenzi il legame tra il cemento e il substrato ceramico.

Continua ...

Materiali e metodi

Preparazione dei campioni
Per condurre la presente sperimentazione, 40 blocchetti di forma cubica (approssimativamente 10 mm per lato) costituiti da ceramica densamente sinterizzata sono stati selezionati ed equamente suddivisi: venti in biossido di zirconio (In-Ceram YZ, VITA Zahnfabrik) (YZ) e venti in biossido di alluminio (In-Ceram AL, VITA Zahnfabrik) (AL). All’interno di ciascun gruppo, dieci campioni sono serviti da controllo: senza applicare alcun trattamento, la superficie di cementazione è rimasta inalterata e topograficamente corrispondente, in questo modo, al solo processo di fabbricazione.

I restanti dieci campioni sono stati sabbiati con i seguenti parametri: particelle di ossido di alluminio (Al2O3) di granulometria 110 μm; pressione di erogazione: 2,8 bar; distanza del puntale dal blocchetto: 10 mm, perpendicolarmente alla superficie; tempo: venti secondi. I campioni sono stati tutti preparati da un singolo operatore. Per lo svolgimento dei test di taglio, sono stati realizzati cilindri di resina composita ottenuti mediante stratificazione del materiale (resina microibrida Venus®, Heraeus Kulzer) all’interno di rondelle metalliche standardizzate (figura 2A) di diametro 4 mm e altezza 2 mm. Il composito è stato fotopolimerizzato per un tempo di 40s a intensità di illuminazione costante (600mW/cm2). L’area di adesione è stata demarcata per mezzo di dischi adesivi in polietilene, dotati di foro centrale dello stesso diametro delle rondelle (4 mm).

Procedura di cementazione
La superficie di cementazione è stata dapprima detersa per mezzo dell’azione di acido ortofosforico (H3PO4) per 10s; successivamente, il primer dedicato (Clearfil® Ceramic Primer, Kuraray Medical Inc.) contenente 10-MDP è stato applicato a tutti i blocchetti in ceramica e soffiato con siringa ad aria (per 5s) al fine di permettere l’evaporazione del solvente (etanolo) (figura 2B). Clearfil® Esthetic Cement (Kuraray Medical Inc.) è stato quindi utilizzato, secondo le prescrizioni della Casa produttrice, per la cementazione: dopo il posizionamento di un sottile film di materiale tra il cilindro di resina e la superficie dei blocchetti in ceramica, è stata applicata una pressione standardizzata e costante (forza di 40N), utilizzando un morsetto dedicato (facilitazione dello scorrimento e assottigliamento del cemento).

Dopo un’iniziale fase di autopolimerizzazione e l’eliminazione degli eccessi di cemento, i blocchi sono stati irradiati con luce fotopolimerizzante (2 cicli da 40 secondi), assicurando la completa conversione dei monomeri resinosi. Le composizioni chimiche del cemento utilizzato e del suo corrispettivo primer sono elencate in tabella 1. Tutti i campioni cementati (figura 2C) sono stati conservati in soluzione fisiologica a una temperatura di 37 °C per 7 giorni.

2. Preparazione dei campioni: A) riempimento delle rondelle di composito; B) decontaminazione dei blocchi in ceramica densamente sinterizzata e successiva applicazione del primer che conferisce un aspetto opaco alla superficie; C) campione pronto per essere sottoposto al test SBS (shear bond
strength test).

SBS Test e analisi statistica
Terminato il periodo di conservazione, la forza di adesione del cemento alla ceramica è stata valutata attraverso un test di resistenza al taglio (shear bond strength test, SBS), condotto utilizzando una macchina universale (Instron machine), con velocità di discesa della lama di 0,5 mm/min. Le misure, effettuate elettronicamente al distacco della porzione rondella-composito, sono state registrate in N e convertite in MPa. Per processare i dati ottenuti si è utilizzato il software SPSS® 17 (Mac OS X). Calcolate le medie dei campioni e le deviazioni standard, è stata condotta l’analisi della varianza (ANOVA, livello di significatività: p = 0,05) per l’identificazione delle differenze tra i due gruppi di studio.

Analisi dei distacchi
Per ciascun campione è stata eseguita un’analisi dell’interfaccia mediante stereomicroscopio (Leica mz12, Weitzlar, Germania), utilizzato a un ingrandimento di 25x, per distinguere i distacchi adesivi dalle fratture coesive.

Risultati

Una rappresentazione grafica dei risultati è proposta in figura 3; medie, deviazioni standard e test ANOVA sono elencati nelle tabelle 2 e 3. Per il gruppo YZ non è stata individuata alcuna differenza statisticamente significativa tra i due trattamenti di superficie; tuttavia, nei controlli si sono ottenuti valori medi di adesione lievemente superiori (19,44 ± 5,11 MPa) rispetto alla sabbiatura (18,68 ± 4,19 MPa), conservando una dispersione simile dei risultati. In entrambi i casi, per il biossido di zirconio, la forza del legame adesivo si è rivelata soddisfacente.

Al contrario, nel gruppo AL, la comparazione tra il trattamento di abrasione e i controlli ha evidenziato differenze statisticamente significative (p = 0,0430); all’interno del sottogruppo che ha ricevuto la sabbiatura si sono registrati i valori di resistenza al taglio più elevati della presente indagine, sia assoluto (40,07 MPa) sia medio (23,31 ± 9,35 MPa), quest’ultimo associato a una elevata deviazione standard. Per il biossido di alluminio, il sottogruppo controllo ha restituito i valori più bassi. L’analisi allo stereomicroscopio ha permesso di osservare una prevalenza di distacchi misti (adesivi puri o coesivi nello spessore del materiale da cementazione).

Continua ...

Discussione

La sabbiatura, come dimostrato da osservazioni al SEM, è un condizionamento ablativo che determina un aumento significativamente apprezzabile, su scala nanometrica, della ruvidità di superficie del materiale: l’efficacia del trattamento è strettamente dipendente dalla durezza della ceramica15. L’abrasione con particelle di allumina (Al2O3) è, tuttavia, in grado di modificare le caratteristiche del substrato: induce una trasformazione della zirconia dalla fase tetragonale a quella monoclina, promuovendo l’invecchiamento strutturale17, e può determinare microfratture che riducono complessivamente la resistenza della ceramica e la sua affidabilità clinica a lungo termine18,19.

La maggioranza degli studi sull’adesione al biossido di zirconio riporta un incremento dei valori di adesione tra cemento e ceramica, rispetto ai controlli (superfici non trattate), quando si utilizza la sabbiatura; inoltre, per il fatto che rappresenta un trattamento superficiale di facile attuazione nella clinica, e familiare al tecnico di laboratorio (eseguito in genere prima della consegna del manufatto protesico), si è deciso di sceglierlo, rispetto ad altre alternative, nella presente sperimentazione. Alcuni studi7,11 che pongono a confronto la dimensione delle particelle di allumina utilizzate (per esempio, 50 μm vs 110 μm) non riscontrano, a parità di altre condizioni, un’influenza significativa di questa variabile sull’adesione. Le metodiche (per esempio, di trazione12,13 o microtrazione20,21) finalizzate alla valutazione dell’interfaccia ceramicacemento, ciascuna delle quali racchiude in sé benefici e svantaggi22, sono variabili e non standardizzate tra i diversi studi: si è deciso di scegliere il test SBS per una sua maggiore di usione e a dabilità dimostrata da analisi precedenti23; in aggiunta, il nostro obiettivo primario non si è focalizzato sulla ricerca di valori assoluti quanto piuttosto sull’in uenza della variabile «trattamento super ciale».

Nella presente indagine, l’abrasione non ha apportato alcun miglioramento statisticamente significativo al legame tra Clearfil Esthetic Cement e superficie in biossido di zirconio: se è possibile raggiungere valori di resistenza al taglio simili ed elevati per mezzo del solo cemento abbinato al primer, senza alcun pre-trattamento, si evitano i problemi che la sabbiatura produce nella ceramica. A conferma di quanto ottenuto, Clearfil Esthetic Cement si è comportato esattamente allo stesso modo, per la superficie in zirconia, negli studi di Oyague et al.15,16: i valori medi di resistenza alla microtrazione riportati per il gruppo controllo e quello di sabbiatura si sono attestati, rispettivamente, a 17,04 e 18,63 MPa.

È possibile che il trattamento di superficie possa esercitare un contributo aggiuntivo all’adesione nel tempo (per esempio, rendendo più stabile il legame cemento-zirconia); per limitare le variabili, non si è tuttavia valutato il comportamento delle interfacce dopo invecchiamento dei campioni. Il potenziale adesivo del sistema Clearfil Esthetic Cement/Clearfil Ceramic Primer risiede nella reazione chimica, specificamente ancora poco conosciuta, tra i gruppi idrossilici dello strato superficiale della ceramica e i monomeri fosfato della molecola MDP12; inoltre, la molecola di silano (3-MPS) incorporata nella soluzione del primer può aver promosso l’adesione incrementando la bagnabilità del substrato, formando legami crociati tra i gruppi metacrilato e, ancora, interagendo con i gruppi esposti liberi –OH della zirconia24. Alcuni autori16,25 hanno suggerito che una corretta scelta del materiale da cementazione, sulla base della sua composizione chimica, potrebbe essere più importante del trattamento di superficie utilizzato.

Northdurft et al.25 hanno infatti posto a confronto differenti cementi compositi, distinguendoli per composizione chimica, in relazione alla presenza o assenza di una molecola funzionale adesiva: per tutti i materiali testati, i trattamenti di superficie hanno determinato valori di resistenza al taglio differenti, ma i risultati ottenuti dai campioni cementati con Panavia EX, Panavia F 2.0 e RelyX Unicem sono stati superiori indipendentemente dal condizionamento (sabbiatura, silanizzazione o trattamento tribochimico). Un numero esiguo di studi26-32, dall’anno 2000 a oggi, si è focalizzato specificatamente sull’adesione di cementi compositi al biossido di alluminio densamente sinterizzato (percentuale di Al2O3 vicinissima o uguale al 100%); anche per questa tipologia di ceramica è stato raccomandato l’utilizzo di una resina contenente o abbinata a un primer funzionale27,28,31.

Nella nostra sperimentazione, il biossido di alluminio densamente sinterizzato, di provenienza dalla stessa casa produttrice (VITA Zahnfabrik), si è comportato diversamente dalla ceramica in zirconia: la sabbiatura ha, infatti, elevato significativamente i valori di adesione di Clear l Esthetic Cement. È possibile che ceramiche derivanti da un identico processo di produzione possiedano una morfologia di superficie finale differente, se si considera la diferente composizione chimica di origine. Allo stesso modo, la fresatura CAM di sistemi diversi può determinare variazioni di ruvidità di ceramiche densamente sinterizzate che possiedono una composizione similare (per esempio, zirconia)11.

Friederich e Kern31 hanno osservato un’ottima adesione (> 50 MPa dopo tre giorni di conservazione in acqua, e di 45,9 MPa dopo 37.500 termocicli) di Panavia EX, contenente MDP, all’allumina densamente sinterizzata in abbinamento alla sabbiatura come trattamento super ciale; tuttavia, lo stesso cemento testato sulla ceramica non condizionata ha restituito valori di resistenza alla trazione molto più bassi (< 25 MPa) a tre giorni, e nulli dopo invecchiamento (debonding di tutti i campioni).

Hummel28 è giunto a conclusioni analoghe, affermando che la sabbiatura è un trattamento di superficie indispensabile per un legame efficace con l’allumina, indipendentemente dal cemento composito; migliori e duraturi risultati si sono registrati con Panavia 21 e Variolink II abbinato ad Alloy Primer. In altre parole, il presente studio conferma che l’allumina richiederebbe, in ogni caso, un processo di attivazione meccanica superficiale per la formazione di legami chimici stabili con la molecola di MDP: infatti, senza abrasione, i valori derivanti dallo shear bond strength test sono collassati toccando un minimo, inaccettabile considerando l’assenza di termocicli, di 7,95 MPa.

La specificità delle superfici testate, la natura in vitro dell’indagine, l’esclusione di parametri di invecchiamento (conservazione prolungata in acqua, affaticamento dinamico dei campioni, termocicli) costituiscono tematiche che invitano a ulteriori approfondimenti scientifici, per una conferma dei risultati qui ottenuti.

La corretta scelta del cemento, sulla base della composizione chimica, potrebbe essere più importante del trattamento di superfi cie utilizzato.

Continua ...

Conclusioni

L’adesione assistita da primer funzionale del cemento testato alla ceramica in biossido di zirconio non è influenzata dal processo di sabbiatura: per questo motivo, solo in parte è possibile rigettare l’ipotesi nulla iniziale. Al contrario, l’irruvidimento meccanico si è rivelato efficace e necessario al raggiungimento di un legame affidabile con l’allumina densamente sinterizzata.

Corrispondenza
Prof. Dino Re
Clinica Odontoiatrica - Reparto di protesi
Via della Commenda 10, Milano

bibliografia

1. Groten M. Complete esthetic and functional rehabilitation with adhesively luted all-ceramic restorations: case report over 4.5 years. Quintessence Int 2007;38:723-31.

2. Polack MA, Mahn DH. Full-mouth rehabilitation using a multidisciplinary approach: material and periodontal considerations. Pract Proced Aesthet Dent 2008;20:569-75; quiz 76.

3. Kelly JR. Dental ceramics: current thinking and trends. Dent Clin North Am 2004;48:viii, 513-30.

4. Burke FJ, Fleming GJ, Nathanson D, et al. Are adhesive technologies needed to support ceramics? An assessment of the current evidence. J Adhes Dent 2002;4:7-22.

5. Oppes S, Blatz M, Sadan A, et al. Influence of cement on microleakage and strength of ceramic crowns. J Dent Res 2006;85(abstract 2090).

6. Della Bona A, Anusavice KJ. Microstructure, composition, and etching topography of dental ceramics. Int J Prosthodont 2002;15:159-67.

7. Derand P, Derand T. Bond strength of luting cements to zirconium oxide ceramics. Int J Prosthodont 2000;13:131-5.

8. Ozcan M, Vallittu PK. Effect of surface conditioning methods on the bond strength of luting cement to ceramics. Dent Mater 2003;19:725-31.

9. Blatz MB, Sadan A, Kern M. Resin-ceramic bonding: a review of the literature. J Prosthet Dent 2003;89:268-74.

10. Matinlinna JP, Lassila LV, Vallittu PK. Pilot evaluation of resin composite cement adhesion to zirconia using a novel silane system. Acta Odontol Scand 2007;65:44-51.

11. Re D, Augusti D, Sailer I, et al. The effect of surface treatment on the adhesion of resin cements to Y-TZP. Eur J Esthet Dent 2008;3:186-96.

12. Kern M, Wegner SM. Bonding to zirconia ceramic: adhesion methods and their durability. Dent Mater 1998;14:64-71.

13. Wegner SM, Kern M. Long-term resin bond strength to zirconia ceramic. J Adhes Dent 2000;2:139-47.

14. Wolfart M, Lehmann F, Wolfart S, et al. Durability of the resin bond strength to zirconia ceramic after using different surface conditioning methods. Dent Mater 2007;23:45-50.

15. Oyague RC, Monticelli F, Toledano M, et al. Influence of surface treatments and resin cement selection on bonding to densely-sintered zirconiumoxide ceramic. Dent Mater 2009;25:172-9.

16. Oyague RC, Monticelli F, Toledano M, et al. Effect of water aging on microtensile bond strength of dual-cured resin cements to pre-treated sintered zirconium- oxide ceramics. Dent Mater 2009;25:392-9.

17. Wang H, Aboushelib MN, Feilzer AJ. Strength influencing variables on CAD/CAM zirconia frameworks. Dent Mater 2008;24:633-8.

18. Kosmac T, Oblak C, Jevnikar P, et al. Strength and reliability of surface treated Y-TZP dental ceramics. J Biomed Mater Res 2000;53:304-13.

19. Zhang Y, Lawn BR, Rekow ED, et al. Effect of sandblasting on the long-term performance of dental ceramics. J Biomed Mater Res B Appl Biomater 2004;71:381-6.

20. Bottino MA, Valandro LF, Scotti R, et al. Effect of surface treatments on the resin bond to zirconiumbased ceramic. Int J Prosthodont 2005;18:60-5.

21. Valandro LF, Ozcan M, Bottino MC, et al. Bond strength of a resin cement to high-alumina and zirconia-reinforced ceramics: the effect of surface conditioning. J Adhes Dent 2006;8:175-81.

22. Valandro LF, Ozcan M, Amaral R, et al. Effect of testing methods on the bond strength of resin to zirconia-alumina ceramic: microtensile versus shear test. Dent Mater J 2008;27:849-55.

23. Blatz MB, Sadan A, Martin J, et al. In vitro evaluation of shear bond strengths of resin to denselysintered high-purity zirconium-oxide ceramic after long-term storage and thermal cycling. J Prosthet Dent 2004;91:356-62.

24. Yoshida K, Tsuo Y, Atsuta M. Bonding of dual-cured resin cement to zirconia ceramic using phosphate acid ester monomer and zirconate coupler. J Biomed Mater Res B Appl Biomater 2006;77:28-33.

25. Nothdurft FP, Motter PJ, Pospiech PR. Effect of surface treatment on the initial bond strength of different luting cements to zirconium oxide ceramic. Clin Oral Investig 2008;13;229-235.

26. Papia E, Vult von Steyern P. Bond strength between different bonding systems and densely sintered alumina with sandblasted surfaces or as produced. Swed Dent J 2008;32:35-45.

27. Valandro LF, Della Bona A, Antonio Bottino M, et al. The effect of ceramic surface treatment on bonding to densely sintered alumina ceramic. J Prosthet Dent 2005;93:253-9.

28. Hummel M, Kern M. Durability of the resin bond strength to the alumina ceramic Procera. Dent Mater 2004;20:498-508.

29. Sadan A, Blatz MB, Soignet D. Influence of silanization on early bond strength to sandblasted densely sintered alumina. Quintessence Int 2003;34:172-6.

30. Blatz MB, Sadan A, Blatz U. The effect of silica coating on the resin bond to the intaglio surface of Procera AllCeram restorations. Quintessence Int 2003;34:542-7.

31. Friederich R, Kern M. Resin bond strength to densely sintered alumina ceramic. Int J Prosthodont 2002;15:333-8.

32. Blixt M, Adamczak E, Linden LA, et al. Bonding to densely sintered alumina surfaces: effect of sandblasting and silica coating on shear bond strength of luting cements. Int J Prosthodont 2000;13:221-6.

Ceramiche densamente sinterizzate - Ultima modifica: 2009-10-28T12:28:06+01:00 da Redazione
Ceramiche densamente sinterizzate - Ultima modifica: 2009-10-28T12:28:06+01:00 da Redazione