Bruxismo del sonno in età pediatrica

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Il bruxismo del sonno è un comportamento dell’ambito delle parafunzioni masticatorie, che prevede l'attivazione, ritmica o non ritmica, della muscolatura estrinseca mandibolare, appunto durante il sonno.

Tale condizione, almeno inizialmente, viene spesso riportata soggettivamente dal paziente, sulla base di questionari, o per intermediazione da parte di partner e familiari.

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I pazienti affetti da bruxismo del sonno possono manifestare sintomi quali dolore, soprattutto mattutino, ai muscoli masticatori (massetere, temporale, pterigoideo mediale e laterale), cefalea e disturbi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare.

All’esame obiettivo, l’odontoiatra/gnatologo può rilevare segni clinici come ipertrofia a carico degli stessi muscoli, usura dentale, morsicatio linguale, click articolari, deviazioni mandibolari.

Il bruxismo mostra correlazioni con altri quadri clinici, a partire dai disturbi del sonno, alle apnee ostruttive del sonno, fino all’enuresi e al reflusso gastroesofageo.

La conferma diagnostica definitiva viene effettuata appunto dal clinico, attraverso esami strumentali come l’elettromiografia o la polisonnografia.

Alcuni autori sostengono che il disturbo, nel paziente pediatrico, sia più sfumato in ragione della minore attività muscolare. Studi recenti stanno parzialmente riconsiderando questa constatazione: conseguentemente, la prevalenza della condizione, nell’adulto, è attestabile tra il 10 e il 20%, mentre nel paziente pediatrico, a seconda dello studio, varia dal 3.5 al 40%, comunque da un dato significativamente più basso a uno significativamente più elevato.

Quanti bambini soffrono di bruxismo del sonno?

Rilevate queste difformità nelle evidenze, il gruppo di lavoro di Soares ha messo a punto una revisione sistematica, al fine di dare risposta ai seguenti quesiti: quale sia la prevalenza del bruxismo del sonno in età pediatrica, quali ne siano i sintomi maggiormente diffusi e quale la correlazione con altri segni e sintomi a livello masticatorio.

Gli autori hanno sondato le banche dati PubMed, Scopus, Web of science, Cochrane library, PsycINFO e LILACS, aggiornate a marzo 2020. Partendo da una base di ben 1363 record, gli autori hanno identificato 61 articoli da valutare integralmente, 22 dei quali hanno soddisfatto i criteri di inclusione e sono risultati dotati di informazioni sufficienti per essere inseriti nell’analisi quantitativa. La maggior parte degli studi (14 su 22) hanno seguito un disegno cross-sectional, 7 sono studi caso-controllo; a questi si aggiunge un solo studio di coorte. I lavori sono stati pubblicati tra il 1995 e il 2019 e hanno incluso un campione complessivo di 7456 pazienti, equamente distribuiti tra maschi e femmine, di età compresa tra 2 e 10 anni, raccolti principalmente in ambito scolastico.

La prevalenza rilevata del bruxismo del sonno è stata del 31,16%.

Il segno clinico principale è risultato essere l’usura dentale e, in particolare, a livello del canino deciduo; il sintomo principale, la cefalea. I bambini affetti da bruxismo del sonno, comunque, non sono da reputare a rischio significativamente aumentato di sviluppare tali problematiche.

Riferimenti bibliografici:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33836485/

Bruxismo del sonno in età pediatrica - Ultima modifica: 2021-04-12T06:34:14+00:00 da redazione

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