
Effetto di tavolette sciolte in bocca contenenti il probiotico Lactobacillus salivarius sui batteri parodontopatogeni: studio clinico randomizzato, doppio cieco, placebo-controllo
Probiotic effects of orally administered Lactobacillus salivarius WB21-containing tablets on periodontopathic bacteria: a double-blinded, placebo-controlled, randomized clinical trial
Mayanagi G, Kimura M, Nakaya S, Hirata H, Sakamoto M, Benno Y, Shimauchi H. J Clin Periodontol 2009;36(6):506-13.
La malattia parodontale si instaura in seguito all’interazione tra batteri parodontopatogeni e ospite suscettibile. Una condizione fondamentale è quindi lo sbilanciamento della microflora del cavo orale verso una caratteristica di patogenicità. Nel cavo orale sono presenti oltre 700 specie batteriche (commensali, patogene…) che convivono secondo rapporti di neutralismo, mutualismo o competizione; il mantenimento di un equilibrio tra specie batteriche non patogene aiuta a mantenere la salute dell’ospite. Studi hanno evidenziato che il trattamento antimicrobico delle tasche parodontali determina la deplezione indiscriminata dei microrganismi, lasciando poi alle specie superstiti (anche patogene) la ricolonizzazione «selvaggia» delle nicchie ecologiche trattate, e quindi un ritorno della patologia infiammatoria. In questo contesto si inserisce la terapia con probiotici, che utilizza batteri benefici per rompere l’equilibrio creato dai batteri parodontopatogeni ed eventualmente ricolonizzare le aree trattate con terapia antimicrobica sia meccanica che chimica impedendo il rinnovarsi di una flora patogena.
Da questo studio emerge che la terapia con probiotici può essere un approccio biologico per il controllo della microflora del cavo orale allo scopo di indurne uno scivolamento lontano dalle caratteristiche di patogenicità.
In questo studio sono stati reclutati 66 pazienti che non erano affetti da patologie sistemiche o malattia parodontale severa. I soggetti sono stati divisi in modo randomizzato in due gruppi (test e controllo). Ai pazienti del gruppo test sono state consegnate delle tavolette contenenti Lactobacillus salivarius WB21 in xilitolo, mentre a quelli del gruppo controllo sono state date tavolette placebo (solo xilitolo). A tutti i volontari è stato chiesto di sciogliere in bocca una tavoletta al giorno per 8 settimane. Campioni di placca sopra e sottogengivale sono stati raccolti prima di iniziare lo studio e dopo 4 e 8 settimane dall’inizio della somministrazione. I campioni sono quindi stati analizzati microbiologicamente per valutare la presenza e l’ammontare di 5 specie parodontopatogene: A. actinomycetemcomitans (A.a.), P. intermedia (P.i.), P. gingivalis (P.g.), T. denticola (T.d.), T. forsythia (T.f.).

I risultati dello studio sono illustrati nelle figure 1-3. Dai dati sulla conta diretta di ciascuna specie parodontopatogena emerge che durante il trattamento in entrambi i gruppi non ci sono stati significativi cambiamenti sia nella placca sopragengivale (figura 1) che sottogengivale (figura 2).
Nella placca sottogengivale è comunque apprezzabile la diminuzione delle singole specie analizzate. Tale dato risulta importante quando si valuta la somma numerica delle 5 specie esaminate. Dalla figura 3 emerge infatti che alla valutazione a 4 settimane la somma dei 5 batteri è significativamente più bassa nel gruppo test rispetto al controllo, e che comunque tende a rimanere inferiore anche a 8 settimane. Si può quindi concludere che la somministrazione per via orale di lactobacillo probiotico contribuisce a ridurre la somma dei 5 parodontopatogeni analizzati e che quindi può dare un contributo a migliorare le condizioni cliniche del parodonto.
Implicazioni cliniche
Dopo terapia antimicrobica il riemergere dei batteri parodontopatogeni è correlato con il peggioramento dei parametri clinici dell’infiammazione parodontale e quindi il rischio di recidiva. La somministrazione di Lactobacillus salivariusWB21 in aggiunta alla terapia meccanica di rimozione della placca e del tartaro può essere una efficace strategia terapeutica della parodontite.

Valutazione preliminare nell’uomo della sicurezza e dell’efficacia di ProBiora3TM, un collutorio probiotico
Preliminary assessment of safety and effectiveness in humans of ProBiora3TM, a probiotic mouthwash
Zahradnik RT, Magnusson I, Walker C, McDonell E, Hillman CH, Hillman JD. J Appl Microbiol 2009;107(2):682-90
Da questo studio si può evincere che alcuni ceppi di batteri probiotici assunti quotidianamente in forma di collutorio hanno effettivamente la capacità di inserirsi nella microflora del cavo orale e quindi di portare all’abbassamento dei livelli di alcuni batteri cariogeni o parodontopatogeni.
Il disegno di questo studio ha coinvolto 20 pazienti sani, non affetti da patologia cariosa o parodontale severa. Nelle due visite precedenti l’inizio della somministrazione del collutorio sono stati prelevati ai pazienti dei campioni di saliva e di placca sottogengivale. Tali prelievi sono stati analizzati per valutare i livelli iniziali di S. mutans e di cinque batteri parodontopatogeni target (A. actinomycetemcomitans, T. forsythia, P. intermedia/nigrescens, P. gingivalis e C. rectus).
Ai pazienti sono quindi stati prescritti degli sciacqui con collutorio contenente un mix di batteri probiotici (S. uberis, S. oralis, S. rattus) (ProBiora3TM), due volte al giorno per 4 settimane. Campioni di placca e di saliva sono stati prelevati a intervalli di 1 settimana dall’inizio dell’applicazione ed è stata nuovamente effettuata la conta dei batteri prima citati. Dai risultati (tabella 1) è emerso che al termine dello studio i livelli di S. mutans erano scesi al 15% dei valori iniziali. Dei parodontopatogeni analizzati, A. actinomycetemcomitans e T. forsythia sono stati rilevati in quantità minime e sono stati scartati. C. rectus e P. gingivalis hanno mostrato un elevato anche se non significativo decremento. In particolare C. rectus è passato dallo 0.0755% allo 0.0002% del numero totale dei batteri, mentre P. gingivalis dallo 0.487% allo 0.004%. Il numero di colonie di
P. intermedia/nigrescens non ha mostrato variazioni. In conclusione, dallo studio emerge che il collutorio valutato sembra essere sicuro per l’utilizzo quotidiano. Inoltre il cocktail di batteri probiotici qui sperimentato influisce positivamente sui livelli di S. mutans, di C. rectus e P. gingivalis. I risultati ottenuti su S. mutans appaiono più evidenti probabilmente data la caratteristica localizzazione sopragengivale più coronale, e quindi più accessibile al collutorio, di questo batterio.
Implicazioni cliniche
L’utilizzo quotidiano di un prodotto a base di batteri probiotici può ridurre il livello di batteri cariogeni e parodontopatogeni. Il riequilibrio della microflora del cavo orale che ne deriva può diminuire i rischi dell’insorgenza di nuove carie o di infiammazione parodontale.


