La principale causa di fallimento del trattamento endodontico consiste nell’incompleta strumentazione canalare, la quale comporta, a sua volta, un’errata chiusura dello spazio canalare, soprattutto a livello apicale.

Nella pratica quotidiana, il professionista si confronta con la variabilità anatomica: numero delle radici e dei canali e forma degli stessi.

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In questo senso, la letteratura indica nel secondo premolare inferiore un elemento soggetto a elevata variabilità morfologica a livello radicolare. La configurazione maggiormente comune, per questo elemento, è una RCC 1–1-1/1 (classificazione di Briseño Marroquín) in dente monoradicolato. La classificazione vuole essere un’implementazione di quella di Vertucci, meno recente e assai più diffusa, nel dettagliare le morfologie canalari proprio negli elementi monoradicolati. Essa divide il canale in 3 tratti, in senso corono apicale, assegnando un numero superiore a uno in presenza di canali accessori, e aggiungendo una quarta cifra, descrittiva del numero dei forami apicali.

L’anatomia canalare di questo elemento, come di altri, è stata valutata da molti lavori, attraverso diverse tecniche: clearing, ingrandimento ottico, cross-sectioning, radiologia convenzionale e, in parte, tridimensionale (CBCT). Recentemente, Wolf e colleghi hanno osservato che quest’ultima metodica è poco esplorata a livello del secondo premolare. In particolare, si fa riferimento alla micro-TC, ormai considerata un gold standard nello studio della morfologia radicolo-canalare.

Gli stessi autori si sono proposti di valutare le evidenze disponibili riguardo all’anatomia radicolo-canalare del secondo premolare inferire, attraverso una revisione sistematica, che è stata da poco pubblicata su BMC Oral Health.

La revisione ha sondato le cinque principali banche dati biomediche (Cochrane Database, Embase, Lilacs,MEDLINE/PubMed, Scopus) aggiornate a luglio 2020. Gli ultimi database sono quelli che hanno resistuito il maggior numero di record: partendo da un totale di 1622 lavori (1255 una volta rimossi i doppioni), sono stati selezionati, sulla base di articolo e abstract, 76 lavori potenzialmente adatti. Di questi, 44 sono stati portati alla revisione.

Complessivamente, i risultati fanno riferimento a ben 17839 elementi valutati. Il dente presenta praticamente sempre un monoradicolato (89.5–100% dei casi). Possono essere riscontrati rari elementi monoradicolati (0.1–8% negli studi che contemplano questa eventualità) e rarissimi triradicolati (0.1–3.5%). Per quanto riguarda la configurazione canalare, il modello 1–1–1/1 si conferma il più comune (55.3–99.6%), seguito dalle configurazioni 1–1–2/2 (0.5–57%) e 2–2–2/2 (0.6–18%), che rientrano, rispettivamente, nei tipi V e IV di Vertucci. Quest’ultima opzione risulta più che doppiamente frequente (odds ratio = 2.32) nei soggetti di sesso maschile.

Riferimenti bibliografici anatomia canalare

https://www-ncbi-nlm-nih-gov.pros.lib.unimi.it/pmc/articles/PMC8207603/#CR40

Anatomia canalare del secondo premolare inferiore - Ultima modifica: 2021-06-22T12:20:37+00:00 da redazione

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