In questa rubrica capita spesso di sottolineare la modesta qualità delle ricerche disponibili sugli argomenti trattati nonostante la crescente mole di pubblicazioni che, però, non aiutano i professionisti nel loro quotidiano sforzo di curare quanto meglio possibile la salute altrui. La relazione tra espansione ortodontica del palato, funzione respiratoria e patologie adenotonsillari non fa purtroppo eccezione, ma è consolante notare che negli ultimi anni si è raggiunta qualche evidenza in più. Per quanto restino sideralmente lontani i numeri e le certezze delle sperimentazioni farmacologiche (i campioni in questa rassegna sono numeri a due cifre), si può almeno contare su alcune ricerche ben strutturate.
Studi clinici randomizzati, revisioni sistematiche e metanalisi prepandemiche non andavano oltre conclusioni come la seguente: “L’espansione mascellare aumenta in modo significativo i volumi nasali, ma la sua importanza clinica è ancora in discussione” (Fastuca R et al 3D facial soft tissue changes after rapid maxillary expansion on primary teeth: A randomized clinical trial. Orthod Craniofac Res. 2018 Jun 21. doi: 10.1111/ocr.12229 PMID: 29927048). Ora, invece, nel caso del disgiuntore del palato (oramai il dispositivo di gran lunga più usato) si inizia a vedere la possibilità di considerarlo uno strumento terapeutico anche dal punto di vista medico, per lo meno in certi casi.
Risultati a lungo termine del trattamento con espansore mascellare scheletrico sulla funzione respiratoria
Questa ricerca ha misurato gli effetti sulla funzione respiratoria di un disgiuntore con ancoraggio scheletrico tramite mini impianti che ne riducono la distanza dal centro di resistenza della sutura palatina mediana; in tal modo, la forza esercitata agisce più a livello osseo mascellare che dentoalveolare. Per valutare la funzione respiratoria gli autori hanno misurato il picco del flusso di inspirazione nasale (Pnif) e il suo corrispettivo orale (Poif) in 17 pazienti (età media 19 anni) con deficit trasversale del mascellare senza precedenti trattamenti ortodontici. Il protocollo includeva l'esame CBCT prima e dopo il trattamento. I risultati sono stati incoraggianti: al termine dell’espansione e del periodo di controllo (26 mesi in media), Pnif e Poif erano significativamente più alti rispetto ai valori iniziali (segno di stabilità del risultato); il primo era anche positivamente correlato con la variazione dei diametri scheletrici misurati con la CBCT. Non sono state rilevate variazioni significative nei questionari di autovalutazione compilati dai pazienti.
Effetti dell’espansione rapida del palato sulle vie aeree superiori dei bambini affetti da AON
L’apnea ostruttiva notturna interessa l’1-3 % della popolazione pediatrica italiana e si riscontra in frequente associazione con il morso incrociato. Gli autori di questo studio caso-controllo hanno selezionato un campione di 37 bambini (età 4-11 anni, 20 di sesso maschile) che presentavano entrambe queste anomalie senza altri problemi di salute. Al termine delle attivazioni il disgiuntore del palato è rimasto in situ per 9 mesi. La cefalometria ha evidenziato un significativo aumento di 3,4 mm della distanza nasofaringea (dalla spina nasale posteriore alla parete posteriore della faringe) e una riduzione dell’angolo compreso tra piano palatale e piano mandibolare (segno di una variazione del modello di crescita facciale) in accordo con un’altra ricerca italiana su 19 bambini con AON in cui la CBCT ha rilevato anche un aumento di circa 7 mm cubici del volume nasale e 2 mm di quello rinofaringeo (Pirelli P et al Cone beam CT evaluation of skeletal and nasomaxillary complex volume changes after rapid maxillary expansion in OSA children. Sleep Med. 2021 Oct;86:81-89).
Nel gruppo di controllo costituito da 39 bambini non affetti da AON, il disgiuntore del palato non ha portato a variazioni cefalometriche significative. La variazione in senso antiorario del modello di crescita segna, inoltre, un punto a favore del disgiuntore, spesso accusato di aprire il morso attraverso l’estrusione dei molari di ancoraggio. Gli autori segnalano come punto debole del loro studio la mancata valutazione tridimensionale delle vie aeree superiori.
Impatto dell’espansione rapida del palato sul volume di adenoidi e tonsille nei bambini
In questo studio retrospettivo a coorte, 60 bambini con ipertrofia tonsillare (età media 8 anni) e malocclusione con indicazione per disgiuntore del palato sono stati divisi in un campione controllo e in uno sperimentale.
Questo gruppo è stato sottoposto a una CBCT seguita da trattamento con disgiuntore del palato secondo il protocollo normalmente usato e a una seconda CBCT 13 mesi (+/- 6) dopo la prima.
Rispetto al gruppo di controllo non trattato, in più del 90% dei bambini di quello sperimentale la CBCT ha rivelato una significativa riduzione sia del volume tonsillare sia di quello adenoideo (rispettivamente in media del 38,5% e del 16,8% con valori massimi del 75% e del 51%) mentre nel primo gruppo si è registrato un aumento, sia pure non significativo.
Gli autori attribuiscono i risultati all’aumento del volume nasale che riduce la velocità dell’aria e la resistenza, con conseguente riduzione degli stimoli infiammatori sul tessuto linfatico; inoltre, sottolineano però che nel protocollo non si è tenuto conto dell’eventuale terapia farmacologica concomitante, spesso presente in questi pazienti, né si è tenuto conto della presenza di allergie.
Particolari non trascurabili che, sperabilmente, verranno tenuti in considerazione nel futuro.
Effetti di tonsillectomia e disgiuntore palatale su indice apnea-ipopnea (AHI) e saturazione di ossigeno
In ambito odontoiatrico sono piuttosto rare le ricerche di tipo cross-over in cui i pazienti vengono sottoposti in tempi diversi a terapie differenti per la medesima indicazione. In questo studio randomizzato, 32 bambini non obesi, con ipertrofia adenotonsillare e riduzione dei diametri mascellari sono stati divisi in due campioni: il primo è stato curato con adenotonsillectomia e 6 mesi dopo con disgiuntore del palato; sequenza inversa per il secondo campione, ma soltanto se l’indice AHI si manteneva inferiore a 1. La diagnosi si basava su polisonnografia eseguita a distanza di 6 mesi da entrambe le terapie. Dopo analisi statistica dei dati osservati, gli autori concludono che il disgiuntore nella maggior parte dei casi ha svolto un ruolo marginale sull’indice AHI e sulla saturazione di ossigeno, dato che si è verificata un miglioramento molto più consistente di questi parametri nel primo campione.
Espansione rapida del palato e ostruzione delle vie nasali
Sakoda-Iwata R, Iwasaki Tet al Does rapid maxillary expansion improve nasal airway obstruction? A computer fluid dynamics study in patients with nasal mucosa hypertrophy and obstructive adenoids. Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2023 Jul;164(1):e1-e13.
Gli autori di questo studio fluidodinamico computerizzato hanno diviso 60 bambini (età media 9 anni) in tre campioni in base alla patologia presente: controllo (esenti da patologie), pazienti con ipertrofia della mucosa nasale, pazienti con ostruzione adenoidea. A quelli con indicazione ortodontica al trattamento con disgiuntore palatale è stata eseguita una CBCT prima e dopo per misurare la sezione delle vie nasali. In tutti i campioni, dopo l’espansione palatale risultavano aumentati l’ampiezza e la sezione delle vie nasali e la distanza intermolare superiore ma, concludono gli autori, la ventilazione nasale dipende dalla patologia presente. Infatti, nei pazienti esenti da ipertrofia mucosa e ostruzione adenoidea la ventilazione migliora del 90% mentre tale valore si limita a 31,6 % e 23,1 % rispettivamente se è presente l’una o l’altra condizione patologica. In altre parole, l’ostruzione adenoidea non risponde al trattamento con disgiuntore del palato.
Espansione rapida del palato nei bambini con apnea ostruttiva notturna
Militi A, Maio A et al. Effects of rapid maxillary expansion in pediatric patients affected by obstructive sleep apnea syndrome: a literature review. Minerva Dent Oral Sci. 2025 Apr;74(2):114-119.
In base alle ricerche incluse in questa revisione della letteratura, l’espansione rapida del palato nei bambini di età compresa tra 5 e 12 anni (durata media del trattamento pari a un anno) apporta variazioni significative, riducendo l’indice AHI (apnea e ipopnea) e aumentando la saturazione di ossigeno.



