5 minuti con Giuseppe Siciliani

Allineatori ortodontici: innovazione, qualità e nuove prospettive di trattamento

Luigi Paglia
Luigi Paglia, direttore scientifico de Il Dentista Moderno

Il mercato degli allineatori è cresciuto rapidamente e continuerà a evolversi. Tuttavia, la vera innovazione non dipende solo dall’estetica o dal marketing, ma dalla ricerca scientifica, dalla qualità dei materiali e dal controllo biomeccanico delle forze. Negli ultimi anni gli allineatori trasparenti hanno rivoluzionato il modo di affrontare molte malocclusioni. Ma come si è evoluto realmente questo settore e quali sono oggi le differenze tra le varie soluzioni disponibili?
Ne parliamo con Giuseppe Siciliani, docente della Università degli Studi di Ferrara, tra le realtà accademiche italiane che per prime hanno investito nella ricerca sugli allineatori.
Per i Colleghi e i pazienti, il messaggio è chiaro: non tutti gli allineatori sono uguali. Informarsi sulla base scientifica del sistema utilizzato e affidarsi a professionisti qualificati resta il fattore decisivo per un trattamento efficace e sicuro.

 

 

Come sono cambiati gli allineatori negli ultimi vent’anni?
Giuseppe Siciliani
Giuseppe Siciliani, Professore Emerito dell’Università di Ferrara, dove è stato Direttore della Scuola di Ortodonzia, ha dedicato la sua carriera all’ortodonzia clinica e alla formazione accademica. Laureato in Medicina e Chirurgia, con specializzazione in Ortognatodonzia, è Past President della Società Italiana di Ortodonzia (SIDO) e socio onorario delle principali società scientifiche del settore. Riconosciuto a livello internazionale, nel 2020 la World Federation of Orthodontics lo ha inserito tra i tre migliori ortodontisti al mondo.

L’interesse per gli allineatori è cresciuto molto prima che diventassero un fenomeno commerciale di massa. Già alla fine degli anni ’90 alcuni gruppi di ricerca universitari avevano intuito il potenziale di questi dispositivi.
Fino al 2012 il mercato italiano degli allineatori trasparenti era dominato quasi esclusivamente da un’unica opzione, ampiamente riconosciuta e utilizzata dagli ortodontisti su larga scala. La scadenza del brevetto ha poi favorito l’ingresso di numerose aziende, determinando una rapida espansione dell’offerta.
Questo ha reso il mercato più competitivo, ma ha anche creato una grande variabilità in termini di qualità dei materiali, progettazione biomeccanica e controllo delle forze ortodontiche.
Oggi la vera differenza non sta solo nell’estetica dell’allineatore, ma nella ricerca scientifica che ne sostiene l’efficacia.

Perché oggi esistono così tante offerte e prezzi molto diversi?

La liberalizzazione del mercato ha abbattuto le barriere di ingresso, determinando una maggiore diffusione di mascherine termoformate che non sempre sono supportate da un adeguato background clinico o biomeccanico.
In ortodonzia, però, non basta “spostare i denti”: è fondamentale controllare tipo, intensità e durata delle forze applicate. I materiali tradizionali termoformati, ad esempio, tendono a perdere rapidamente gran parte della forza nelle prime ore di utilizzo. Questo spiega perché non tutti gli allineatori, pur essendo esteticamente simili, abbiano le stesse prestazioni cliniche.

Qual è il ruolo della ricerca universitaria nello sviluppo degli allineatori?

La ricerca accademica ha avuto un ruolo chiave nel comprendere:

  • il comportamento dei materiali nel tempo;
  • la biomeccanica dei movimenti dentali;
  • l’efficacia clinica nelle diverse malocclusioni.

Questi studi hanno posto le basi per l’evoluzione di ulteriori approcci clinici progressivamente validati dalla letteratura scientifica internazionale, confermando il ruolo centrale della ricerca accademica nello sviluppo delle terapie con allineatori.

È davvero possibile fare ortodonzia solo di notte?

Uno dei limiti principali degli allineatori tradizionali è la necessità di indossarli almeno 22 ore al giorno. Per molti adulti, questo rappresenta una difficoltà legata alla vita lavorativa e sociale. Per ovviare a questo problema, sono stati sviluppati approcci ortodontici con allineatori progettati per un utilizzo esclusivamente notturno.
Il principio su cui si basa è quello delle forze intermittenti, già impiegate con successo per molti anni nelle apparecchiature ortodontiche extraorali. Grazie a uno studio specifico dei materiali e del rilascio controllato delle forze, è possibile ottenere movimenti dentali anche con un utilizzo limitato alle ore di sonno, nei casi clinici appropriati.
Uno studio pubblicato sul Journal of Orofacial Orthopedics ha evidenziato che, nelle malocclusioni trattabili con allineatori, l’efficacia del sistema notturno può essere sovrapponibile a quella di un sistema tradizionale a tempo pieno.

Gli allineatori diurni e notturni sono intercambiabili?

Non sono intercambiabili, ma possono essere considerati approcci complementari.
Gli allineatori tradizionali richiedono un utilizzo continuativo, circa 22 ore al giorno. Gli allineatori notturni sono pensati per essere indossati esclusivamente durante il sonno.
La scelta dipende dal tipo di malocclusione, dagli obiettivi terapeutici e dallo stile di vita del paziente.
Non tutti i casi sono adatti a un trattamento esclusivamente notturno, ma per alcuni pazienti adulti questo può rappresentare una soluzione pratica e sostenibile.

Servono competenze particolari per utilizzare questi sistemi?

Gli allineatori sono dispositivi medici che devono essere inseriti in un piano ortodontico accurato.
Non è richiesta una certificazione obbligatoria per il loro utilizzo, ma la competenza in ortodonzia rimane centrale.
Nei sistemi sviluppati in ambito accademico, ogni caso viene generalmente valutato e pianificato con il supporto di specialisti, al fine di ottimizzare il set-up digitale e il risultato clinico.

 

 

 

 

5 minuti con Giuseppe Siciliani - Ultima modifica: 2026-04-01T12:35:11+02:00 da Paola Brambilla
5 minuti con Giuseppe Siciliani - Ultima modifica: 2026-04-01T12:35:11+02:00 da Paola Brambilla