Il bioglass rappresenta oggi uno dei materiali bioattivi più studiati in odontoiatria. La sua capacità di legare chimicamente i tessuti mineralizzati e di stimolare la rigenerazione ha ampliato il suo impiego clinico. Una recente review condotta da un gruppo di ricercatori da diversi centri universitari ha analizzato le evidenze scientifiche e le prospettive future di questo materiale, sottolineandone il ruolo crescente in parodontologia, implantologia, endodonzia e chirurgia maxillo-facciale.
Proprietà bioattive e meccanismi d’azione
Il bioglass rilascia ioni calcio, fosforo e silicio che reagiscono con i fluidi corporei, formando uno strato di idrossiapatite. Questo processo favorisce l’adesione dei tessuti e attiva la risposta cellulare. Le cellule osteoblastiche aderiscono alla superficie del materiale e ne sfruttano la porosità per iniziare la deposizione di matrice minerale. Il bioglass genera dunque un microambiente in grado di modulare l’infiammazione e accelerare i tempi di guarigione.
Rigenerazione parodontale
In parodontologia, il bioglass offre risultati promettenti nei difetti infraossei. Gli studi analizzati evidenziano un aumento del riempimento osseo, una riduzione delle tasche e una migliore integrazione con il tessuto connettivo. La sua struttura permette la crescita cellulare guidata e sostiene l’attività osteoconduttiva. L’uso combinato con membrane o scaffold migliora la stabilità del coagulo e il controllo della guarigione.
Implantologia e superfici bioattive
Il bioglass trova applicazione anche in altri ambiti, tra cui quello del rivestimento implantare. Le superfici trattate mostrano una migliore bagnabilità e una bioattività elevata, con incremento dell’osteointegrazione rispetto ai rivestimenti tradizionali. I dati indicano una riduzione della colonizzazione batterica e una maggiore integrazione con l’osso peri-implantare, aspetto rilevante nei pazienti con rischio aumentato di perimplantite.
Ipersensibilità dentinale e odontoiatria restaurativa
Le formulazioni a base di bioglass sono efficaci nel trattamento dell’ipersensibilità dentinale. Il materiale occlude i tubuli con uno strato minerale stabile e favorisce la remineralizzazione profonda. In restaurativa, l’aggiunta di bioglass ai compositi migliora le proprietà meccaniche, aumenta la resistenza all’abrasione e conferisce al materiale un potenziale effetto antibatterico.
Le frontiere emergenti
Da questa revisione, pubblicata sul Journal of Dentistry, emergono diverse novità. Le più interessanti riguardano gli scaffold stampati in 3D a base di bioglass, dispositivi personalizzati per difetti ossei complessi e sistemi di rilascio controllato di farmaci. L’integrazione con modelli digitali e intelligenza artificiale permetterà di ottimizzare la composizione del materiale e prevederne la performance clinica. Oltre ad aprire la strada a trattamenti rigenerativi più predicibili e meno invasivi, più apprezzati dai pazienti, ma anche dagli odontoiatri.



