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Le “Linee guida nazionali per la diagnosi radiologica odontoiatrica in età evolutiva” sono state pubblicate il 29 gennaio 2018 sul sito web del Ministero della Salute. Il documento, atteso da tempo, è giunto dopo un lungo lavoro di studio e di confronto tra gli esperti del settore.

Il giudizio positivo della Sioi

Le “Linee guida nazionali per la diagnosi radiologica odontoiatrica in età evolutiva” sono nate grazie a un lavoro di squadra. “Nel 2016, il  Ministero della Salute”, ricorda Luigi Paglia, responsabile del reparto di Odontoiatria materno-infantile dell’ISI, l’Istituto Stomatologico Italiano di Milano, nonché presidente della Società italiana di odontoiatria infantile (SIOI), società che ha contribuito alla stesura del documento, “aveva istituito un Gruppo di lavoro con lo scopo di fornire indicazioni sui percorsi diagnostici radiologici in campo odontoiatrico  negli individui in età evolutiva. Il problema come sappiamo è molto sentito dalla popolazione e dalla comunità scientifica tutta. A coordinare il Gruppo di lavoro è stato chiamata la professoressa Laura Strohmenger dell’Università degli Studi di Milano e la SIOI ha partecipato attivamente alla stesura delle linee guida insieme ai rappresentanti di numerose società scientifiche”.

Luigi Paglia, Presidente della Sioi, commenta le "Linee guida nazionali per la diagnosi radiologica in età evolutiva"
Luigi Paglia, presidente della Società italiana di odontoiatria infantile (Sioi), esprime un giudizio positivo sulle “Linee guida nazionali per la diagnosi radiologica in età evolutiva” recentemente pubblicate dal Ministero della Salute e nate anche grazie al contributo della Sioi

Il documento, ora disponibile sul sito del ministero, contiene indicazioni per radiologi, fisici medici, pediatri, odontoiatri, maxillo-facciali, ognuno per le proprie specifiche competenze, affrontando l’argomento sia dal punto di vista clinico che normativo. Le apparecchiature radiologiche prese in considerazione sono i radiografici per endorali, gli ortopantomografi, i cefalometri e le Cone Beam Computed Tomography (CBCT) che insieme coprono il ventaglio di tutte le specialità odontoiatriche.

“Nelle “Linee guida nazionali per la diagnosi radiologica odontoiatrica in età evolutiva”, particolare attenzione e prudenza è stata posta nel porre le indicazioni all’uso della CBCT nella pratica clinica odontoiatrica del soggetto in crescita”, ricorda Paglia, “in ambito radiologico infatti oggi lo sviluppo della tecnologia consente di raggiungere risultati di raffinatezza e precisione diagnostica con valori dosimetrici del tutto differenti al passato. Era necessario  portare chiarezza in un settore come quello dell’odontoiatria dei soggetti in crescita, al fine di indicare in ogni situazione clinica le indagini appropriate, coniugate ad un’attenzione volta alla protezione nella esposizione a radiazioni ionizzantitutti elementi che queste nuove linee guida recepiscono e fanno proprie”.

Le Linee guida in breve

“La diagnostica radiologica in odontoiatria”, si legge nel documento ministeriale, “è principalmente basata su: radiografia endorale, ortopantomografia, tomografia computerizzata (TC) e, più recentemente, sulla cone-beam CT. Tutte queste metodiche utilizzano, in varia misura, i raggi X, ovvero radiazioni ionizzanti che possono interagire a livello cellulare”. Di qui la necessità di fornire ai professionisti utili indicazioni su come e quando impiegare le apparecchiature radiologiche ai fini diagnostici.

Le Linee guida recentemente pubblicate, innanzitutto, prendono in considerazioni i rischi radiologici e le strategie di contenimento nell’esecuzione degli esami, attraverso protocolli ad hoc accomunati però dall’idea che tanto i campi di acquisizione, quanto l’intensità del fascio radiante devono essere sempre ridotti al minimo indispensabile, affinché si possa eseguire l’esame correttamente senza esporre il soggetto a radiazioni inutili e dunque solo dannose.

Oltre ai rischi radiologici e alle strategie di contenimento nell’esecuzione degli esami, le “Linee guida nazionali per la diagnosi radiologica in età evolutiva” affrontano in modo chiaro e organico i singoli ambiti di utilizzo della diagnostica radiologica.

Per la diagnosi della malattia cariosa, per esempio, l’esame radiologico di elezione in tutti i soggetti nei quali esista un sospetto di carie in elementi dentali decidui o permanenti, è la radiografia “bite-wing”, mentre ai fini di un corretto inquadramento diagnostico ortodontico, le linee guida indicano come necessarie una radiografia panoramica e una teleradiografia, raccomandando di limitare la prescrizione della CBCT e, preferibilmente, di utilizzare FOV (field of view) small e FOV medium, sempre nell’ottica del principio menzionato.

Nei casi di labiopalatoschisi la diagnosi è prettamente clinica, mentre in caso di sospetta inclusione dentaria l’indagine radiologica di I livello deve essere eseguita non prima dei 6 anni, come nei casi di sospetta trasposizione dentale o di anomalie dentarie di numero, di forma e struttura, a tutela del piccolo paziente.

L’ortopantomografia non è indicata per la diagnosi di un evento traumatico dentale circoscritto, mentre la radiografia endorale periapicale rappresenta il primo step radiologico, spesso conclusivo, in presenza di trauma alveolo-dentale nel paziente in età pediatrica. La CBCT, invece, metodica di II livello, è indicata in casi selezionati in cui le indagini di I livello (radiografia endorale periapicale) non forniscano le informazioni diagnostiche sufficienti per la adeguata pianificazione terapeutica.

 

 

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