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Dott.ssa Morena Mikaela Giacalone
Relatore Prof. Efisio Defraia

Introduzione

Durante l’odontogenesi e durante l’eruzione dentale possono verificarsi delle anomalie dentali. L’ eziologia di tali alterazioni morfofunzionali dei denti è ancora sotto intensa indagine.
Ma fattori ambientali locali e sistemici non possono prescindere dal program- ma genetico, il quale impartisce una organizzazione spaziale e temporale ai fenomeni dell’odontogenesi.
L’ipotesi eziologica genetica viene avvalorata dalle significative associazi-oni fra le diverse anomalie dentali e dall’alta prevalenza (76.02%) di tali anomalie nella popolazione sindromica rispetto alla popolazione generale come si evince dal grafico.
Le sindromi forniscono dunque una opportunità di un’analisi delle anomalie dentali in un contesto a priori geneticamente determinato.

Materiali e metodi

Il presente studio è stato condotto su un iniziale gruppo di 5000 pazienti di cui 348 sono stati ritenuti idonei allo studio. Sono stati divisi, in base a parametri puramente genetici in cinque gruppi: abbiamo differenziato le malattie cromosomiche dalle monogeniche perché nelle prime sono i cromosomi interessati (cioè sono coinvolti più geni), nelle seconde è invece la mutazione di un unico gene a determinare la sindrome. Il gruppo di pazienti con craniostenosi è stato individuato separatamente dalle alterazioni sindromiche genetiche, per il peculiare interessamento delle strutture cranio-facciali. Nel gruppo delle varie sono stati inseriti quei pazienti in attesa di accertamento molecolare.

Discorso a parte va fatto per le patologie da alterazioni dell’imprinting genomico perchè rappresentano un’ eccezione alle regole di trasmissione mendeliana. Ciascun paziente è stato studiato nella Sod di Odontoiatria speciale pediatrica del Meyer di Firenze, tramite ortopantomografie, teleradiografie, fotografie intraorali e diagnosi molecolare citogenetica effettuata presso la Sod di genetica medica dell’azienda ospedaliera Meyer dell’università di Firenze. In ognuno dei 6 gruppi di soggetti esaminati sono state calcolate le prevalenze delle anomalie dentali che dalla rassegna della letteratura sono dimostrate essere associate fra loro e legate ad una comune eziologia genetica (Garn del 1963, Hoffmeister del 1985, Bjerklin del 1992 e Baccetti del 1998).

Obiettivi

Il presente studio retrospettivo si propone di analizzare, con l’utilizzo di un gruppo controllo di soggetti non sindromici, determinate anomalie dentali in pazienti sindromici. Con lo scopo di :
•Individuare anomalie dentali che il controllo genetico privilegia;
•Individuare il legame fra l’anomalia e l’alterazione relativa alla sindrome.

Risultati

Conclusioni

Con tale studio si conferma l’ipotesi di una eziologia genetica alla base di un’anomalia dentale di volume, quale quella del microdontismo degli incisivi laterali superiori permanenti, e di un’ anomalia dentale di eruzione, quale la malposizione palatina intraossea del canino superiore permanente. Mentre i risultati rilevati circa le malattie da alterazioni dell’ imprinting del dna trovano conferma nella letteratura (Ishida 2012). Per quanto riguarda invece il gene FGFR responsabile delle craniostenosi probabilmente è implicato in delle alterazioni craniofacciali che determinano a loro volta delle anomalie dentali. Infine l’espressione di geni causanti delle patologie monogeniche ad oggi osservate presso il nostro centro ospedaliero universitario Meyer non ha un’alta espressione soprattutto nelle fasi finali dello sviluppo dell’ectoderma a livello embrionale.

Valenza clinica del lavoro

Tale tesi ha permesso una maggiore conoscenza di quelle che possono essere le cause delle anomalie dentali, in modo da attuare una terapia intercettiva la dove necessario, per avere un approccio alle diverse patologie orali più consapevole e clinicamente più efficace.
Le anomalie dentali ad eziologia genetica hanno una prevalenza di meno di 200.000 individui affetti negli Stati Uniti e sono considerate dal NIH delle malattie rare. La prevalenza di queste anomalie è dunque difficile da stimare, in quanto vi sono pochi studi epidemiologici affidabili.

E’ stato realizzato un database presso la nostra struttura di riferimento con le diverse anomalie dentali riscontrate nei 348 pazienti sindromici studiati.

bibliografia

Baccetti T., An analysis of the prevalence of isolated dental anomalies and of those associated with hereditary syndromes: a model for evaluating the genetic control of the dentition characteristics, Minerva Stomatol. 1993 Jun;42(6):281-94; Baccetti T., A controlled study of associated dental anomalies, Angle Orth, 1998;68:267-274; Peck S., Peck L., Kataja M., The palatally displaced canine as a dental anomaly of genetic origin, Angle Orthod. 1994; 64:249-256; Agnès Bloch-Zupan, Heddie O. Sedano, Crispian Scully, Dento/Oro/Craniofacial Anomalies and Genetics, Elsevier, 32 Jamestown Road, London NW1 7B, First edition 2012; J. Shapira, S. Chaushu, A. Becker, Prevalence of tooth transposition, third molar agenesis, and maxillary canine impaction in individuals with Down syndrome, Angle Orthod. 70 (2000) 290e296; Hennekam R., Gorlin’s syndromes of the head and neck, 2001; Roos A, Eggermann T, Zschiesche S, Midro A, Schwanitz G, Abnormalities in tooth morphology, structure and dentition in two children with chromosome aberrations. Translocation trisomy 13 and trisomy 21, Advances in Medical Sciences Vol. 53(1)2008pp 17-20; Ishida M, Moore GE., The role of imprinted genes in humans, Mol Aspects Med. 2012 Jul 4.

Università degli studi di Firenze

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