Ammontare del prezzo richiesto per le cure in programma e dinamica della sua riscossione vengono frequentemente concretizzati per iscritto, in modo più o meno esteso, nel “preventivo”. Come organizzare la creazione di questo documento, anche tenendo conto delle richieste di legge?

Nella medicina privata non convenzionata, accanto al rapporto di cura che si instaura fra medico e paziente prendono vita altri due rapporti paralleli: quello economico e quello monetario. Con il primo rapporto ci si riferisce all’ammontare del prezzo richiesto per le cure in programma, con il secondo alla dinamica della sua riscossione.

I due rapporti vengono frequentemente concretizzati per iscritto, in modo più o meno esteso, nel “preventivo”. La forma del preventivo è libera. Ogni professionista può dunque decidere di confezionarlo come meglio crede, in funzione di elementi quali il gusto personale, la capacità più o meno sviluppata di creare documenti, il tempo a disposizione. Non va però sottaciuto il fatto che la confezione del preventivo, come di ogni altro oggetto consegnato al paziente, ha effetto non solo sull’immagine che dello studio avrà il paziente, ma anche sul “passaparola”, in quanto è molto probabile che quell’oggetto venga mostrato, dal paziente che lo riceve, a persone che fanno parte della sua sfera parentale e amicale.

È perciò sempre consigliato un obiettivo esame, nonché una periodica revisione, di questi manufatti, al fine di valutarne la qualità sul piano dell’effetto comunicativo.

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Tassonomia del preventivo - Ultima modifica: 2021-09-17T11:40:23+00:00 da monicarecagni

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