Un gruppo di ricercatori dell’Università di Usak, Turchia, ha condotto uno studio per valutare come diversi metodi di attivazione dell’irrigazione influenzino l’estrusione apicale di detriti durante la preparazione canalare endodontica. L’espulsione di residui oltre il forame apicale rappresenta infatti un fattore di rischio per infiammazione, dolore post-operatorio e ritardi di guarigione. Comprendere il ruolo delle tecniche irriganti aiuta a perfezionare protocolli più sicuri per il paziente e per la tranquillità professionale dell'operatore.
Materiali e metodi
Lo studio ha analizzato 135 premolari inferiori estratti, caratterizzati da un unico canale e curvatura minima. I denti sono stati suddivisi in nove gruppi, ottenuti dalla combinazione di tre sistemi di strumenti (XP-endo Rise Shaper, ProTaper Ultimate, WaveOne Gold) con tre modalità irriganti: irrigazione convenzionale, attivazione sonica e attivazione ultrasonica passiva. Dopo la preparazione canalare, i ricercatori hanno raccolto i detriti espulsi in provette pre-pesate, successivamente essiccate e ripesate per quantificare con precisione la quantità di materiale estruso.
Risultati
Tutte le combinazioni operative hanno generato estrusione apicale, seppur in misura variabile. L’attivazione ultrasonica passiva ha determinato la più elevata quantità di detriti, con differenze statisticamente significative. L’attivazione sonica ha invece mostrato i valori più bassi. Tra tutte le combinazioni, WaveOne Gold associato all’attivazione sonica è risultato il più conservativo. Perché riduce in modo marcato la fuoriuscita di residui rispetto alle combinazioni basate su attivazione ultrasonica.
Interpretazione clinica
L’effetto più aggressivo dell’attivazione ultrasonica potrebbe derivare dalle elevate turbolenze e microcorrenti generate all’interno del canale, capaci di spingere detriti oltre l’apice. L’attivazione sonica, più delicata e a minor frequenza, sembra invece favorire un ricambio efficace dell’irrigante senza incrementare la pressione apicale. Infine, l’assenza di differenze significative tra i tre sistemi di strumenti suggerisce che la modalità irrigante, più della geometria dei file, sia quella che influenzi maggiormente l’entità dell’espulsione di detriti.
Uno studio che offre utili indicazioni
L’associazione tra WaveOne Gold e attivazione sonica riduce in modo evidente l’estrusione apicale di detriti, contribuendo potenzialmente a limitare dolore e complicanze post-operatorie. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, offre dunque indicazioni utili per orientare l’endodontista verso protocolli irriganti più controllati e meno traumatici per i tessuti periapicali.



